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IN QUESTO NUMERO
FORUM PA NET 230 di martedì 13 novembre 2007 (106250 iscritti)
   
Arrow Promuovere le reti degli innovatori
Arrow Comunicazioni obbligatorie, un solo clic accorcia la burocrazia
Arrow Da Venezia buoni esempi per la società della conoscenza "collaborativa"
Arrow Il Paradigma web 2.0: tecnologie e nuove pratiche sociali introdotte dai Social Media
Arrow Carta dei diritti della rete, se ne discute a Rio de Janeiro
Arrow Eventi
Arrow Segnalazioni
   

tesi
Il Paradigma web 2.0: tecnologie e nuove pratiche sociali introdotte dai Social Media
Se ne è discusso qualche giorno fa a Bologna, nel corso di un seminario organizzato dal CRC Emilia-Romagna, ma se ne è discusso anche in molti altri eventi, istituzionali e non, e se ne discuterà sempre più. Il web 2.0 è un nuovo modo di utilizzare la rete che prevede la centralità ed il protagonismo dell’utente. I primi esempi risalgono a quasi un decennio fa e oggi anche la Pubblica Amministrazione non può più restare fuori da queste logiche, sia nella progettazione delle proprie infrastrutture interne che nelle modalità di offerta dei servizi. “Per la Pa – ha sottolineato Claudio Forghieri del Comune di Modena – orientarsi al web 2.0 è una possibilità concreta di fare vero CRM”.Il CSP, la struttura di ricerca ed innovazione tecnologica della PA piemontese, ha recentemente pubblicato un documento di analisi del paradigma web 2.0, sia da un punto di vista tecnologico che dell’impatto sociale. Una pubblicazione, a cura del Laboratorio SmartLab - Lara Marcellin, Fabiana Vernero, Ferdinando Ricchiuti, Enrico Sola, Andrea Toso, Giovanni Calia - davvero completa ed interessante che illustra la rivoluzione dei media sociali effettuando una comparazione tra le molte applicazioni web 2.0 di successo ed alcuni framework di sviluppo maturi.

Già dall’introduzione si evince la chiarezza di linguaggio utilizzato per descrivere l’approccio “dirompente” delle logiche del web 2.0

“Sentiamo ripetere da tempo che le applicazioni nei prossimi anni saranno sempre meno di tipo top-down e che gli utenti saranno chiamati a ricoprire un ruolo di partecipazione attiva per la condivisione della conoscenza e la valorizzazione dei contenuti sia di tipo professionale, sia di tipo culturale, sia legati alla vita di tutti i giorni e al tempo libero. Questa affermazione è vera, ma va consolidata e rafforzata. Le applicazioni top-down continueranno a esistere, ma saranno più “tagliate” sull’utente. Sembra un paradosso, ma per molti anni la comunicazione digitale non ha tenuto in considerazione il destinatario: gli utenti target sui quali ci siamo basati per progettare le nostre attività di comunicazione non sono mai esistiti, o per meglio dire, non esistevano nel mondo reale. Il mondo reale non è infatti suddiviso in stereotipi. Le nuove applicazioni “sociali” consentono di abbattere molte delle categorizzazioni che hanno limitato fortemente l’uso della Rete da parte di utenti non informatizzati. È l’utente che lo chiede, è l’utente che crea nuove opportunità partendo magari da un semplice blog o condividendo una foto, un link, una tag con il resto del mondo. Le dinamiche che nascono intorno ai nuovi Social Media, tecnologie online e pratiche utilizzate dagli utenti per condividere opinioni, esperienze e punti di vista, vedono la tecnologia come elemento trasparente di un processo innovativo di generazione, riuso, e aggregazione dei contenuti, il tutto con una fortissima partecipazione dal basso. I servizi di nuova generazione presenti nel web, che consentono alle persone di collaborare e condividere le informazioni on line, vengono definiti in modo generico e spesso un po’ approssimativo: “Web 2.0”. Un’etichetta facile per definire un fenomeno che vedremo essere connotato da notevole complessità. Questa pubblicazione si pone l’obiettivo di fotografare una realtà in continuo cambiamento, ponendo in rilievo gli elementi di stacco rispetto alla fase precedente di evoluzione del Web ed evidenziandone gli elementi di continuità. La rivoluzione che sta vivendo il mondo digitale è “fluida”, non è caratterizzata da scontri o da fratture di nessun tipo”.

Per scaricare la pubblicazione “Il Paradigma web 2.0: tecnologie e nuove pratiche sociali introdotte dai Social Media”
Per leggere il dossier di Altra pa dedicato al web 2.0

 

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