Il Paradigma web 2.0: tecnologie e nuove pratiche sociali introdotte dai Social Media Se ne è discusso qualche giorno fa a Bologna,
nel corso di un seminario organizzato dal CRC Emilia-Romagna, ma se ne è
discusso anche in molti altri eventi, istituzionali e non, e se ne discuterà
sempre più. Il web 2.0 è un nuovo modo di utilizzare la rete che prevede la
centralità ed il protagonismo dell’utente. I primi esempi risalgono a quasi un
decennio fa e oggi anche la Pubblica Amministrazione non può più restare fuori
da queste logiche, sia nella progettazione delle proprie infrastrutture interne
che nelle modalità di offerta dei servizi. “Per
la Pa – ha sottolineato Claudio Forghieri del Comune di Modena – orientarsi al
web 2.0 è una possibilità concreta di fare vero CRM”.Il CSP, la struttura di ricerca ed
innovazione tecnologica della PA piemontese, ha recentemente pubblicato un
documento di analisi del paradigma web 2.0, sia da un punto di vista
tecnologico che dell’impatto sociale. Una pubblicazione, a cura del Laboratorio SmartLab -
Lara Marcellin, Fabiana Vernero, Ferdinando Ricchiuti, Enrico Sola, Andrea
Toso, Giovanni Calia - davvero completa ed interessante che illustra la
rivoluzione dei media sociali effettuando una comparazione tra le molte
applicazioni web 2.0 di successo ed alcuni framework di sviluppo maturi.
Già dall’introduzione si evince la chiarezza di linguaggio
utilizzato per descrivere l’approccio “dirompente” delle logiche del web 2.0
“Sentiamo ripetere da tempo che le applicazioni nei prossimi
anni saranno sempre meno di tipo top-down e che gli utenti saranno chiamati a
ricoprire un ruolo di partecipazione attiva per la condivisione della
conoscenza e la valorizzazione dei contenuti sia di tipo professionale, sia di
tipo culturale, sia legati alla vita di tutti i giorni e al tempo libero.
Questa affermazione è vera, ma va consolidata e rafforzata. Le applicazioni
top-down continueranno a esistere, ma saranno più “tagliate” sull’utente.
Sembra un paradosso, ma per molti anni la comunicazione digitale non ha tenuto
in considerazione il destinatario: gli utenti target sui quali ci siamo basati per
progettare le nostre attività di comunicazione non sono mai esistiti, o per
meglio dire, non esistevano nel mondo reale. Il mondo reale non è infatti
suddiviso in stereotipi. Le nuove applicazioni “sociali” consentono di abbattere
molte delle categorizzazioni che hanno limitato fortemente l’uso della Rete da
parte di utenti non informatizzati. È l’utente che lo chiede, è l’utente che
crea nuove opportunità partendo magari da un semplice blog o condividendo una
foto, un link, una tag con il resto del mondo. Le dinamiche che nascono intorno
ai nuovi Social Media, tecnologie online e pratiche utilizzate dagli utenti per
condividere opinioni, esperienze e punti di vista, vedono la tecnologia come
elemento trasparente di un processo innovativo di generazione, riuso, e aggregazione
dei contenuti, il tutto con una fortissima partecipazione dal basso. I servizi
di nuova generazione presenti nel web, che consentono alle persone di
collaborare e condividere le informazioni on line, vengono definiti in modo
generico e spesso un po’ approssimativo: “Web 2.0”. Un’etichetta facile per
definire un fenomeno che vedremo essere connotato da notevole complessità. Questa
pubblicazione si pone l’obiettivo di fotografare una realtà in continuo
cambiamento, ponendo in rilievo gli elementi di stacco rispetto alla fase
precedente di evoluzione del Web ed evidenziandone gli elementi di continuità. La
rivoluzione che sta vivendo il mondo digitale è “fluida”, non è caratterizzata
da scontri o da fratture di nessun tipo”.
Per scaricare la pubblicazione “Il Paradigma web 2.0:
tecnologie e nuove pratiche sociali introdotte dai Social Media”
Per leggere il dossier di Altra pa
dedicato al web 2.0
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