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IN QUESTO NUMERO
FORUM PA NET 227 di martedì 2 ottobre 2007 (106250 iscritti)
   
Arrow Pubblica amministrazione, politica e deriva giacobina.
Arrow Un patto affinché l'e-Gov divenga sistema
Arrow Fiducia e trasparenza dell'e-Gov europeo
Arrow Il nuovo disegno di legge sulla qualità e la sicurezza del Servizio sanitario
Arrow Dialogue Forum on Internet Rights
Arrow Segnalazioni
   

editoriale

Pubblica amministrazione, politica e deriva giacobina.
In Francia nella primavera del 1793 bastava un sospetto di dantonismo, una velata accusa di essere girondino per finire alla ghigliottina tra gli applausi della piazza, nel primo autunno 2007 in Italia, più modestamente, per scatenare applausi sicuri basta alzar la voce contro i "fannulloni", contro "la casta", contro "i costi della politica", contro "gli sprechi" della macchina pubblica.
A Parigi sappiamo come finì, la nostra piccola rivoluzione "grillina" invece, piuttosto che nel Termidoro, sta finendo nel ridicolo: "Lei spreca più di me!", "I fannulloni siete voi!", "Abolite le province se avete coraggio!", "Perché no, ma allora aboliamo anche le comunità montane!" (per evitare sprechi sarebbe meglio eliminare anche del tutto con la dinamite le montagne e le isole minori... chissà chi lo griderà per primo?). La confusione è massima, la folla strilla, gli stessi politici autori degli sprechi (quelli veri) additano al pubblico ludibrio catastrofi nazionali quali i gettoni dei consiglieri circoscrizionali (ma sarà proprio il decentramento il male del Paese, o piuttosto l'accentramento e la cooptazione del potere?). Aprite il giornale di oggi e vedrete gare grottesche su chi ha tagliato prima e di più, come se il punto non fosse la produttività della spesa, il risultato cercato e raggiunto, il valore per i cittadini di quel 98% che ancora si spende senza alcun controllo serio di efficacia, ammesso pure che un due per cento riuscissimo a sacrificarlo in pubblico con suggestive cerimonie.
Contro questa deriva, contro questa ricerca affannosa di scorciatoie che permettano al "government" (concetto intraducibile che mette insieme sia politica che amministrazione, come per altro spesso sono insieme nella percezione dei cittadini) di non affrontare a fondo i problemi, ma di dare una riverniciata a carrozzerie piene di buchi, è necessario riorientarsi: tirar fuori cartina e bussola. Per quanto riguarda il mio campo di interesse, ossia la PA proporrei di tornare quindi ad alcuni fondamentali valori e di cercare con l'indispensabile fatica e pazienza di ripartire da lì: il primo è il valore della misura, dei numeri, della valutazione. Proviamo finalmente a mettere in piedi sistemi efficaci e soprattutto condivisi di valutazione e di benchmarking sia delle organizzazioni che delle figure dirigenziali, così almeno quando parleremo di sprechi potremo dare numeri veri e non numeri al lotto come quelli che sento in questi giorni.
Il secondo è il valore costituzionale dei contrappesi che, quando si ha fretta, spesso si dimenticano: verifichiamo ad esempio l'efficacia dei sistemi di controllo di legittimità e rassicuriamoci sul fatto che non siano i controllati a scegliere e pagare i controllori. Ripartiamo poi dai valori di autonomia e di responsabilità che sono fondati sulla nostra Carta Costituzionale e cerchiamo di evitare comportamenti schizofrenici: se il ddl delega sul federalismo fiscale parla dell'ICI come architrave della finanza locale e dell'autonomia impositiva, allora il Governo non può fare una manovra su questa imposta. Anche se sarebbe bello, anche se i cittadini plaudirebbero, anche se così si recuperassero chissà quali percentuali di consensi. Non può farlo neanche se risarcisce i comuni attraverso nuovi trasferimenti: perché se la strada è potenziare la finanza autonoma è assurdo aumentare insieme quella derivata!
Da ultimo ritorno sul tema su cui ci eravamo lasciati due settimane fa: la valorizzazione della "risorsa giovani" nelle amministrazioni. Avete visto come è andata a finire? Anche qui non vi pare strano che tutti si riempiano la bocca di parole come innovazione, merito, professionalità e poi nessuno parli della proposta Nicolais dal punto di vista delle migliaia di giovani preparati che potrebbero portare nuove energie nella PA e che aspettano fuori della porta?
Partendo da queste domande e da queste considerazioni, nella newsletter di oggi vi proponiamo alcuni temi forti: innanzi tutto nella sezione TESI l'intervista esclusiva che ci ha rilasciato Livia Turco, Ministro della Salute, sul disegno di legge per l'ammodernamento del Sistema Sanitario Nazionale. Poi nella sezione CASI la sconfortante ricerca svolta dalla Commissione europea sulle condizioni di fiducia che abilitino effettivamente il funzionamento dell'e-Government (la nostra posizione miserrima ci convince sempre più che prima di spendere soldi in servizi online c'è molto da fare...). Infine nella sezione COSE riportiamo una documentazione su "Progetto PAESE", ossia quel patto tra Governo, Regioni e autonomie locali per far sì che le attività di l'e-Government "facciano sistema".
Tre temi diversi, tre spunti di riflessione che comprendono tutti, e molto più seriamente, l'alternativa tra lo spreco e il buon impiego delle risorse. Un nostro piccolo stimolo per non parlare a vanvera!

Carlo Mochi Sismondi
Carlo Mochi Sismondi

 

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con il patrocinio di:
Presidenza  del Consiglio dei Ministri - Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. c Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Unione delle Province d'Italia Lega Autonomie Locali
Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Unione delle Provincie d'Italia Lega delle Autonomie Locali
In collaborazione con Programma Cantieri Il Sole 24 Ore Fiera di Roma Istituto Mides
   
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