www.forumpa.it FORUM PA '08 vi aspetta in nuova fiera di roma al 12 al 15 maggio 2008   in collaborazione con Formez
FORUM PA
. Ci siamo trasferiti, seguici su portal.forumpa.it  
 
. home | cos'è | staff | guestbook | archivio | english newsletter | contatti | cerca
» FORUM PA 2007 » PER ESPORRE » VISITATORI » FORUM PA 2006 » CANALI
Freccia
e-Mail FORUM PA NET - NEWSLETTER per una nuova Pubblica Amministrazione
archivio | per iscriversi | faq | per gestire i tuoi dati | per rimuoversi
IN QUESTO NUMERO
FORUM PA NET 226 di mercoledì 19 settembre 2007 (106342 iscritti)
   
Arrow Una comunicazione importante ( ...almeno per noi)
Arrow Il coraggio dell'innovazione, ovvero innovare senza giovani è impossibile
Arrow Incarichi e consulenza, la relazione al Parlamento
Arrow Città Facile. La semplificazione amministrativa a Reggio Emilia
Arrow Un nuovo disegno di legge sulla produttività del lavoro pubblico
Arrow Consulenze e incarichi esterni delle PA
Arrow Eventi
Arrow News dal Formez
Arrow Segnalazioni
   

editoriale
Il coraggio dell'innovazione, ovvero innovare senza giovani è impossibile
Quando venerdì scorso abbiamo tenuto insieme a Ezio Lattanzio e con la presenza di Mario Monti e di Alberto Stancanelli, capo di Gabinetto di Nicolais, il convegno dedicato alla "risorsa giovani" nella PA non sapevamo di essere all'inizio di una importante discussione nel Paese e sulla stampa che ha coinvolto il Ministro Nicolais e la sua proposta di "svecchiamento della PA". In questo mio intervento (ahimè un po' meno breve del solito) cercherò di darvi il quadro della situazione e di proporvi alcuni pareri autorevoli, naturalmente senza sfuggire al dovere di esprimere la mia opinione che, scoprendo subito le carte, è decisamente a favore della proposta Nicolais, contro cui si è invece scatenato un coro quasi unanime di critiche. La ragione principale per cui sono d'accordo è che senza l'introduzione di giovani preparati, motivati e dotati di skill coerenti con i nuovi compiti della PA, l'innovazione è semplicemente impossibile e che, con questi chiari di luna, sperare di aumentare il personale pubblico è altrettanto velleitario. Per spiegare le posizioni in campo e provare ad essere meno noioso vi descriverò i personaggi in ordine di apparizione e necessariamente in estrema sintesi (ma con un po' di link per approfondire). Guardatevi la commedia e ditemi che ne pensate.
  • Il pubblico impiego, protagonista silenzioso.
    Accusato di essere troppo numeroso e troppo costoso il pubblico impiego si difende con i numeri: a questo link potete trovare qualche cifra che abbiamo diffuso in occasione dell'ultimo FORUM PA, in soldoni possiamo dire che i dipendenti pubblici non sono troppi (come vedrete ne abbiamo assai meno della Francia), ma sono vecchi (abbiamo l'età media più alta d'Europa pari a circa 47 anni) e mal distribuiti (non è cambiata la distribuzione nonostante il federalismo e nessuna politica di mobilità ha dato ancora alcun frutto). Hanno incrementato la loro retribuzione più di chiunque altro, ma l'incidenza sul PIL del costo del lavoro pubblico è ora molto più bassa che prima delle riforme Bassanini.
    Il suo problema non è quindi nella dimensione, ma nel fatto che nessuno lo valuta e nessuno lo premia o lo sanziona: di questa malattia sta morendo ucciso dai luoghi comuni e dalla "fannulloneide" di questi mesi, da cui ci si può difendere solo con il coraggio della valutazione... e mettendo fuori le mele marce, ma questa è un'altra storia.

  • Il ministro: una proposta di buon senso
    La proposta è semplice: favorire tramite un incentivo l'uscita di chi ha già maturato le condizioni per andare in pensione o sta lì lì e assumere un giovane ogni tre impiegati pubblici che in questo modo avranno lasciato l'impiego. Senza dilungarmi vi propongo l'intervista su "La Repubblica" e quella su "Il Messaggero" in cui Nicolais spiega l'idea.

  • I "cattivi": i consulenti come quintessenza dello spreco
    I
    n questa rappresentazione le accuse sono tutte da una parte: troppe consulenze, troppe esternalizzazioni. È ovvio che una consulenza inutile distoglie risorse o un'esternalizzazione diseconomica aggrava il bilancio senza apportare benefici... Non mi pare però che così si vada molto avanti. Il punto è discernere e valutare perché in questa storia appioppare il ruolo di cattivo è troppo facile. In questi anni di FORUM PA ho parlato con innumerevoli sindaci, direttori generali di Comuni, Province e Regioni, vertici di ASL e di Università: nessuno di loro potrebbe lavorare utilmente senza la possibilità di servirsi di consulenti. Certo che la consulenza copre spesso clientele politiche, ma far di tutt'erba un fascio è il modo migliore, come sempre, per non scegliere e quindi per lasciare tutto come sta. Nella rubrica COSE di questa newsletter trovate la relazione sulle consulenze e gli incarichi che Nicolais ha trasmesso al Parlamento. Avete quindi ampio modo di farvi un'idea vostra meno banale. Certo chi è senza peccato... Cito solo a memoria: oltre 280 milioni di euro per circa 180.000 incarichi sono andati ai dipendenti pubblici per fare cose varie (commissioni e docenze soprattutto), suppongo almeno in parte inerenti al compito e alla professionalità per cui sono già pagati.
    Onestamente penso che chi risponde alla proposta Nicolais dicendo che il problema sono le consulenze sia come minimo un po' semplicistico. Sono ragionamenti della stessa pasta di chi dice che "invece di pensare ai lavavetri, combattiamo piuttosto la mafia" o di chi invoca l'emersione dell'economia sommersa come se in pochi mesi potesse miracolosamente aiutarci a pagare la metà delle tasse. Insomma a Roma si direbbe che cerca di "buttarla in caciara..."

  • I critici (1): "Non è una cosa seria pensiamo piuttosto ai contratti"
    È la posizione unanime dei sindacati di cui vi propongo un florilegio: la posizione dei tre sindacati confederali è riassunta dalla "rassegna sindacale online" e da numerose dichiarazioni (Podda, Nerozzi; Bonanni; altri riportati dalla stampa). In sintesi la critica è su tre punti: 1) mentre tutti i lavoratori sono chiamati a innalzare l'età pensionabile non si può proporre prepensionamenti ai dipendenti pubblici; 2) le situazioni sono diverse da amministrazione ad amministrazione, in alcuni casi pensare a tre uscite per un'entrata non ha senso e sarebbe pericoloso per la funzionalità della PA in alcune funzioni chiave (un po' demagogicamente si fa l'esempio della lotta all'evasione fiscale); 3) è necessario non fare "annunci" iperbolici, ma dedicare attenzione ai contratti (il comunicato di Podda è feroce in questo senso). In realtà tutte e tre le considerazioni sono ovviamente giuste, ma mancano il bersaglio: 1) non si tratta di prepensionamenti in senso stretto, ma di incentivi all'uscita di chi già ora potrebbe uscire o lo potrebbe fare tra pochi mesi (per altro prepensionamenti veri se ne sono fatti con soddisfazione di tutti ad es. nel settore bancario). 2) Nessuno né tantomeno il Ministro ha parlato di una misura obbligatoria per tutti. Ovviamente le situazioni sono diverse e vanno viste nelle loro peculiarità, ma mi riesce difficile pensare a qualche amministrazione in cui l'immissione di nuove ed alte professionalità sarebbe d'impedimento al raggiungimento dei risultati. 3) Che dire a chi dice "pensa piuttosto ai contratti"? Anche in questo caso c'è una supposizione senza senso: occuparsi di svecchiare la PA non è in contrasto con l'occuparsi dei contratti, sarà necessario fare tutte e due le cose e pure in fretta!

  • I critici (2): "Potrebbe andar bene, ma non ci crediamo e poi è ancora poco"
    Si tratta di alcuni osservatori intelligenti, ma molto sospettosi: né Sacconi né Cazzola possono essere accusati di troppa indulgenza per il settore pubblico. Il loro ragionamento è però un altro: attenzione che questi provvedimenti alla fine non siano solo un aggiramento del blocco delle assunzioni, attenzione a non distoglierci dal necessario innalzamento dell'età pensionabile, attenzione che alla fine invece che in un risparmio anche se a medio termine, non ci ritroviamo in mano un aggravio di spesa.
    Mi sembrano warning utili, ma che non bocciano, ma anzi dovrebbero sostenere il piano supportandolo con una opportuna e non benevola sorveglianza (come è bene che faccia l'opposizione).

  • I critici (3): Ichino, non è l'età ma il merito il criterio per mettere fuori i lavoratori
    L'intervento di Ichino di oggi sul Corriere della Sera va preso molto sul serio. In linea di principio dice una cosa, non giusta, ma giustissima: se dobbiamo sfoltire la PA facciamolo non su basi anagrafiche, ma cacciando i "fannulloni". Il piccolo problema è che quindici anni di riforme ci hanno lasciato una PA molto cambiata, ma non ci hanno dato nessun serio strumento di valutazione. Tutti siamo convinti che è lì la più grave delle difficoltà nel cambiare veramente le cose, ma nel frattempo che facciamo? Mentre la legge Ichino o il ddl Sacconi (ve lo presntiamo in TESI), o altri provvedimenti che finalmente facciano partire seri processi di valutazione fanno il proprio corso aspettiamo che i fannulloni come lemming si buttino a mare da soli? Credo che sia più sensato, mantenendo viva la tensione verso l'obiettivo della valutazione, far lo stesso un po' di posto ai giovani con metodi meno cruenti e più praticabili.

  • I favorevoli (pochi): "finalmente!"
    In realtà con un esame attento della rassegna stampa trovo solo un intervento a favore, ancorché autorevole, quello di Nicola Rossi che in un'intervista al Corriere della Sera non solo dice "era ora!", ma invita il Governo a non fare "l'imperdonabile errore" di lasciare solo Nicolais in questa proposta.

  • I giovani fuori: "ma a noi chi ci sente?"
    Buoni ultimi tra i personaggi ed interpreti si affacciano i giovani: quella risorsa molto più citata che utilizzata, quelle intelligenze alla finestra che non hanno voce, che non sono ancora neanche "precari" e che quindi non possono sperare in nessuna "stabilizzazione". Giovani che magari hanno studiato per anni nelle Università "public management"; giovani che magari hanno dati, idee, proposte nuove; giovani che magari hanno anche le professionalità che servirebbero. Giovani come quelli che ho visto io venerdì scorso presentare le loro tesi nel convegno fatto con Lattanzio (vi rimando al nostro blog per una sintesi del convegno mediata da un osservatore esterno) che ha premiato le migliori tesi sulla PA. Facce sveglie e decise, passione per il "pubblico", voglia di studiare e di capire. Vi propongo due tesi tra le oltre 130 presentate in occasione di questo nostro premio: l'una si occupa di pianificazione partecipata, l'altra (che ha vinto il premio) di Centri di servizio Territoriali. Se avete voglia leggetele o almeno scorretele: studenti come questi sono quelli che stiamo tenendo fuori dalla porta mentre ci balocchiamo con sottigliezze bizantine.

Siamo certi di potercelo permettere?
La rappresentazione continua....

P.S. Leggo stamattina (19 settembre) sul sito di Repubblica.it che, in decisa controtendenza rispetto alla selva di critiche il gradimento del Ministro Nicolais presso i cittadini sale e non di poco (dalla 6^ posizione con il 51% di fiducia alla 2^ con il 53% unico ministro assieme a Bersani - un altro riformista convinto - a crescere) in un contesto molto sfavorevole per l'intero Governo e per quasi tutti gli altri ministri. Hai visto mai che un po' di coraggio riformista paghi anche in termini di consenso?

Carlo Mochi Sismondi
Carlo Mochi Sismondi

 

Dite la vostra

 
con il patrocinio di:
Presidenza  del Consiglio dei Ministri - Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A. c Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Unione delle Province d'Italia Lega Autonomie Locali
Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Unione delle Provincie d'Italia Lega delle Autonomie Locali
In collaborazione con Programma Cantieri Il Sole 24 Ore Fiera di Roma Istituto Mides
   
. . . . .
FORUM PA - Via Alberico II, 33 - 00193 Roma - Tel. 06.684251 - Fax 06.68802433 - info@forumpa.it - P.I. 01803371002 - C.F. 07548070585