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Incarichi e consulenza, la relazione al Parlamento
In
questi giorni, anche a seguito dell'editoriale di Eugenio Scalfari su La Repubblica di domenica scorsa, si è
cominciato a parlare del taglio delle consulenze come di quel "colpo
di scena" o "il segnale forte", che ci vuole per
invertire il trend dell'antipolitica. Estremamente
significativo in questo senso il documento presentato il 7 settembre
scorso dal Ministro Nicolais al Parlamento: la relazione sugli
incarichi conferiti ai pubblici dipendenti e ai collaboratori
esterni. La relazione si basa sui dati che le singole
amministrazioni, secondo quanto prescritto dal D. Lgs. 165/2001, sono
obbligate a fornire all'Anagrafe delle prestazioni, lo
strumento che ha il compito di monitorare incompatibilità e
cumulo di impieghi e incarichi della PA. Diverse le
considerazioni che si possono trarre dalla lettura dei dati:
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La
prima, di carattere puramente organizzativo, consiste
nell'inadempienza di molte amministrazioni alle scadenze per
l'invio telematico poste dal Governo e ribadite con la
circolare 198/01. Nonostante la soluzione informatica permetta,
infatti, al Ministero per le Riforme e l'Innovazione della PA
di disporre in tempo reale di tutte le informazioni in un formato
agevolmente elaborabile, e nonostante il richiamo sull'importanza
di comunicare l'incarico nel momento del conferimento e di
dichiarare successivamente la liquidazione delle somme erogate,
molte amministrazioni, in particolar modo quelle di grandi
dimensioni, lamentano difficoltà nella raccolta delle
informazioni. Tutti i dati del 2005 sono dunque soggetti ad
incremento nel tempo, il che non consente di avere dati oggettivi di
raffronto tra il 2004 ed il 2005. tuttavia i dati assoluti del 2005
offrono comunque una serie di spunti rilevanti.
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Nel
2005 i collaboratori esterni sono stati 156.541, con una media di
1,50 incarichi a testa, mentre i dipendenti pubblici a cui è
stato affidato un incarico sono 104.756 con la media di 1.75
incarichi. Per la maggior parte assorbiti da Enti Locali, Scuola e
Sanità (precisamente il 69,9% degli incarichi conferiti).
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Altra
analisi presa in considerazione dalla relazione è quella sul
genere. Come nel 2004 anche nel 2005 si conferma la tendenza che
vede gli uomini maggiormente considerati nel conferimento di
incarichi. Considerando che la presenza femminile nelle pubbliche
amministrazioni è oltre il 53% del totale dei dipendenti, si
può affermare che le donne svolgono rispetto agli uomini un
minor numero di incarichi e anche meno retribuiti.
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Come
già osservato nel passato, i compensi erogati ai pubblici
dipendenti per gli incarichi svolti sono generalmente molto
contenuti. Poco più dell' 85% degli incarichi liquidati
a dipendenti pubblici non supera la somma di € 2.500, fra
questi poco più del 52% non supera nemmeno i 500 euro. La
media si assesta dunque attorno ai 1.500 euro ad incarico. La
situazione è notevolmente diversa per quanto riguarda invece
le consulenze esterne, il cui compenso medio è di 4.932 euro
(la disparità di mansioni e di compenso, però, è
molto più accentuata negli incarichi esterni che in quelli
interni, ed occorre tenerne conto quando di va ad analizzare il
valore medio).
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