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FORUM PA NET 221 di martedì 29 maggio 2007 (105823 iscritti)
   
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tesi
Sulle tracce dell'e-Gov scomparso
Una delle idee di questa edizione di FORUM PA era quella di provare a discutere dei temi delle riforme della pubblica amministrazione da un punto di vista differente dal solito, e cioè provando ad analizzare non quello che è andato bene, non le best practice, ma quello che è andato un po' meno bene, i progetti nati con un obiettivo e poi persi per strada. Nel pomeriggio di lunedì 21 abbiamo provato a fare il punto sulle riforme scomparse e a ragionare su alcuni temi che sono stati al centro delle grandi riforme normative degli anni Novanta ricordando le date e facendo leva sulle ricorrenze.
La prima e la principale di queste ricorrenze, individuata dal professor Stefano Sepe, è il decimo anniversarioi delle Leggi Bassanini, che risalgono proprio al maggio 1997 e che sono state il perno di una serie di riforme che hanno interessato tutto il decennio scorso. Bilancio e controlli; linguaggio normativo ed amministrativo, semplificazione ed e-Gov sono i quattro grandi temi discussi in modo analitico e problematico nel corso del convegno.
In particolare il tema dell'e-Gov è stato affrontato da Alessandro Osnaghi. Piuttosto lapidaria la sua conclusione: l'e-Government inteso come l'occasione di sposare le tecnologie classiche di back office con quelle di rete e di internet per offrire servizi integrati è - nel nostro Paese - strutturalmente impossibile.
I punti di partenza delle prime Linee strategiche del 2000 erano:

1 - La possibilità di ottenere servizi indipendentemente dalla residenza fisica di un cittadino o impresa;

2 - La possibilità per le varie amministrazioni di scambiarsi informazioni, al fine erogare servizi in maniera più semplice;

3 - La possibilità, per i cittadini, di comunicare i propri dati una sola volta.

Questa è stata la visione di partenza. Una visione condivisa in tutto il mondo che implicava alcune macro azioni che le amministrazioni avrebbero dovuto porre in essere: come il dotarsi di un sistema informativo che eroghi servizi non solo ai cittadini, ma anche - e soprattutto - alle altre amministrazioni o il realizzare  una rete tra pari e senza oneri. "Cosa è successo?" Si chiede Osnaghi "Perché questi principi belli e validi si sono persi per strada?" Il punto è che non c'è una vera causa. Nessuno ha mai sconfessato questi obiettivi ed anzi, il ministro Nicolais li ha riproposti, praticamente immutati, a sette anni di distanza. Alcune di questi azioni sono in itinere, come ad esempio il Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione, tuttavia i tempi sono talmente lunghi che non possono più considerasi utili.
Le norme ci sono, quello che manca sono delle azioni concrete che non sono state mai avviate, perché nel quadro attuale risultano impossibili. "Non c'è una governance, non c'è progettualità, non ci sono soldi, o forse non si sa come spenderli. Gli amministratori locali non hanno nessun interesse politico a produrre servizi a favore di altre amministrazioni (questi tipi di servizi non offrono un ritorno immediato alla cittadinanza) e l'unica soluzione per finanziare la interazione tra le amministrazioni è rappresentata dai contributi da parte dello Stato centrale. Il punto è che fino ad oggi questo tipo di contributo non è stato utilizzato per progetti che rispondessero a regole definite, ma offerto per relaizzare servizi decisi in quasi completa autonomia dagli Enti Locali. Ecco le impossibilità strutturali!"
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