Il Consiglio dei Ministri discute il Codice delle Autonomie
Lo scorso 22 dicembre il Consiglio dei
Ministri, su proposta dei Ministri per gli Affari Regionali e le
Autonomie Territoriali, Linda Lanzillotta, e dell'Interno,
Giuliano Amato, ha avviato l'esame del disegno di legge che
conferisce al Governo la delega ad individuare e allocare le funzioni
fondamentali e le funzioni proprie degli enti locali, il loro nuovo
ordinamento, il conferimento di funzioni ulteriori a Regioni ed enti
locali nonché l'istituzione delle città
metropolitane e di Roma capitale. L'esame proseguirà in
una prossima seduta ed è il passo che tutti gli enti locali
aspettavano da tempo per il superamento del Testo unico per gli Enti
Locali ed il passaggio ad un Codice delle Autonomie, più
flessibile ed adatto al sistema istituzionale italiano delineato
dalla riforma costituzionale del 2001.
Il testo è stato oggetto di un
preliminare e generale confronto con i Ministri dell'Interno e
per gli Affari regionali e le Autonomie locali che ha portato
all'accoglimento di alcune proposte presentate in modo
condiviso dal sistema delle Autonomie:
-
un modello di governance delle aree
metropolitane flessibile e basato su processi istitutivi concertati;
-
la definizione delle funzioni
fondamentali dei Comuni, delle Città metropolitane e delle
Province, accompagnata dall'attuazione dell'art.118, in
modo da definire in modo chiaro il ruolo del Comune come titolare
della generalità delle funzioni di amministrazione;
-
la previsione di processi di
conferimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali che
permettano il concreto e soddisfacente esercizio delle nuove
funzioni.
Sul fronte economico finanziario,
infatti, rimangono ancora aperti alcuni rilevanti problemi, come
l'avvio dell'attuazione dell'art.119 (federalismo
fiscale) attraverso la definizione di un modello di federalismo
fiscale che riconosca autonomia, responsabilità, ma anche la
capacità finanziaria di assolvere pienamente le funzioni
assegnate; o come la necessità di realizzare nel territorio
forme associative tra i Comuni, articolate su livelli dimensionali
ottimali, che rispondano davvero al principio di adeguatezza e che
semplifichino lo scenario istituzionale esistente.
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