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Buon anno!
La
prima newsletter dell'anno non può che cominciare con
gli auguri di buon anno. Ma come sarebbe un buon anno per la Pubblica
Amministrazione "nuova" che questa newsletter cerca di
raccontare entrando nel suo ottavo anno di vita?
Un
buon anno è un anno in cui la qualità della PA torna ad
essere centrale nel panorama politico e nell'attenzione
dell'opinione pubblica. In questo senso il fatto che nella
breve dichiarazione introduttiva della Conferenza stampa di fine
d'anno il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha elencato due importanti
obiettivi che vedono al centro la PA è un buon inizio. Due
obiettivi che sono però molto ambiziosi e che vanno
accompagnati con provvedimenti coraggiosi. Il primo è quello
di aprire un'impresa in un giorno semplificando radicalmente il
carico burocratico. Considerando che adesso le stime internazionali
ci mettono tra gli ultimi posti è una bella impresa! Il
secondo è un "patto per la qualità nelle
Pubbliche Amministrazioni". Qui il rischio è che
rimanga una dichiarazione di principio, una di quelle che trovano
tutti d'accordo, ma non producono risultati. Per fortuna pochi
giorni prima di questa conferenza stampa il Ministro Nicolais, come
potrete leggere nella rubrica COSE, ha
emanato una direttiva sulla qualità che indica con maggiore
dettaglio il percorso. Ma anche qui c'è molto da fare.
Allora
come trasformare questi due indizi in una prova che ci faccia ben
sperare per un buon 2007?
A
mio parere ci sono alcuni punti sensibili da tener d'occhio
con obiettività prima di poter dar credito a questi pur
promettenti inizi: dapprima l'effettiva implementazione di
strumenti di misurazione e di valutazione efficaci. Lo diciamo da
anni, supportati dall'opinione dei maggiori esperti, ma anche
dei protagonisti della PA: un'amministrazione che non individua
efficaci e pubblici indicatori per la sua azione e non li condivide
ampiamente è destinata ad annullare l'efficacia di
qualsiasi dichiarazione di principio, per quanto giusta sia.
Il
secondo aspetto è dato dalla capacità di ripensare i
processi in forma fortemente innovativa (il cosiddetto cambiamento
break-through) : è ormai necessaria una completa
reingegnerizzazione dei processi perché essi siano
completamente riprogettati sulla base delle tecnologie a
disposizione.
Un
terzo aspetto che può fungere da indicatore è
l'effettiva capacità delle amministrazioni di superare
le resistenze sindacali e discriminare effettivamente carriere e
stipendi in base al merito. Su questo molto si è detto, ma
poco, pochissimo si è fatto.
Un
quarto indicatore di cambiamento può essere dato dalla
percentuale di spesa della PA che è dedicata al proprio
funzionamento: qui c'è evidentemente dentro il
cosiddetto "costo della politica", per altro citato
ampiamente da Prodi nell'occasione citata, ma è
soprattutto coinvolta la capacità delle amministrazioni di
riorganizzarsi sulla base dei propri compiti e non delle esigenze di
un ufficio o un altro.
Infine
un ultimo punto di attenzione non può che essere il grado di
apertura delle amministrazioni all'iniziativa dei cittadini: la
cosiddetta sussidiarietà orizzontale. Anche su questo punto
constatiamo un indizio positivo: la convenzione tra Cittadinanzattiva
e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella PA.
Se
questi sono i campi di gara, sarà nostro compito, per tutti e
cinque (misurazione, uso dell'ICT per la riprogettazione dei
processi, gestione delle risorse umane in senso meritocratico,
riduzione dei costi di funzionamento e del "costo della
politica", sussidiarietà orizzontale), monitorare i
progressi e stare in guardia agli effetti annuncio che già
troppo spesso hanno, in questi anni, confuso buone intenzioni con
risultati.
Questi
cinque punti saranno per altro al centro del prossimo FORUM PA del
2007 di cui è già disponibile una più
dettagliata presentazione.
Di
nuovo buon anno, non vi dimenticate di leggere e commentare il nostro
blog.
Carlo
Mochi Sismondi
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