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FORUM PA NET 204 di martedì 12 dicembre 2006 (105112 iscritti)
   
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40° rapporto Censis, l'Italia cambia... chi se ne accorge?
Una ripresa economica in sordina. Potrebbe essere questo il titolo del quarantesimo rapporto del CENSIS che oltre a concentrasi sugli aspetti di questo piccola, ma sostanziale crescita, punta lo sguardo sull'interpretazione delle dinamiche socio-politiche di questi ultimi mesi e sull'individuazione dei reali processi di sviluppo della società italiana di cui la politica, l'amministrazione e la società civile, però, non sembrano essersi accorti.

Il messaggio è ottimistico: la ripresa c'è, e potrebbe persino configurarsi come un "piccolo silenzioso boom". Ma per raggiungere questo obbiettivo ambizioso occorre un impegno positivo a superare pessimismi, demotivazioni e vittimismi.
Un'affermazione giustificata da una serie di dati strutturali che indicano come qualcosa nel tessuto produttivo-imprenditoriale del nostro Paese stia lentamente, ma costantemente cambiando, dando origine ad un contesto socio-economico molto differente da quello formatosi tra gli anni '60 e '70 e su quale si era modellato quel sistema di gestione politica ed amministrativa che oggi chiameremo Governance. Imprenditori, piccoli e medi, che hanno perseguito strategie di "nicchia alta" a livello globale sui bisogni sofisticati del lusso; imprenditori che hanno sviluppato una strategia "meticcia" combinando ruoli diversi (industria, logistica, finanza etc.); aziende che sviluppano a livello internazionale produzioni "su misura" e "su ordinazione"; imprenditori che sembravano condannati al "buco nero" dei loro settori e che, invece, hanno reagito con vitalità ed intelligenza; manager che hanno dimostrato voglia di diventare big player nei settori di appartenenza; soggetti localistici (distretti industriali, alcune grandi città, aree ad economia borghigiana) che stanno rendendo compatto il tessuto economico del territorio.

Eppure l'immagine e la sensazione che si ha in generale è quella di un profondo pessimismo, uno scontento generale, causato, come esemplifica bene il CENSIS, da un reciproco "altrove" di posizioni: «le dinamiche positive - si legge nel comunicato stampa - sono altrove rispetto alle scelte politiche, sono addirittura fuori d'Italia e fuori dei calcoli sul prodotto interno; e sentono come legittimate altrove le scelte politiche correnti, centrate su una triade di impegni (manovre fiscali di redistribuzione; istanze riformiste di fase due; difesa a oltranza degli interessi) che prendono tutto il campo del dibattito e dell'opinione, con un rigonfiamento rancoroso che si alimenta del clima pessimistico e se ne rende al tempo stesso mittente e destinatario».

I dati del rapporto, che analizzano la società italiana al 2006 puntando l'attenzione su formazione, lavoro, welfare, sanità, territorio, reti, sicurezza, cittadinanza, innovazione e comunicazione, presentano un sistema sociale che non sembra più addensarsi nella grande "cetomedizzazione" creatasi dagli anni '70 in poi.
Restano ancora zavorre sistemiche quali gli effetti sottovalutati di una spesa pubblica indomabile. passata da 475 a 622 miliardi di euro con un tasso medio di crescita annuo reale del +2,6%; i tempi lunghi e gli alti costi delle reti infrastrutturali; l'involuzione retorica di scuola e università, data la tensione all'investimento sociale in istruzione più debole rispetto agli altri paesi; un welfare di tipo clientelare e la criminalità emergente.
Tuttavia la ripresa c'è. Ci sono segnali che indicano un ritorno alla vitalità economica (PIL a +1,7%, occupazione +1,6%, fatturato dell'industria +8,7%); nuove strategie aziendali che appaiono vincenti, come ad esempio nella meccanica o nel settore dei tessuti; un consolidamento del ruolo da big player per la grande impresa ed una strutturalizzazione del modello di integrazione socioeconomica degli immigrati.
Un piccolo silenzioso boom "in potenza" che aspetta di essere scoperto da politici e decisori.

Per scaricare le sintesi del Rapporto CENSIS 2006
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