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FORUM PA NET 200 di martedì 17 ottobre 2006 (104873 iscritti)
   
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tesi
Per una sanità sostenibile
Oltre all'altissima partecipazione, tra i risultati del primo congresso nazionale di Federsanità ANCI si possono citare alcune indicazioni fondamentali sul ruolo che la rinnovata Confederazione vuole ritagliarsi per il futuro. Il neo eletto Presidente Pier Natale Mengozzi, dopo aver richiamato le tappe del percorso intrapreso in questi dieci anni e le sfide affrontate e superate con successo, ha sottolineato come uno degli obiettivi prioritari dell'azione di Federsanità dovrà essere quello di offrire "alle aziende e agli enti associati modelli di riferimento sperimentati che abbattano sprechi e inefficienze nel segno dell'appropriatezza". Ancora una volta è il difficile tema del riuscire a coniugare l'efficienza amministrativa e gestionale con i livelli di assistenza sociale e sanitaria. Ed ancora una volta lo strumento a cui ricorrere per farvi fronte è quello della condivisione, della concertazione, della solidarietà. In una parola della rete.

I punti centrali di questa azione di riferimento a livello nazionale e coordinamento a livello locale individuati da Federsanità ed elencati da Mengozzi sono stati:

  1. Integrazione Ospedale e Territorio / Integrazione Socio Sanitaria e Socio Assistenziale
    Federsanità ANCI intende occuparsi a fondo del cuore del problema (la valutazione dei bisogni, la programmazione negoziata, le fonti di finanziamento e le risorse, le relazioni interistituzionali, gli strumenti di gestione, ecc.) per contribuire fattivamente a far crescere un welfare, equo e solidale, che valorizzi al meglio i più virtuosi modelli di sviluppo locale per avere nel territorio servizi sanitari efficaci ed efficienti, integrati con quelli sociali.
  2. Sanità ed Immigrazione
    Federsanità, considerando questa tematica un punto importante del suo impegno, intende adoperarsi per contribuire alla crescita di una sensibilità del sistema per riconoscere e rispettare l'esistenza della pluralità delle visioni di salute e malattia come elementi che caratterizzano le identità individuali e culturali, promuovendo nei servizi socio-sanitari lo sviluppo, a livello territoriale, di modalità di assistenza adeguatamente diversificate. L'ideale sarebbe un servizio che, oltre ad essere luogo di erogazione delle prestazioni sanitaria, sia anche luogo di ascolto, di comunicazione, di orientamento alla persona, di qualsiasi nazionalità sia.
  3. Stili di Vita
    In quest'ambito Federsanità vuole impegnarsi per spingere con decisione su alcuni elementi importanti del vivere quotidiano. Questo ci impegna ad avviare in modo più organico un confronto con la Rete di Città Sane, con la quale potremo avere in futuro un'azione coordinata e decisiva per l'affermazione di una idea di vita, specialmente nelle città, consona ad una salubrità da ricercare anche nelle sue componenti più significative.
  4. Istruzione e Salute
    La prevenzione non può essere considerata uno spreco: sarebbe un atteggiamento miope. Federsanità deve aprire questa frontiera di civiltà per recuperare un ritardo culturale che in questo campo che sarebbe colpevole. In questo senso l'impegno andrà indirizzato prioritariamente verso i Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione per individuare le metodologie e gli strumenti per riaprire una stagione di responsabilità sociale organizzata anche in questo settore.
  5. Strategie per la Sanità Elettronica
    Attraverso le competenze esistenti tra i propri associati Federsanità si candida per essere un Centro di Supporto permanente sulla Sanità Elettronica.
  6. Salute e Sicurezza
    Va riconsiderato se sono sufficienti i soli Comitati Regionali di Coordinamento, presieduti dal Presidente della Giunta o suo delegato, previsti dall'articolo 27 del decreto legislativo 626/94, per governare la sicurezza sul lavoro a livello regionale. Occorrono piuttosto delle vere e proprie strutture di coordinamento tecnico - le quali si avvarrebbe anche del contributo del Comitato Regionale di Coordinamento - con dotazione in forma stabile di personale specialistico, in modo da costituire un organo di riferimento e coordinamento anche per gli altri soggetti competenti per la prevenzione e la vigilanza negli ambienti di lavoro: ASL, Ispettorato del lavoro, INAIL, ISPESL, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco.
Per scaricare la relazione di Pier Natale Mengozzi
 

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