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FORUM PA NET 175 di martedì 13 dicembre 2005 (77523 iscritti)
   
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Arrow Processi di riforma amministrativa, un’analisi comparativa internazionale. Una ricerca MIPA
Arrow Fattore PA 05. Indagine di scenario sull’innovazione nella pubblica amministrazione
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Tesi
Fattore PA 05. Indagine di scenario sull'innovazione nella pubblica amministrazione
Anche il FORUM PA, in occasione del Quarantennale del Formez, ha realizzato una ricerca, tesa a mettere in luce la percezione che i principali esperti hanno dello stato della riforma della PA e allo stesso tempo, per individuare proposte per fare della nostra Pubblica Amministrazione un'amministrazione garante dei diritti e della qualità dei servizi, un'amministrazione efficiente, aperta, a rete, professionale, soprattutto, fattore di competitività. A tal fine è stato individuato un panel di esperti e "opinion leader" per raccogliere il loro pensiero in merito e le loro proposte.

Da oltre un decennio la PA ha coraggiosamente avviato un processo di cambiamento destinato a rendere le pubbliche amministrazioni, con i loro servizi e la loro capacità di interpretare i bisogni della società e dell'economia, un fattore di sviluppo. Fattore PA è una indagine sui percorsi di modernizzazione della pubblica amministrazione.

"La ricerca ci rimanda ad una PA vulnerabile e debole, ma non del tutto rassegnata e consapevole delle spinte evolutive, anzi ancora propositiva e bisognosa sopra ogni cosa di vedere una politica che effettivamente creda nel cambiamento e abbia tenacia e visioni per portarlo avanti.

È una PA che chiama fortemente la politica, ma non più una politica che come un pendolo impazzito oscilla da un'acritica e indifferenziata benevolenza alla catalogazione del settore pubblico come "spreco", una politica lontana e arroccata negli uffici di diretta collaborazione e insieme piratesca e pervasiva; ma neanche più una politica dagli altisonanti proclami o dalle grandi rivoluzioni legislative. Il nostro panel ci fa immaginare piuttosto di mettere tra amministrazione e politica pochi patti, ma chiari. Un patto di legislatura, possibilmente bipartisan, che riparta dai fondamentali: bene comune, garanzia dei diritti, equità, qualità dei servizi, imparzialità, premialità, autonomia e responsabilità, partecipazione, rete di cooperazione.

La palla è in campo, i prossimi mesi, già attraverso l'esame dei vari programmi elettorali, ci diranno se qualcuno ha voglia di giocare."

Di seguito la sintesi delle 20 proposte avanzate dal panel. Un documento da cui partire per avviare un confronto proficuo tra tutti gli attori interessati

Per la qualità dei servizi:
1. Istituire un'unità di missione indipendente per la qualità della PA che possa individuare, attraverso studi di settore, indicatori di produttività in termini di qualità e quantità di servizi erogati e quindi livelli standard condivisi e applicabili in maniera ragionevolmente omogenea.
2. Rendere obbligatorie le misure di customer satisfaction con metodologie omogenee tali da renderne pubblici e confrontabili i risultati (benchmarking continuo tra le amministrazioni).
3. Recuperare l'esperienza delle "carte dei servizi" configurandole però come veri e propri contratti a favore degli utenti, i quali siano dunque legittimati a pretenderne l'applicazione e possano partecipare alla loro stesura

Per l'efficienza
4. Attuare una riforma del bilancio con l'introduzione di principi di contabilità economica e di "governo per budget" con un preliminare esame analitico dei singoli centri di costo e un sufficiente periodo di sperimentazione (vedasi il modello di riforma francese).
5. Assegnazione alle amministrazioni virtuose di parte dei risparmi economici ottenuti con una maggiore efficienza.
6. Realizzare un coerente sistema di premialità che consenta maggiore autonomia e discrezionalità alle amministrazioni virtuose a partire dalla possibilità di compensare fra loro spese di diversi capitoli (ad es. spese per il personale e spese per l'acquisto di beni e servizi). Si tratta di ridefinire il patto di stabilità in modo da vincolare le amministrazioni a comportamenti rigorosi e virtuosi, ma ponendo ad esse vincoli e obiettivi esclusivamente in termini di saldi complessivi di bilancio.

Per la sussidiarietà orizzontale e verticale
7. Attuare con decisione il federalismo fiscale per far corrispondere alle responsabilità una reale autonomia
8. Costituire un incubatore di idee e di progetti, una sorta di catalogo pubblico coordinato con Stato, Regioni ed Enti locali e pensato per l'uso della finanza di progetto e la Partnership Pubblico-Privato.
9. Istituire tavoli di concertazione e cooperazione su base territoriale e su singoli temi per favorire momenti di integrazione (cfr. l'esperienza dei CRC per l'e-government) e promuovere accordi volontari tra le amministrazioni e di queste con i privati

Per la PA digitale
10. Istituire una cabina di regia unitaria per le politiche di e-government che operi a livello nazionale e sia però fortemente integrata con il territorio e sia partecipata dal sistema delle autonomie (CNIPA federale?) attribuendogli potere e portafoglio in modo che possa definire con chiarezza poche priorità nella strategia verso la PA digitale e proporre regole e modelli chiari e condivisi
11. Introdurre strumenti, luoghi e processi per l'integrazione dell'innovazione tecnologica e dell'innovazione amministrativa.
12. Escludere dal patto di stabilità le spese per l'innovazione le proposte

Per la gestione delle risorse umane
13. Sbloccare il turnover permettendo così l'assunzione di giovani specializzati di cultura tecnica e introducendo nuovi profili più adeguati alle esigenze; dare comunque maggiore autonomia alle amministrazioni, soprattutto a quelle locali e alle regioni nelle politiche del personale
14. Rendere la dirigenza più indipendente dalla politica mediante la definizione della lunghezza degli incarichi e un effettivo processo di valutazione su parametri oggettivi e condivisi.
15. Favorire una maggiore professionalizzazione e competenza dei direttori del personale e promuovere una rete tra loro in modo da socializzare moderne tecniche di gestione delle risorse umane *
16. Studiare dei "percorsi di uscita" o di diverso utilizzo per i meno motivati superando il concetto di "impiego a vita"
17. Favorire l'osmosi tra pubblico e privato, specialmente per la dirigenza, rendendo possibili percorsi di carriera misti con la valutazione delle esperienze fatte nel privato,
18. Realizzare una formazione di qualità e valutabile, con un enfasi particolare per la formazione dell'alta dirigenza
19. Costruire un'anagrafe delle competenze dei dipendenti in modo da conoscere i loro skills e poterli impiegare al meglio.

Per la competitività
20. Creare una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione che risponda al massimo vertice politico e che sia centrale, ma condivisa e partecipata dalle autonomie territoriali e dalle parti sociali; Tale unità promuoverà la redazione di piani di semplificazione per ogni ente che siano pubblici e valutabili passo per passo

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