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IN QUESTO NUMERO
FORUM PA NET 175 di martedì 13 dicembre 2005 (77523 iscritti)
   
Arrow Quasi un programma
Arrow FORUM PA 2006, la rete delle Pubbliche Amministrazioni
Arrow Processi di riforma amministrativa, un’analisi comparativa internazionale. Una ricerca MIPA
Arrow Fattore PA 05. Indagine di scenario sull’innovazione nella pubblica amministrazione
Arrow Da ComOnLine a Clicc@servizi un seminario via web
Arrow Eventi
Arrow News da Cantieri
Arrow Segnalazioni
   

Editoriale
Quasi un programma
Ma che vuole la pubblica amministrazione dalla politica in questo momento di fine legislatura e in previsione di un nuovo governo? Quali sono i temi chiave che vorrebbe fossero in agenda? Quali sono gli stati d'animo prevalenti e quali le proposte per uscire da uno stato di disagio che appare evidente?
A volte le interpretazioni e le inferenze sono pericolose, così lo abbiamo chiesto direttamente ai protagonisti in una ricerca svolta su incarico del Formez che trovate nella rubrica TESI.
In estrema sintesi la Pubblica Amministrazione si percepisce come fortemente vulnerabile. Si sente infatti sotto attacco su due fronti: da una politica che dopo circa dieci anni di grande fervore in cui l'efficienza della PA era al centro dell'agenda di Governo, pare aver messo il tema in secondo piano; e d'altro canto da un'opinione pubblica che, nonostante gli indubbi miglioramenti che ci sono stati dagli inizi degli anni '90 nella qualità dei servizi e i grandi sforzi riformatori, sembra essere sempre meno propensa ad investire nel complesso del "government" (fenomeno per altro di dimensione internazionale, come dimostrano anche i recenti dati OCSE) anche se sente di averne sempre più bisogno.
Questa vulnerabilità delle pubbliche amministrazioni e della classe dei civil servant si traduce molto spesso in condizione di debolezza: deboli per troppa politica che limita la loro indipendenza e che impone degli orizzonti temporali giocati più sulle scadenze elettorali che sulle effettive realizzazioni; deboli però anche per una cronica carenza di politiche di lungo respiro basate su strategie condivise e su visioni dotate di una speranza di vita ragionevole; deboli perché sentono crescere più i bisogni e le aspettative dei cittadini che la loro effettiva capacità di soddisfarli; deboli perché reduci da un lungo sforzo di cambiamento che li ha lasciati disincantati e scettici verso qualsiasi annuncio di grandi riforme; deboli infine perché offesi e delegittimati da un continuo rumore di sottofondo che addita l'intero settore pubblico come "spreco" e i suoi dirigenti come "spreconi" che si dilettano tra auto blu, consulenze e festival del rospo.
Si sentono deboli e quindi si sentono in pericolo: nasce così un atteggiamento difensivo e arroccato che pervade molte delle riflessioni proposte dal panel. Mentre abbondano ad esempio le critiche all'autorefenzialità e al provincialismo della pubblica amministrazione, si deve constatare che la parola "Europa" è assente nelle quasi 1.000 pagine della nostra indagine. Così come è assente la parola "spreco", quasi a voler esorcizzare un luogo comune scivoloso. Per inciso la parola che invece ricorre più spesso è... "confusione"!
Leggete tutta la ricerca a noi è sembrata illuminante.
Quale allora il nostro ruolo: costruire le condizioni per una reale cooperazione interistituzionale e per mettere in piedi un'ampia alleanza verso una PA che sia garante dei diritti e fattore di competitività.
Su queste basi è costruito il tema generale e il programma di FORUM PA 2006 come è stato approvato dal Comitato di Programma del 1 dicembre scorso e che potete leggere nella rubrica COSE. Come vedrete tema centrale è "fare rete": lavorare insieme per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
La rete sarà quindi la metafora che ci accompagnerà sino al prossimo FORUM PA traverso tanti appuntamenti e riflessioni che, spero, si avvarranno anche del vostro contributo.

Buona lettura e buon lavoro

 

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