Da
Cittadinanzattiva il rapporto sullo stato dei servizi pubblici
Quella che viene qui presentata è la V Relazione annuale sui rapporti
tra consumatori e servizi di pubblica utilità in Italia elaborata, sulla
scorta delle informazioni e dei dati raccolti nel corso del suo quinto anno di
attività, da PiT Servizi (il servizio di tutela integrata dei diritti dei
consumatori promosso dai Procuratori dei cittadini di Cittadinanzattiva nel 1999
con il patrocinio e il sostegno della Commissione Europea DG Sanco - tutela della
salute e dei consumatori). Il titolo della relazione, Diritti in bilico nei mercati
"liberalizzati", pur con tutti i limiti di un titolo, interpreta il
senso complessivo delle segnalazioni che ci sono pervenute dai cittadini-consumatori
e utenti, ma anche il complesso di azioni e di difficoltà che il Movimento,
mediante il Pit Servizi e la rete dei Procuratori dei cittadini, ha posto in essere
per farvi fronte.Leggiamo dall'introduzione: I processi di liberalizzazione
dei mercati e dell'accesso ai servizi di interesse
generale (che noi preferiamo intendere nella più ampia categoria dei servizi
di
pubblica utilità), obiettivi per i quali è costante da anni la spinta
dell'Unione
Europea, presentano ancora oggi forti ritardi e palesi contraddizioni.
Liberalizzazione dei mercati e accessibilità ai servizi sono finalizzate,
in teoria, a
garantire un aumento della libertà individuale che si dovrebbe concretizzare
con la
possibilità, per il cittadino-consumatore, di una scelta più conforme
alle proprie
possibilità economiche, al proprio stile di vita, alla possibilità
di progettare il futuro
in termini di investimenti ed aspettative.
Dalle segnalazioni ricevute dal Pit Servizi e analizzate dalla presente
Relazione, sembrerebbe che all'aumento della libertà individuale (per quanto
concetto chiave di quasi tutti i messaggi pubblicitari) corrisponda, da un lato,
una
timida possibilità di scelta effettiva in settori nevralgici (come i trasporti,
l'energia, i
servizi pubblici locali, per non dimenticare banche ed assicurazioni) e, dall'altro,
un
aumento del senso d'impotenza collettiva rispetto al verificarsi di fenomeni che
coinvolgono larghe fasce di cittadini utenti.
E' quanto accaduto, per citare solo alcuni esempi, con la crisi del risparmio,
con
gli effetti dell'applicazione dell'anatocismo da parte della banche, con le truffe
connesse all'uso improprio delle numerazioni non geografiche nel settore della
telefonia (709, 899, ecc.), ed ancora con la crisi del sistema energetico
(il black out del
settembre 2003) o con i comportamenti della pubblica amministrazione, lesivi del
diritto alla privacy (dalle polemiche sui famosi sms elettorali, alla vessatorietà
dell'applicazione del fermo amministrativo a garanzia del credito vantato nei
confronti dei cittadini a seguito di sanzioni anche d'importo esiguo).
Il PiT Servizi, abituato a registrare i così detti eventi sentinella (cioè
situazioni
limite che devono tuttavia destare attenzione per una verifica dell'intero sistema
di riferimento), ha, di fatto, registrato situazioni di allarme collettivo, di
denunce singole
ma derivanti da un identico fenomeno lesivo dei diritti dei consumatori.
Rispetto a tale scenario si è avvertita l'insufficienza degli strumenti
di analisi, di
gestione e di tutela messi in campo dalla politica ufficiale. Lo dimostra, ad
esempio, il
perdurare del gravissimo ritardo della normativa sulla tutela del risparmio;
l'introduzione del tentativo obbligatorio di conciliazione nelle controversie
in tema di
telecomunicazioni, quasi a significare che i disagi lamentati dai cittadini siano
ascrivibili ad una sfera privatistica e pertanto gestibili all'interno del rapporto
tra il
consumatore e il suo gestore di telefonia o tra il consumatore e la sua banca,
ecc.
Vi è stata probabilmente, da parte di diversi attori del mercato - autorità
di
regolamentazione, enti erogatori dei servizi - la tentazione di ricondurre tutto
a
preoccupazioni private, disagi individuali o casi limite del tutto eccezionali,
quando
invece l'allarme e la denuncia riguardavano e riguardano questioni d'interesse
generale
e dunque pubbliche. Lo sforzo che fin dalle origini l'annuale Relazione Pit Servizi
ha
tentato di intraprendere, è stato proprio l'inverso: mettere in luce le
questioni di
interesse generale che scaturiscono da problemi solo in minima parte di natura
privata.
In effetti, uno degli elementi caratteristici di questa V Relazione, risiede proprio
nel
maggior grado di consapevolezza che emerge dalle segnalazioni dei singoli cittadini,
riguardo al carattere di portata generale di molte disavventure da essi segnalate. Per
scaricare l'intero rapporto www.cittadinanzattiva.it
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