| Il 27 maggio scorso si è tenuta l’assemblea annuale di Confindustria:
Il Presidente Montezemolo, nel considerare le condizioni di
contesto per la competitività, ha mostrato particolare attenzione
ai temi del federalismo, della semplificazione amministrativa,
della qualità della pubblica amministrazione. E’ stato un richiamo
forte e a volte severo che ci pare utile riportare.
In particolare ecco i passi dedicati all’argomento:
sul federalismo:
“..................Oggi soffriamo
di un eccessivo segmentazione delle competenze sul territorio.
Lo spirito originale del federalismo, nato dall’idea di alcuni
movimenti politici, non era sbagliato. Muoveva da un ragionamento
semplice, comprensibile ai cittadini e razionale. Per cambiare
la nostra pubblica amministrazione c’è bisogno di una profonda
riorganizzazione dei poteri, in modo da avvicinare ai cittadini
le responsabilità e le decisioni. Era l’occasione per avere
una amministrazione pubblica più vicina ai cittadini e alle
imprese, più leggera, semplice e meno costosa.
Ma, dopo quattro anni dalla prima
riforma costituzionale e dopo molti progetti di ulteriore
riforme, dopo decine di ricorsi alla corte costituzionale
e una incredibile proliferazione legislativa a tutti i livelli,
dobbiamo dire che stiamo andando nella direzione sbagliata.
Questo federalismo rischia di far affondare il nostro Paese,
altro che liberarlo! Il localismo avrebbe dovuto esaltare
le specificità delle diverse aree, responsabilizzando i loro
amministratori, aumentando la loro competitività. Invece il
localismo ci sta uccidendo. Stanno aumentando i costi per
la finanza pubblica, c’è confusione di competenze, c’è una
rincorsa ad occupare potere. L’autonomia fiscale avrebbe dovuto
ridurre le tasse alleggerendo l’amministrazione, invece viene
usata per drenare più risorse per pagare apparati sempre più
costosi e privilegiati.
Misureremo il Federalismo sulla
sua capacità di ridurre la spesa pubblica, quindi le tasse,
e di accelerare le decisioni. Lo condanneremo se servirà solo
a far prevalere il particolare ed il locale sugli interessi
generali. .........................”
sulla PA
“...................Occorre semplificare
il Paese, a cominciare dalla Pubblica Amministrazione, che
rappresenta il principale deterrente all’investimento estero
in Italia. Questa della semplificazione, purtroppo sta diventando
solo uno stanco ritornello a cui nessuno reagisce più. Abbiamo
troppe leggi, dicono tutti. Eppure tutti i Governi si vantano
di aver fatto nuove leggi. Mai uno che ci dicesse di averne
eliminate qualcuna! Siamo arrivati al punto che il Parlamento
italiano è fiero della sua “produzione legislativa”, neanche
fosse un bene da esportare!
E intanto cresce la normazione
regionale, accanto a quella provinciale e comunale. Non è
solo l’Europa che è burocratica. Lo siamo noi.
Come si può crescere se le imprese
devono dedicare tempo e risorse per parlare con la Pubblica
Amministrazione, invece di destinarle a conquistare nuovi
mercati? “
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A fronte riportiamo, per completezza di informazione, l’articolo
del Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella che
riprende il tema della concertazione trattato da Luca di Montezemolo.
“Sì alla concertazione, no al consociativismo (di
Luigi Mazzella)
Per un governo è bene dialogare con le parti sociali.
Con le opposizioni non è obbligatorio
Il dialogo tra l'Esecutivo e le forze sociali è necessario,
anzi indispensabile, per ogni ipotesi di "buon Governo".
Per raggiungere obiettivi di benessere più diffuso e generalizzato,
si può essere costretti ad incidere, comprimendoli, su interessi
che, anche se di tipo particolaristico, è necessario più che
opportuno che beneficino della efficace protezione di organismi
associativi di categoria o sindacali. Quando ciò avviene è
bene che sia il dialogo tra le parti ad evidenziare le rispettive
ragioni ed a favorire un compromesso sulla base di accordi
ed intese.
Il dialogo, invece, tra Governo e forze politiche dell'opposizione
risponde ad altre logiche. Escluso in ogni caso, per un dovere
di civiltà, il litigio chiassoso, esso acquista carattere
di necessità quando vengono tirati in ballo identità ed interessi
nazionali in un contesto più ampio, europeo e mondiale. Per
il resto appare più consono ad un corretto svolgimento della
vita democratica che venga bandita. nel governo della res
pubblica, la pratica "consociativa", nata negli
anni della democrazia bloccata per garantire coesione politica
e sociale in assenza di alternanza nell'esecutivo (imposta,
questa assenza, com'è risaputo, da una doppia conventio ad
excludendum)......................”
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