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TESI
FORUM PA NET n.131 di
martedì 1 giugno 2004
 
La relazione del Presidente di Confindustria
Il 27 maggio scorso si è tenuta l’assemblea annuale di Confindustria: Il Presidente Montezemolo, nel considerare le condizioni di contesto per la competitività, ha mostrato particolare attenzione ai temi del federalismo, della semplificazione amministrativa, della qualità della pubblica amministrazione. E’ stato un richiamo forte e a volte severo che ci pare utile riportare.

In particolare ecco i passi dedicati all’argomento:

sul federalismo:

“..................Oggi soffriamo di un eccessivo segmentazione delle competenze sul territorio. Lo spirito originale del federalismo, nato dall’idea di alcuni movimenti politici, non era sbagliato. Muoveva da un ragionamento semplice, comprensibile ai cittadini e razionale. Per cambiare la nostra pubblica amministrazione c’è bisogno di una profonda riorganizzazione dei poteri, in modo da avvicinare ai cittadini le responsabilità e le decisioni. Era l’occasione per avere una amministrazione pubblica più vicina ai cittadini e alle imprese, più leggera, semplice e meno costosa.

Ma, dopo quattro anni dalla prima riforma costituzionale e dopo molti progetti di ulteriore riforme, dopo decine di ricorsi alla corte costituzionale e una incredibile proliferazione legislativa a tutti i livelli, dobbiamo dire che stiamo andando nella direzione sbagliata. Questo federalismo rischia di far affondare il nostro Paese, altro che liberarlo! Il localismo avrebbe dovuto esaltare le specificità delle diverse aree, responsabilizzando i loro amministratori, aumentando la loro competitività. Invece il localismo ci sta uccidendo. Stanno aumentando i costi per la finanza pubblica, c’è confusione di competenze, c’è una rincorsa ad occupare potere. L’autonomia fiscale avrebbe dovuto ridurre le tasse alleggerendo l’amministrazione, invece viene usata per drenare più risorse per pagare apparati sempre più costosi e privilegiati.

Misureremo il Federalismo sulla sua capacità di ridurre la spesa pubblica, quindi le tasse, e di accelerare le decisioni. Lo condanneremo se servirà solo a far prevalere il particolare ed il locale sugli interessi generali. .........................”

sulla PA

“...................Occorre semplificare il Paese, a cominciare dalla Pubblica Amministrazione, che rappresenta il principale deterrente all’investimento estero in Italia. Questa della semplificazione, purtroppo sta diventando solo uno stanco ritornello a cui nessuno reagisce più. Abbiamo troppe leggi, dicono tutti. Eppure tutti i Governi si vantano di aver fatto nuove leggi. Mai uno che ci dicesse di averne eliminate qualcuna! Siamo arrivati al punto che il Parlamento italiano è fiero della sua “produzione legislativa”, neanche fosse un bene da esportare!

E intanto cresce la normazione regionale, accanto a quella provinciale e comunale. Non è solo l’Europa che è burocratica. Lo siamo noi.

Come si può crescere se le imprese devono dedicare tempo e risorse per parlare con la Pubblica Amministrazione, invece di destinarle a conquistare nuovi mercati? “

Per scaricare tutta la relazione CLICCARE QUI

A fronte riportiamo, per completezza di informazione, l’articolo del Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella che riprende il tema della concertazione trattato da Luca di Montezemolo.

“Sì alla concertazione, no al consociativismo (di Luigi Mazzella)
Per un governo è bene dialogare con le parti sociali. Con le opposizioni non è obbligatorio

Il dialogo tra l'Esecutivo e le forze sociali è necessario, anzi indispensabile, per ogni ipotesi di "buon Governo". Per raggiungere obiettivi di benessere più diffuso e generalizzato, si può essere costretti ad incidere, comprimendoli, su interessi che, anche se di tipo particolaristico, è necessario più che opportuno che beneficino della efficace protezione di organismi associativi di categoria o sindacali. Quando ciò avviene è bene che sia il dialogo tra le parti ad evidenziare le rispettive ragioni ed a favorire un compromesso sulla base di accordi ed intese.
Il dialogo, invece, tra Governo e forze politiche dell'opposizione risponde ad altre logiche. Escluso in ogni caso, per un dovere di civiltà, il litigio chiassoso, esso acquista carattere di necessità quando vengono tirati in ballo identità ed interessi nazionali in un contesto più ampio, europeo e mondiale. Per il resto appare più consono ad un corretto svolgimento della vita democratica che venga bandita. nel governo della res pubblica, la pratica "consociativa", nata negli anni della democrazia bloccata per garantire coesione politica e sociale in assenza di alternanza nell'esecutivo (imposta, questa assenza, com'è risaputo, da una doppia conventio ad excludendum)......................”

Per scaricare tutta la relazione CLICCARE QUI


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