EDITORIALE
FORUM PA NET n.113 di
martedì 23 marzo 2004
 
Il nodo e il chiodo
Cito il titolo di un bellissimo libro di Adriano Sofri (in verità non a caso questa settimana) per ricordare che queste due modalità, il chiodo che si conficca, che spacca, che viene violentemente battuto con la forza del martello e il nodo, che è frutto di un lavoro sapiente delle dita, che lega, ma può essere slegato, che serve per tessere reti, sono modalità entrambe presenti nella vita delle nostre amministrazioni. Io preferisco il nodo: e di nodi e reti parliamo in questo numero di oggi, di tessuti pazienti che si basano sulla formazione (vedi COSE), sulla elaborazione e dichiarazione di valori (vedi TESI), sulla costruzione partecipata della pianificazione strategica dei territori (vedi CASI).
Proprio sulla pianificazione strategica appuntiamo la nostra attenzione e qualche ulteriore riflessione che fa da complemento al documento di accordo per la "rete" (anche qui nodi !) delle città strategiche.
Ne è occasione il Convegno del 29 a Brescia (vedi EVENTI) in cui sono stato chiamato a presentare una relazione dal titolo "Gestione dell'Ente locale e governance del territorio".
Da questo lavoro vi propongo la parte dedicata ai Piani strategici in cui ho elaborato una tavola sinottica di 7 piani che mi pare possa essere interessante.

Dalla prossima settimana la nostra newsletter, come di consueto avvicinandosi a FORUM PA , diverrà settimanale, più snella e mirata a presentare le opportunità e le novità della nostra Manifestazione di maggio.

Buona lettura e buon lavoro!


Carlo Mochi Sismondi
Direttore generale FORUM PA

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Dal piano per il territorio al piano del territorio: l'esperienza dei Piani Strategici come esempio di governance

Negli ultimi anni un numero sempre crescente di Governi locali ha elaborato un Piano Strategico come documento partecipato di sintesi per le visioni e le politiche di sviluppo in un periodo medio-lungo.

a) Cosa è un Piano Strategico
Il Piano Strategico di una città non è solo, come evoca il nome, la definizione di un piano di strategie per lo sviluppo della città, ma è anche e soprattutto la costruzione di un processo partecipativo in cui tutti si assumono delle responsabilità. Il piano strategico è innanzitutto un metodo di decisione collettiva su scelte future: la costruzione di un progetto condiviso di città che, attraverso un'analisi critica del nesso esistente tra economia, territorio e ambiente, politiche sociali, formative e culturali, fissa obiettivi di medio-lungo periodo e interventi riconosciuti dalle istituzioni e dagli interlocutori sociali ed economici della città.
E' il risultato di un percorso complesso e articolato di interazione tra attori pubblici e privati, e di un processo di mobilitazione e aggregazione degli interessi volto a formare il consenso su determinate issues strategiche.
E' un modello di rete, e un incubatore di relazioni territoriali e decisionali, che mette in
contatto soggetti e attori, che incoraggia meccanismi di concertazione, cooperazione e partecipazione dal basso. Il suo valore aggiunto rispetto alle pratiche correnti di gestione urbana sta già nella costruzione della rete di relazioni, si amplia nella condivisione di obiettivi e strumenti, e si esprime pienamente nella sinergia fra linee di intervento e progetti.
Il Piano è dunque un metodo, uno strumento e un momento decisionale che, se colto in tutte le sue opportunità, crea le condizioni favorevoli al successo delle politiche locali. E' un modo per interrogarsi collettivamente sui grandi scenari di sviluppo possibile e il tentativo di risposta negoziai e comunicativa volta integrare la/le comunità locali intorno a una visione condivisa del futuro e a comuni interessi.
Diciamo subito anche ciò che il Piano Strategico non è, ad evitare fraintendimenti o derive
più tradizionali. Esso infatti

  • non è un Piano solo di intenti e di azioni desiderabili: si vuole andare al di là della pura "programmazione indicativa" (spesso in passato realizzata da tecnici senza il supporto dei cittadini e degli interessi) attraverso un accordo o un "Patto" formale fra attori pubblici e attori privati per la realizzazione di progetti ben individuati;
  • non è il Piano di azione dell'Amministrazione Comunale: anche se essa è parte rilevante del processo (e responsabile della gestione. del processo stesso, il Piano impegna tutti gli attori e i soggetti che vi partecipano a realizzare le azioni individuate, per la parte di competenza e di responsabilità di ciascuno (ivi compresa naturalmente l'amministrazione pubblica locale).
    Infine il Piano non è un documento predisposto una tantum, ma un processo continuo, che naturalmente trova in certi tempi un momento di formalizzazione in documenti e accordi.
    In sintesi, possiamo ripetere che non si tratta di un Piano per la città, ma di un Piano della
    città, elaborato dalle sue diverse componenti sotto la regia dell'Amministrazione.

(tratto in parte dalla presentazione del Prof. Camagni per il piano strategico del Comune della Spezia)


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