SU WWW.FERPI.IT L’OSCAR DI BILANCIO: TRE ATTI E UN EPILOGO
UN MESSAGGIO ALLE ORGANIZZAZIONI D’IMPRESA, DELL’AMMINISTRAZIONE
PUBBLICA, DEL NONPROFIT


ATTO I – DALLA NASCITA ALLA MAGGIORE ETÀ
C’era una volta, non molti anni fa, l’opinione diffusa che gli “affari” di una organizzazione fossero un fatto tutto privato e che
meno si diceva meno rischi si correvano. Questa non era una favola, ma la realtà italiana. Le organizzazioni si limitavano a ottemperare agli obblighi di legge presentando in poche facciate un mero elenco di numeri privi di storia e senso, spesso neppure stampato.
Nasce nel 1954, per volontà di Roberto Tremelloni, futuro ministro delle Finanze e allora presidente dell’IPR, Istituto per le Relazioni
Pubbliche, il Premio Oscar di Bilancio. Nasce con “l’intento di stimolare le aziende a una migliore presentazione,
redazione e diffusione della relazione annuale di bilancio” per la prima volta presentato come strumento per far conoscere
la realtà aziendale ad una molteplicità di pubblici: “Dal cittadino come consumatore dei prodotti ai pubblici poteri, al risparmiatore,
all’azionista, ai dipendenti, a clienti e fornitori, allo studioso di economia aziendale”.
Per vent’anni, dal 1955 al 1975 – nell’assoluta indifferenza del mondo politico ed economico e nella scarsa attenzione dei media – il
Premio viene assegnato alle aziende che “al di là del semplice adempimento legale” riescono a fornire informazioni abbastanza chiare ed
adeguate, o almeno “abbastanza approssimative circa il valore del patrimonio sociale in funzione della sua capacità di reddito” (motivazione della prima edizione del Premio assegnato alla Motta). L’assegnazione del Premio viene sospesa tra il 1976 e il 1982.


ATTO II – LA MATURITÀ
Nei primi anni ’80 l’IPR viene “rilevato” dalla FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) con l’obiettivo di farne un organismo
di studio, di ricerca, di formazione non settoriale, aperto a tutto il mondo della comunicazione. L’Oscar di Bilancio viene giudicato l’eredità più valida e più attuale anche perché proprio in questi anni in Italia sono evidenti i primi sintomi di attenzione all’informazione societaria e ai mercati finanziari.
Impensabile però riproporre l’Oscar, nato venticinque anni prima in un contesto totalmente diverso, senza una revisione dei criteri
di valutazione e senza individuare giudici credibili, figure super- partes.
Il lavoro richiede tempo e la collaborazione delle associazioni e organizzazioni coinvolte nella comunicazione finanziaria: AIAF, ANDAF, ASSIREVI, Borsa Valori di Milano, Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e del mondo accademico e della ricerca
rappresentato dall’Università Bocconi di Milano e dall’Associazione per lo Sviluppo e degli Studi di Banca e Borsa, che da allora
sono partner dell’iniziativa. Con il loro contributo viene impostato il nuovo regolamento e vengono stabiliti i nuovi criteri di valutazione.
L’assegnazione del Premio avviene a tre livelli:
• una Commissione di Segnalazione, composta da non più di 10 giornalisti economici, che segnala agli organizzatori i bilanci
aziendali che a loro giudizio sono meritevoli di un riconoscimento;
• una Commissione di Selezione che esamina tutti i bilanci segnalati oltre a quelli pervenuti autonomamente dalle aziende, e individua
una rosa di massimo 5 finalisti;
• la Giuria fa la scelta finale.
Ecco i nuovi criteri di valutazione validi ancor oggi: “La trasparenza del bilancio sotto l’aspetto contabile; la leggibilità del bilancio
anche da parte dei non addetti ai lavori; idoneità del bilancio a essere espressione della funzione sociale dell’azienda come mezzo di informazione al cittadino e orientamento ad investimenti di tipo azionario; presentazione formale; criteri e modalità per la sua diffusione”.
Dal 1984 e nei successivi 15 anni, il regolamento subisce diversi cambiamenti e il Premio viene potenziato da nuovi partner: Assolombarda, ABI, AIRE, e poi ANCI, UPI, Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Forum P.A., Sodalitas, FIVOL, Poste Italiane
e come partner editoriali prima Il Mondo, poi il Corriere della Sera e dalla scorsa edizione Il Sole 24 ORE. Dal 1987 l’Oscar ha anche il patrocinio della Centrale dei Bilanci. Nel 1989 i bilanci vengono suddivisi in 6 categorie che rispondono a realtà differenti per dimensione, territorio, settore: Società quotate, Società Capogruppo quotate, Società non quotate, Enti pubblici e aziende municipalizzate, Compagnie di Assicurazione, Istituti di Credito. Nel 1992 viene istituito il Premio Bilancio Ambientale. Nel 1995 viene istituito il Premio Bilancio Sociale. Nel 1997 viene istituito il Premio Enti locali per: Regioni, Province e Comuni. Nel 1999 viene istituito il Premio Bilancio NonProfit.


ATTO III – INIZIA IL NUOVO SECOLO E L’OSCAR SI FA IN TRE
Quello che rende unico l’Oscar di Bilancio è soprattutto il lavoro approfondito e continuo di un centinaio di esperti incaricati dalle
tante organizzazioni che lo sostengono, alla ricerca del meglio e dell’analisi di una realtà in cambiamento continuo che via via suggerisce
modifiche al regolamento e ai criteri di valutazione. Un lavoro che, per ciascuna edizione, inizia nelle riunioni delle Commissioni
di Segnalazione e della Giuria dell’edizione precedente. E così da questo laboratorio comune di idee e suggerimenti nasce,
nel 2001, l’Oscar del nuovo secolo con due novità:
– diventa Oscar del Bilancio e della Comunicazione a conferma del ruolo del bilancio come strumento principe, ma non sufficiente,
di rendiconto dei risultati raggiunti e delle potenzialità di una organizzazione;
– il Premio viene ripartito in tre aree a conferma delle differenze che contraddistinguono i tre settori delle imprese, delle organizzazioni
nonprofit e degli enti locali. Quindi, differenti regolamenti, diversi criteri di valutazione, tre cerimonie separate di premiazione
in tre città diverse (Roma, Torino e Milano).


EPILOGO - PERCHÉ “ESSERCI” È IMPORTANTE PER OGNI ORGANIZZAZIONE, PICCOLA O GRANDE CHE SIA
Perché partecipare all’Oscar di Bilancio e della Comunicazione implica attivare un progetto virtuoso anche e soprattutto interno
che costringe le varie funzioni a interagire e a collaborare per valutare l’attività svolta e i risultati raggiunti.
Perché dal confronto nasce la voglia di restare competitivi, di migliorare la qualità delle relazioni per puntare ad essere primo
tra i primi, a vincere l’Oscar.
Perché partecipare significa partecipare attivamente e da testimone a quell’osservatorio permanente di cambiamenti socio-economici
del nostro Paese, che da ormai quasi mezzo secolo è diventato l’Oscar di Bilancio e della Comunicazione.
Come per le Olimpiadi, vincere è bellissimo, ma partecipare significa già essersi qualificato tra i “migliori”.


Gherarda Guastalla Lucchini
(segretario generale Oscar di Bilancio e della Comunicazione)


Toni Muzi Falconi
(presidente Ferpi)