TESI
FORUM PA NET n.35 di
martedì 15 gennaio 2002

eGovernment come strumento di governance e sviluppo

Anche da Bologna – seconda tappa del roadshow intrapreso dal Ministro Lucio Stanca per portare i temi dell’attuazione dell’eGovernment sul territorio e avviare rapporti più stretti con i sistemi regionali – è arrivata una ulteriore conferma: l’eGovernment è un processo che deve attecchire non nelle singole amministrazioni ma nel territorio.
Re-SET (l’iniziativa promossa da Forum P.A. e Consiel come osservatorio sui temi dello sviluppo) ha effettuato una lettura complessiva e trasversale delle dinamiche in atto e dei fattori critici, sulla base di una indagine ad ampio raggio sui progetti di eGovernment realizzati dalle P.A. locali e delle indicazioni tratte da questi primi incontri territoriali. Intanto una considerazione riassuntiva, ovvero che i il governo elettronico non può fermarsi alla sola innovazione nel sistema di erogazione dei servizi ma deve diventare modo di essere della pubblica amministrazione. Le tecnologie, cioè, devono essere leverage – leva ma non fine – del processo di innovazione e cambiamento della P.A. nelle sue modalità di relazione con il cittadino e per le possibilità che offrono di realizzare una “intelligenza di governo del territorio”. Si tratta, cioè, di costruire reticoli di relazioni tra tutti i soggetti sul territorio per arrivare ad un concetto pieno di governance. Step chiave è ovviamente il re-engineering delle amministrazioni pensato tuttavia con un occhio all’esterno, e quindi ripensando il modello organizzativo e relazionale in base alle esigenze dell’utenza e non in astratto. Anche qui il passaggio è obbligato: dalla ingegneria delle organizzazioni alla intelligenza organizzativa che consente di creare strutture flessibili e modulabili in funzione dei bisogni -diversi e in costante evoluzione –dell’utenza.
Le nuove tecnologie incrociano questi temi (quelli dell’orientamento al cliente) strutturando una matrice in cui da un lato ci sono i processi di back office (creazione di punti unici di accesso alle amministrazioni) e dall’altra gli strumenti/canali di erogazione, ovvero di customizzazione dei servizi. Il risultato finale è l’acquisizione di un vantaggio competitivo importante e discriminante per il territorio, quella marcia in più che può consentire ai sistemi locali di cavalcare e non subire le spinte controverse della globalizzazione economica.
Considerazione conclusiva: affrontare l’innovazione con una visione strategica ed in chiave di sviluppo dell’eGovernment a livello di sistema-territorio. Considerazione metodologica: la costruzione del governo elettronico richiede un attento impegno di pianificazione nella definizione degli obiettivi e dei risultati attesi. Richiede soprattutto una cultura del monitoraggio e della valutazione perché l’innovazione è un investimento i cui rendimenti devono essere quantificati. In termini di soddisfazione dell’utenza e benefici reali per il territorio.
Nel documento che vi proponiamo trovate stigmatizzate queste ed altre considerazioni che – ci auguriamo – possono essere di stimolo a quanti in Italia stanno gettando le fondamenta dell’amministrazione elettronica.

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