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Le Regioni per l'eGovernment
Una rete nazionale tra le pubbliche amministrazioni, infrastrutture
di servizio e servizi telematici come tappe necessarie nel processo di cambiamento
del sistema pubblico. La Rete come principio guida per arrivare a modificare
davvero la pubblica amministrazione (reinventing government) e l'idea stessa
di Governo (reinventing governance). Ancora, la Rete come strumento per una
inversione di rotta nel rapporto tra cittadino e burocrazia. Risuona più
volte questo richiamo alla rete nell'intervento del Presidente della Regione
Piemonte Enzo Ghigo nell'ambito del Convegno dedicato ai temi dell'attuazione
dell'eGovernment che si è tenuto a Torino, lo scorso lunedì, come
prima tappa di un giro di incontri sul territorio tra il Ministro Stanca e i
sistemi-regione. Rete non solo dal punto di vista tecnologico -sebbene quella
piemontese sia una realtà avanzata sotto queto profilo- ma come modalità
di relazione e cooperazione tra le amministrazioni.
E proprio questo richiamo ci restituisce una visione matura dell'eGovernment
come processo per migliorare sicuramente la qualità dei servizi e l'efficienza
interna delle amministrazioni ma anche come percorso che ha come traguardo ultimo
la promozione di una più ampia partecipazione dei cittadini. La governance,
appunto.
Ma il discorso di Ghigo è anche una dichiarazione di impegno delle Regioni
nella realizzazione di questo percorso: se modernizzare gli apparati è
un compito a cui nessuna amministrazione può sottrarsi, le regioni -
anzi il "Sistema delle Regioni" - si candidano ad essere un alleato
importante come momento di raccordo tra le esperienze sempre più integrate
e coordinate a livello locale ed i livelli centrali. La premessa necessaria
è una visione di sistema, in cui il complesso dei soggetti pubblici,
insieme ai soggetti privati, cooperano su basi paritetiche al raggiungimento
di obiettivi comuni.
Una proposta politica forte quella che emerge dal discorso del Governatore piemontese
che, non dimentichiamolo, parla anche come Presidente della Conferenza delle
Regioni, ovvero della regione come interlocutore privilegiato del governo centrale.
Questo non significa schiacciare o prevaricare le autonomie locali: è
la regione come sistema territoriale e non come entità amministrativa
che si pone come momento di confronto rispetto ai livelli centrali, una regione
quindi che ha sviluppato al suo interno legami, relazioni, modalità di
partecipazione e confronto con gli enti sul territorio e che forte di questo
si pone come momento di sintesi unificante. Infatti, ed è altrettanto
chiaro nel messaggio di Ghigo, solo "l'agire coordinato di regione, province,
comuni e di tutti gli enti, nel reciproco rispetto delle funzioni costituisce
il panorama ideale per la realizzazione degli obiettivi".
Il testo dell'intervento
Dite
la vostra
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