Home  
home » atti 2004 »          
  chi siamo » contatti » guest book » newsletter » mappa » cerca »
 
 

COSE
FORUM PA NET n.33 di
martedì 11 dicembre 2001

Il rapporto Città digitali 2001

Non rivela grandi sorprese il Rapporto Censis sulle Città Digitali in Italia - osservatorio privilegiato sulla diffusione dell'informatica pubblica giunto al 6° anno di attività - ma conferma un movimento ormai consolidato e sempre più coordinato delle pubbliche amministrazioni verso la costruzione di un sistema di eGovernment.
Dalla lettura dei dati si possono cogliere alcune riflessioni generali. Una prima riflessione riguarda la crescita dell'amministrazione digitale in chiave sistemica, come "rete" tra le pubbliche amministrazioni. In questo senso le nuove tecnologie si presentano come i migliori alleati del decentramento e della devolution. Proprio la filosofia della "rete" come network tra soggetti di pari livello sposta il sistema delle relazioni intra e interistituzionali verso modalità cooperative e federative, superando il dualismo tra autonomia degli enti e necessità di un'azione integrata tra più livelli di governo.
Emergono, allora, non solo "città digitali" ma veri e propri "distretti" su base territoriale allargata. Se è indubbio - a tutt'oggi - che i comuni sono la vera forza propulsiva della rivoluzione digitale, oggi l'innovazione comincia a muoversi (e non mancano gli esempi eccellenti in Piemonte come in Toscana o in Emilia Romagna) nell'ambito di sistemi territoriali che non sono astrattamente definiti sulla base delle ripartizioni amministrative ma nascono spontaneamente da dinamiche economiche e relazionali.
Una seconda riflessione è relativa all'affermarsi -dopo anni di pionerismo benemerito e spontaneismo disorganico - di centri di governo dell'innovazione tecnologica. Ovvero, anche qui, di un sistema di governo su più livelli e con competenze ripartite. Come evidenzia il Rapporto "il sistema delle relazioni su base digitale tra cittadini e pubblica amministrazione nelle sue diverse articolazioni territoriali è entrato in una fase di vera e propria regolazione istituzionale diffusa, con il governo centrale e gli enti territoriali impegnati a normare e programmare le nuove dinamiche messe in moto dalle innovazioni" tecnologiche.
Un impulso in questo senso deriva senz'altro dal Piano di Azione per l'eGovernment varato nel 2000 che -sebbene abbia dato ancora scarsi risultati sotto il profilo dell'attuazione- ha scatenato quantomeno una "reazione istituzionale". Con il Piano di azione, infatti, si sono messi in moto processi di devolution dei poteri di governo della società dell'Informazione con il definirsi di un sistema che vede con compiti di programmazione e promozione dello sviluppo infrastrutturale e coordinamento delle iniziative territoriali, le province come momento di aggregazione e integrazione sul territorio, e gli enti locali come momento progettuale di soluzioni ed erogatore di servizi.
Una terza e conseguente riflessione riguarda la diffusione della "rete" nel sistema pubblico in chiave di sportello. Le pubbliche amministrazioni vanno - anche se non proprio tutte a passo di carica - verso il governo digitale. Siti internet sempre più articolati e ricchi di informazioni hanno preso il posto dei "siti vetrina". Le tecnologie vengono ormai concepite in chiave di servizio ai cittadini e come momento di partecipazione. Non ancora brillanti le performance in termini di transazioni e di accesso a veri e propri servizi web based, ma si conferma il ruolo driver delle esperienze pilota di più lunga data. Protagonisti di questa rivoluzione silenziosa sono - ancora una volta - i comuni ma una lettura incrociata dei ranking di regioni, province e comuni, conferma che non si tratta di realtà isolate bensì di punte di eccellenza nell'ambito di sistemi-territorio in cui, vuoi per dinamiche di spill over o per processi di emulazione o per una vera consapevolezza della necessità di integrazione e coordinamento, l'innovazione è fenomeno diffuso.
Non mancano le ombre, naturalmente. In primo luogo il persistente divario nella qualità dei siti Internet delle pubbliche amministrazioni regionali e locali (i rating sono basati su un indice sintetico costruito sulla base di 6 indicatori di qualità e relazionalità) tra nord e sud, con le isole drammaticamente indietro e tra enti di maggiori dimensioni e comuni piccoli dove il web non sembra ancora concepito come luogo di opportunità.
In secondo luogo l'inadeguato sviluppo di modalità transattive, ovvero di servizi in un'ottica di ciclo completo interamente on line: richiesta, erogazione, pagamento. Le ragioni sono diverse ma, non ultima, una difficoltà che il Rapporto evidenzia, di messa a fuoco dei servizi effettivamente veicolabili in rete imputabile alla mancanza di un quadro certo di prassi operative codificate o accreditate per una effettiva promozione di relazioni digitali tra cittadini e imprese e amministrazioni.
Insomma, se la rivoluzione digitale avanza senza strappi e senza inversioni di tendenza, per il futuro prossimo la sfida dell'innovazione tecnologica nelle P.A. dovrà concentrarsi sulla capacità di tradurre le innovazioni in applicazioni e processi centrati sui bisogni dei cittadini-utenti e non dimeno tarati sulle reali capacità di offerta della macchina amministrativa.
Non vi anticipiamo nulla sul ranking di regioni, province e comuni, ma è possibile richiedere al Censis una copia del Rapporto scrivendo a convegnocittadigitali@censis.it .

Dite la vostra

home » atti 2004 »          
  chi siamo » contatti » guest book » newsletter » mappa » cerca »