EDITORIALE
FORUM PA NET n.30 di
martedì 30 ottobre 2001

e-government e servizi online a che punto siamo?

Più volte ci siamo occupati nella nostra newsletter di e-government. In questo numero torniamo sull'argomento perché ci sembra ci siano alcune notazioni da fare. Due sono state le occasioni pubbliche che hanno riproposto l'argomento: lo SMAU appena concluso, dove un seminario ha fatto il punto su "L'attuazione del piano di e-government", e il convegno che la Regione Lazio ha dedicato alla presentazione del piano di fattibilità per il proprio piano. Mi pare che in entrambe le occasioni (di cui troverete documentazione di seguito) siano venute a luce questioni della massima importanza e tutt'altro che definite.
Ma andiamo con ordine.
Sin da quando nei primi mesi di quest'anno Re-Set (la rete per lo sviluppo delle economie territoriali che noi di FORUM PA realizziamo assieme a Consiel - www.re-set.it ) propose quella indagine dettagliata a livello locale che fu alla base del premio "punto.e-government" , ci apparve chiaro che la strada verso servizi on line ai cittadini ed alle imprese è ancora lunga.
In effetti un ostacolo principale si frapponeva a effettuare effettive transazioni "senza muoversi da casa" ed era la diffusione della firma digitale e/o la partenza effettiva del progetto della Carta di Identità elettronica. Il perché è anche troppo chiaro: senza un efficace strumento di identificazione del soggetto i servizi possibili si restringono per lo più a informazioni più o meno personalizzate.
E' passato quasi un anno, ma mi sembra, con una qualche semplificazione che mi passerete, che la situazione non sia molto cambiata: le firme digitali sono ancora mosche bianche e la carta di identità elettronica non esce da una sperimentazione molto, molto limitata.
Eppure qualcosa si è mosso. Già da quest'anno, la scadenza ultima è proprio oggi, noi contribuenti privati possiamo, con "Uniconline" presentare la dichiarazione dei redditi da casa; se poi viviamo in qualche città particolarmente avanzata (la prima forse è stata Siena, ma ce n'è qualche decina) abbiamo cominciato a familiarizzarci con le carte dei servizi comunali. In tutti e due i casi l'éscamotage è stato di usare sistemi di identificazione più o meno "proprietari" e che quindi pagano lo scotto di non essere interoperabili. Per fare un esempio banale il codice che mi ha dato l'Agenzie delle entrate per presentare la dichiarazione non mi può servire a iscrivere mio figlio a scuola da casa né per alcun altro servizio.
Per risolvere questa difficoltà non da poco, le strade non sono affatto definite: da una parte si può puntare sin da subito sull'integrazione delle anagrafi e quindi su una identificazione centralizzata (è quello che c'è dietro al progetto di carta di identità elettronica). Per questo aspetto vi consiglio un'interessante pagina de Il Sole 24 ORE di lunedì scorso (se ve lo siete persi consultatelo on line: www.ilsole24ore.com ). Dall'altra si affaccia il nuovo ruolo di una "carta nazionale dei servizi" come passo intermedio che non presenti un carattere di "universalità" tranne che nell'appartenenza ad un circuito retto da regole di identificazione comuni. Una specie di Bancomat quindi: ciascuno ha la propria banca che offre i servizi che vuole, ma ciascuno sportello del circuito è abilitato al riconoscimento della carta e lo fa "chiedendo l'autorizzazione" all'istituto che ci ha inizialmente "riconosciuto". Molto meglio di me, lo spiega il Direttore del Centro Tecnico per la Rete Unitaria, Alessandro Osnaghi, nella presentazione che vi proponiamo di seguito.
Come i lettori attenti avranno certamente capito le due scelte non sono necessariamente "fasi" di uno stesso percorso, ma potrebbero preludere a scenari molto diversi e diversamente rispettosi delle autonomie locali.
Per ora basta aver posto il tema, ma ci torneremo sicuramente, spero portandovi nuovi esempi.
Voi lettori siete i nostri migliori sensori; vi invitiamo quindi a farci conoscere nuove o vecchie esperienze di servizi on line di cui daremo conto su questa newsletter.

Per ora buona lettura e buon lavoro.


Carlo Mochi Sismondi
Direttore generale FORUM PA

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