COSE
FORUM PA NET n.3 di
martedi 12 dicembre 2000

Le città digitali in Italia

La dimensione Internet delle autonomie locali ha conosciuto nel 2000 una fase di crescita accelerata. Il 93% delle città capoluogo e quasi la metà dei centri minori (46,3%) dispongono di un sito web ufficiale, gestito e realizzato direttamente dal comune. Oltre alla presenza on line delle pubbliche amministrazioni locali è aumentato notevolmente anche lo spessore informativo dei siti realizzati e si è ampliato il novero dei servizi a distanza offerti dalle città...

Questo lo scenario incoraggiante rilevato dall’Indagine Rur/ Assinform/Censis sulle reti civiche e i servizi telematici locali. Presentato l’11 dicembre scorso a Roma presso il Centro Stampa per il Giubileo, il rapporto 2000 mette a fuoco i chiaroscuri dell’Italia digitale. Tante le amministrazioni in prima linea a segnare una tappa nel processo di costruzione dell’Information Society: tutte le regioni, oltre il 95% delle province e dei comuni capoluogo ha un proprio sito sul web, ma anche i piccoli comuni si muovono decisamente in questa direzione, realizzando spesso siti informativi e con un alto contenuto di servizio.


Ma è soprattutto la funzione di internet come strumento di integrazione, relazione e coordinamento che risalta dall’indagine. La rete è percepita sempre più per le sue potenzialità di raccordo tra soggetti diversi: tra istituzioni e cittadini verso il traguardo di una amministrazione trasparente e accessibile oggi, della e-democracy domani; tra istituzioni e livelli di governo per realizzare quelle forme di coordinamento che decentramento e costruzione dell’e-government presuppongono; rete tra istituzioni e attori sociali per lo sviluppo del territorio.

Quella disegnata dall’indagine è, tuttavia, una mappa variegata che evidenzia un certo ritardo nelle regioni del sud dove la telematica pubblica rimane appannaggio dei grandi enti territoriali (regioni) con qualche eccezione di rilievo sul territorio. Buona invece dappertutto la qualità tecnologica, segno che, passata la fase pioneristica degli enti apripista, le pubbliche amministrazioni locali nel loro insieme hanno maturato una padronanza dello strumento internet in funzione – soprattutto - della trasparenza amministrativa e dell’accesso, sebbene non ne sfruttino ancora al meglio le potenzialità in termini di servizi reali.

Pochi infatti i servizi on line che, in generale, non vanno al di là della possibilità di scaricare la modulistica e consultare delibere ed altri provvedimenti emanati dall’amministrazione. Assolutamente marginale, infine, l’applicazione della firma digitale o del borsellino elettronico per effettive transazioni in rete, segno che il cittadino dovrà aspettare ancora per realizzare il sogno di una interazione completamente a distanza con la pubblica amministrazione. Sei le dimensioni analizzate dall’indagine – trasparenza amministrativa, qualità dei servizi, accesso e interattività, interazioni e relazionalità, marketing territoriale, qualità tecnologica – su cui è stato costruito un indice globale della qualità dei siti. Non una classifica – avverte il Censis - ma uno strumento per individuare dei punti di riferimento e stimolare le amministrazioni ad avviare un confronto costruttivo con chi “ha fatto meglio”.

Il quadro generale è quello di un percorso stabilmente avviato. Il futuro? Continuare ad investire in strutture, servizi, comunicazione e interazioni/relazioni per realizzare pienamente il progetto di una amministrazione elettronica.

http://www.rur.it/rur/

Città digitali
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