|
Paola Mascaro -
Responsabile Comunicazione Corporate Accenture per futuro@lfemminile
Grazie e
buongiorno a tutti. Prima di presentare l'Osservatorio voglio
dire due parole su futuro@lfemminile,
anche per contestualizzare l'iniziativa all'interno di un
progetto un po' più ampio.
Futuro@lfemminile
è nato tre anni fa per volere di tre aziende private
tecnologiche - Microsoft, HP e Accenture - con
l'obbiettivo di contribuire allo sviluppo professionale delle
donne ma anche per aiutarle laddove è possibile nella loro
quotidianità attraverso la tecnologia. Parliamo di una
tecnologia vissuta e letta come alleata, anche sfatando un po'
il mito che noi donne siamo negate per essa. Forse infatti lo siamo
quando la tecnologia non ci interessa, quando ne cogliamo invece i
vantaggi credo che siamo tutte attratte e motivate a capirla meglio.
Futuro@lfemminile
si è sviluppato su quattro filoni principali di attività.
Uno è
quello che abbiamo chiamato Donne e vita quotidiana, il cui
obbiettivo è quello di portare la tecnologia come
facilitatrice nella propria attività quotidiana, nella propria
conciliazione tra casa e lavoro. Tanto per darvi un esempio di
concretezza vi riporto che abbiamo condotto dei corsi di formazione
gratuiti in dieci città italiane incontrando oltre seicento
donne con l'idea di dare loro degli elementi utili sia rispetto
agli strumenti informatici sia all'utilizzo di internet per
accedere - ad esempio - a servizi on line che permettono
di risparmiare tempo.
Un altro
filone per noi molto importante è quello che abbiamo chiamato
Donne e studio. Voi sapete che le ragazze che in Italia
scelgono facoltà tecniche sono ancora molto poche, circa il
20%. Questo di per sé non ha una valenza negativa ma è
una questione legata semmai a prospettive di occupazione e di
sviluppo professionale. È indubbio infatti che oggi in Italia
dal punto di vista quantitativo le maggiori opportunità nel
mondo del lavoro siano legate alle tecnologie. In questo ambito
operiamo su due fronti: da un lato per capire il perché di
questa scelta (nella quale concorrono sicuramente diversi fattori
quali gli interessi personali, la cultura diffusa, determinate
abitudini ma anche probabilmente una scarsa conoscenza o comprensione
di questo mondo e delle opportunità che può offrire) e
dall'altro per provare ad informare e orientare su questo
aspetto. Lo scorso anno abbiamo portato avanti una sperimentazione in
alcune scuole superiori in Lombardia e abbiamo preso parte alle
Giornate di Orientamento Universitario portando testimonianze di
donne che hanno sviluppato la propria carriera nel mondo delle
tecnologie.
Un'altra
iniziativa è legata invece alle tre aziende che collaborano in
questo progetto, si tratta infatti di un filone interno in cui vige
la buona regola di mettere a fattor comune le nostre esperienze
aziendali anche per far crescere iniziative interne di sviluppo della
leadership al femminile e di nuovi modelli di crescita e di
opportunità.
Esiste poi
il filone Donne e lavoro, che si è sviluppato su due
segmenti differenti. Il primo è legato all'imprenditoria,
l'idea quindi è quella di provare ad aiutare delle donne
che vogliano avviare un'attività in proprio attraverso
dei corsi di formazione che possano fornire informazioni e conoscenze
sia sul fronte delle opportunità nell'ambito delle
tecnologie di accesso sia attraverso alcuni partner non tecnologici
per tutto ciò che riguarda il tema dei finanziamenti, di come
si fa un business plan e così via.
Infine
abbiamo il filone Donne e Pubblica Amministrazione, che per
noi aziende private rappresentava e rappresenta un terreno naturale
all'interno del quale sviluppare, approfondire ed esplorare
questo tema. Con FORUM PA circa un anno e mezzo fa abbiamo avviato un
concorso per raccogliere dalle Amministrazioni locali alcuni casi di
utilizzo della tecnologia a favore delle donne. Questa iniziativa è
diventata un libro - Donne e Tecnologia - che è stato
promosso un anno fa circa e che ha riportato i quindici migliori
casi. Questo lavoro ci ha fatto riflettere anche su un elemento
importante attraverso cui la tecnologia può aiutare le donne
ovvero quello di fare rete per mettere in comune competenze,
conoscenze ed esperienze. Da qui è nata anche l'idea di
sviluppare un portale di P.A. al femminile che possa rappresentare un
punto di incontro virtuale. Dopodiché si è arrivati
all'obbiettivo ancora più ambizioso dell'Osservatorio.
L'Osservatorio ha
l'obbiettivo di supportare attraverso la tecnologia lo sviluppo
e la presenza delle donne nell'ambito della Pubblica
Amministrazione. Esso sarà costituito e rappresentato da donne
che hanno responsabilità in ambito amministrativo, quindi sia
da dirigenti amministrativi che da donne che operano nel mondo della
politica. Tutto ciò con l'obbiettivo di indagare questo
mondo per fare un punto della situazione rispetto all'utilizzo
della tecnologia come fattore abilitante nel mondo della Pubblica
Amministrazione. Si vogliono esplorare opportunità di utilizzo
per inventare nuovi modi di lavorare e per favorire - ad esempio - lo
sviluppo di una carriera.
MARIA
CONCETTA MATTEI: Si è
parlato di alleanza con la tecnologia, dunque va forse riconosciuto
che le donne non hanno poi tutto questo gap tecnologico di cui si è
discusso molto in questi anni. Essendo le donne più emotive si
dava per scontato che fossero portate più per lavori
"socialmente utili" e meno per lavori a base tecnologica
e per l'utilizzo pieno e proficuo del computer. I dati mi
sembra che sfatino queste dicerie...
Infatti
non è così, il tema credo che sia quello dell'approccio
alle tecnologie e quindi quello della motivazione all'utilizzo.
Io lavoro in un'azienda tecnologica in cui ci sono esempi di
donne straordinarie in ruoli di responsabilità che sviluppano
e gestiscono progetti innovativi e tecnologici, ho quindi un
riscontro diretto di questa possibilità.
Prima
parlavo delle ragazze che si trovano a scegliere una facoltà
piuttosto che un'altra, esse spesso scelgono a partire da
presupposti e da informazioni limitate e da una comprensione non
chiara di che cosa vuol dire lavorare con le tecnologie. Spesso c'è
infatti ancora un immaginario legato al laboratorio, un immaginario
che in sé però non è esaustivo.
|