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LUISA VECCHIOCATTIVI: Il futuro prossimo della PA ha delle priorità impellenti: il ricambio generazionale attraverso la stabilizzazione dei precari e una riforma digitale vera, fatta di telelavoro e trasversalità di conoscenze e di esperienze lavorative, che faciliti la mobilità.
Non c'è capacità innovativa se non si tiene conto della qualità della vita della famiglia e dei singoli individui.
La COMUNICAZIONE poi è un altro problema spinoso, e su questo occorrerebbe andare a fondo, perché è lo strumento principale su cui si fonda il processo di rinnovamento della PA, ma la legge 150/2001 è a tutt'oggi quasi totalmente DISATTESA, perché i Comunicatori istituzionali oggi non sono quelli che la legge giustamente richiede!
Una buona riforma iniziamola da lì, perché la comunicazione istituzionale non è solo "uffici stampa", è molto di più, e con l'applicazione del Codice digitale può veramente produrre un valore aggiunto.
Grazie
Luisa Vecchiocattivi
Denise Andreozzi: Non è facile cambiare una società lavorativa creata dall'uomo e per l'uomo. Prima di tutto bisognerebbe cambiare l'ottica di approccio. Intanto a livello pratico si potrebbe:
- creare strutture che facilitino il lavoro di donna-mamma (asili e centri estivi presenti e/o organizzati sul posto di lavoro)
- incentivare il telelavoro, per la raccolta dati e l' elaborazione della documentazione per esempio
- cercare un approccio meno competitivo e più di collaborazione così da facilitare la condivisione di informazioni e di ruoli
Spero di aver dato un utile contributo.
Grazie per l'opportunità offerta.
Distinti saluti
Denise Andreozzi
Silvia: Mi sembra un'ottima iniziativa. Si fa un gran parlare (giustamente)ultimamente del ruolo di secondo piano che le donne, anche nell'eccellenza, rivestono nelle nostre amministrazioni. E' giusto creare un contenitore che consenta un dialogo e confronto costante tra di noi e tra noi e le istituzioni. Mi sembra un progetto pienamente in linea anche con le tendenze comunitarie, sempre più attente alla parità di genere. Insistiamo per dare un contributo al femminile ad una PA di qualità. La nostra partecipazione e presenza attiva, nelle istituzioni così come nella realtà sociale e familiare, può fare la differenza. Promuoviamo un potere anche al femminile, una gestione della cosa pubblica che rifletta il tempo storico in cui viviamo. Anche il tessuto amministrativo e politico, quale specchio della società, deve seguirne il cambiamento.
Grazie a tutte.
Silvia
Caterina Bandiera: Mancano ,per la effettività realizzazione della "parità ", misure normative ,pragmatiche ,mirate alle reali esigenze delle donne .
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