Esclusi o no dalla Società della Conoscenza? Lo sviluppo prossimo venturo del nostro Paese si gioca anche sul terreno dell’accesso alla rete, o meglio, di un accesso alla rete in larga banda in grado di abilitare all'utilizzo delle tecnologie digitali ai massimi livelli di interattività. Per fare impresa in mercati sempre più mercati delocalizzati; per fare e-commerce e sviluppare reti commerciali con orizzonte mondo;per utilizzare i servizi integrati di e-government; per portare assistenza sanitaria e istruzione superando i divide geografici. Sulla larga banda converge quindi il futuro competitivo della nostra economia.
In Italia la copertura dei servizi a banda larga ha raggiunto a fine settembre 2006 l'88% della popolazione, un dato di cui essere orgogliosi, se non fosse che ci si avvicina ad una soglia oltre la quale sarà difficile andare: la soglia di digital divide di lungo periodo ovvero quello in cui l'abilitazione dei servizi di larga banda richiede interventi lunghi e costosi.
Al di là di questa soglia è impossibile ipotizzare un intervento secondo logiche strettamente di mercato ed è per questo che la Pubblica Amministrazione è chiamata ad intervenire, mobilitandosi in prima persona o creando le condizioni affinché possa realizzarsi l'investimento di un privato sul territorio, per non lasciare 6 milioni di italiani fuori dalle potenzialità di sviluppo. Il tema dell’accesso alla rete quindi diventa uno dei temi centrali nella definizione dei diritti di cittadinanza digitale.
Interviene il Ministero per le Comunicazioni, Paolo Gentiloni.
Il convegno, prendendo spunto da una ricerca ThinkTel, intende affrontare il tema della sicurezza del Paese attraverso la scelta di politiche e strategie tecnologiche finalizzate alla sicurezza del territorio e la gestione delle emergenze. La natura del nostro Paese, le previsioni sui cambiamenti climatici e l'evoluzione geopolitica di questi ultimi anni pongono l'attenzione su queste tematiche a un livello sempre più alto e crescente di priorità perché la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia delle infrastrutture e del patrimonio naturale e monumentale sono premesse fondamentali per garantire la qualità della vita e lo sviluppo di tutti i settori economici.
(in collaborazione con Recs - Rete delle città strategiche) La Pianificazione Strategica è una pratica di governo diffusa e in continua espansione. Nel 2000 Torino ha inaugurato la stagione dei piani strategici in Italia. Da allora una trentina di città si sono dotate di un piano strategico per governare il territorio. Realtà diffuse su tutto il territorio nazionale, dal Centro Nord al Sud Italia, con una distinzione importante: la Pianificazione Strategica è partita nelle città del Centro Nord e da qualche anno il fenomeno si è diffuso nel Sud Italia grazie anche a una politica di incentivi del governo centrale che ne ha favorito l’avvio.
Siamo dunque ad una seconda fase di pianificazione strategica che comprende sostanzialmente l’entrata in scena del Sud Italia. Gli elementi qualificanti rimangono gli stessi, ma alcune differenze significative stanno emergendo. Il convegno intende soffermarsi su tali elementi per una riflessione che serva ad aggiornare e migliorare le pratiche e gli strumenti di governo locale.Al termine saranno assegnati i riconoscimenti di SFIDE 2007. Ai partecipanti verrà distribuita la pubblicazione della Recs "Monitoraggio e valutazione dei Piani strategici", 1° Quaderno della serie Pianificazione strategica. Istruzioni per l'uso.
(con il contributo scientifico di Terotec) Il Forum nazionale è promosso da Forum P.A. e Terotec e si sviluppa in un'intera giornata (ore 9.30-18.00). Due gli obiettivi di fondo:
- esplorare gli attuali scenari di sviluppo dei processi di gestione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari e urbani pubblici, analizzandone e interpretandone i problemi "aperti" e le dinamiche tendenziali;
- individuare e porre in risalto le esperienze, le proposte ed i progetti più innovativi promossi e sviluppati in partnership tra P.A. ed imprese private, segnalandoli come "best practice" tra gli operatori pubblici e privati.
Al centro del Forum sono pertanto posti i processi, i modelli, gli strumenti e i servizi innovativi per il management dei beni immobiliari e urbani pubblici presentati e discussi direttamente attraverso le esperienze sul campo da parte di P.A., l'analisi di best/worst practice e dei problemi aperti, i contributi di esperti ed il confronto tra operatori settoriali su focus tematici nodali (le modalità, la qualità, i costi e i risultati dei processi di gestione e valorizzazione in esternalizzazione, le regole del mercato ed i sistemi di appalto, la qualificazione e le competenze degli operatori, ecc.).
Le esperienze, le proposte ed i progetti presentati (già pre-selezionati da Forum P.A. e Terotec) concorreranno all'assegnazione della prima edizione del "Premio Best Practice Patrimoni".
L'obiettivo di fondo del Premio è favorire la promozione e la diffusione di una nuova cultura/prassi manageriale settoriale tra gli operatori pubblici (P.A. centrali e locali) e gli operatori privati (società di servizi di Property & Facility Management, di Global Service, di finanza e gestione immobiliare, ecc.), al fine di stimolare lo studio, la sperimentazione e l'adozione di nuovi e più adeguati processi di "governance" dei patrimoni immobiliari e urbani pubblici intesi come "risorse strategiche" delle P.A.
Al Forum è collegata anche una rassegna espositiva specialistica nell'ambito della "1a Mostra dei Territori, delle Grandi Infrastrutture, dei Patrimoni Immobiliari e Urbani".
(con il contributo scientifico di Terotec) Il Forum nazionale è promosso da Forum P.A. e Terotec e si sviluppa in un'intera giornata (ore 9.30-18.00). Due gli obiettivi di fondo:
- esplorare gli attuali scenari di sviluppo dei processi di gestione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari e urbani pubblici, analizzandone e interpretandone i problemi "aperti" e le dinamiche tendenziali;
- individuare e porre in risalto le esperienze, le proposte ed i progetti più innovativi promossi e sviluppati in partnership tra P.A. ed imprese private, segnalandoli come "best practice" tra gli operatori pubblici e privati.
Al centro del Forum sono pertanto posti i processi, i modelli, gli strumenti e i servizi innovativi per il management dei beni immobiliari e urbani pubblici presentati e discussi direttamente attraverso le esperienze sul campo da parte di P.A., l'analisi di best/worst practice e dei problemi aperti, i contributi di esperti ed il confronto tra operatori settoriali su focus tematici nodali (le modalità, la qualità, i costi e i risultati dei processi di gestione e valorizzazione in esternalizzazione, le regole del mercato ed i sistemi di appalto, la qualificazione e le competenze degli operatori, ecc.).
Le esperienze, le proposte ed i progetti presentati (già pre-selezionati da Forum P.A. e Terotec) concorreranno all'assegnazione della prima edizione del "Premio Best Practice Patrimoni".
L'obiettivo di fondo del Premio è favorire la promozione e la diffusione di una nuova cultura/prassi manageriale settoriale tra gli operatori pubblici (P.A. centrali e locali) e gli operatori privati (società di servizi di Property & Facility Management, di Global Service, di finanza e gestione immobiliare, ecc.), al fine di stimolare lo studio, la sperimentazione e l'adozione di nuovi e più adeguati processi di "governance" dei patrimoni immobiliari e urbani pubblici intesi come "risorse strategiche" delle P.A.
Al Forum è collegata anche una rassegna espositiva specialistica nell'ambito della "1a Mostra dei Territori, delle Grandi Infrastrutture, dei Patrimoni Immobiliari e Urbani".
(in collaborazione con la Provincia di Roma - Direzione generale - Ufficio Statistico) La presentazione del Secondo rapporto annuale sull’area romana sarà l’occasione per riflettere sull’importanza della funzione statistica nell’ambito delle autonomie locali, nella convinzione che attraverso la sta-tistica si possa realizzare quella congiunzione tra le i bisogni effettivi delle comunità insediate nel territorio provinciale e le policy messe in campo dalle amministrazioni.
Il Rapporto annuale sull’area romana - 2005 si articola in quattro capitoli ed in una appendice statistica. I primi tre capitoli forniscono un'analisi dei principali macro-fenomeni territoriali rilevanti per l'impatto delle politiche dell'ente: popolazione (che in questa edizione contiene anche uno scenario previsionale sulla popolazione dell’area), economia, mobilità e istruzione (scuola secondaria pubblica e sistema universitario), mentre il quarto ca-pitolo rappresenta una innovazione redazionale dedicata al tema della struttura organizzativa dell’ente (risorse finanziarie, risorse umane, con-trollo strategico, controllo interno, relazioni internazionali, comunicazione e progetti di e-government). L’appendice infine completa l’opera fornen-do un utile profilo statistico per ciascuno dei 120 comuni dell'hinterland romano. Oltre ad offrire una guida alla lettura e interpretazione dei princi-pali fenomeni socio-economici analizzati, il Rapporto ne evidenzia le ten-denze nel tempo e ne sottolinea costantemente gli aspetti di confronto comparativo con le altre grandi aree metropolitane del Paese.
Le analisi esposte nel Rapporto evidenziano come l'area romana sia carat-terizzata, in diversi settori, da un discreto dinamismo. Vivace è infatti la situazione demografica complessiva anche se con tendenze di declino-stagnazione nel capoluogo, ampiamente compensate da dinamiche opposte nell'area dell'hinterland. Per quanto riguarda le performance in campo e-conomico l'area romana concorre alla produzione del valore aggiunto na-zionale con una quota pari all'8,3%, quota ormai consolidata e tendenzial-mente crescente, nonostante il perdurare di una situazione di stagnazione economica del Paese. Rilevante anche la vivacità del sistema delle imprese locali per la capacità di incremento dello stock delle imprese attive. Anche l'occupazione è in continuo sviluppo, con un incremento sostanziale di quella femminile, ma con qualche ombra legata alla diffusione delle nuove tipologie di lavoro "flessibile" e precario. Anche il settore del turismo, in-fine, registra delle dinamiche particolarmente vivaci rivelandosi un vero e proprio asset dell'economia romana.
(in collaborazione con UPI) (Seguirà il convegno E15) Il CUSPI (Coordinamento degli uffici di statistica delle Province), come organismo dell’UPI per il coordinamento della funzione della statistica a supporto della governance locale, vuole organizzare una giornata di lavoro in occasione di ForumPA 2007 per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici.
Il patrimonio informativo accumulato nelle banche dati della PA è non solo di grandi dimensioni, ma anche ricco e articolato per le molteplici tipologie di dati e rappresenta un vero e proprio “bene pubblico” che oggi è possibile valorizzare per finalità statistiche con evidenti vantaggi per l’intera collettività.
Il CUSPI, nell’ambito del Programma statistico nazionale, in collaborazione e con il supporto metodologico dell'ISTAT, ha elaborato un progetto per il censimento degli archivi amministrativi delle Province, proponendosi di accelerare e consolidare l’uso degli archivi amministrativi quale risorsa indispensabile per la produzione statistica, ma anche per la semplificazione amministrativa e la riduzione degli oneri per i cittadini, le imprese, le organizzazioni sociali.
Conoscere quindi le potenzialità informative e statistiche di ogni singolo archivio permetterà di integrare la tradizione amministrativa con la cultura della rete per migliorare la gestione informatica degli archivi e la qualità delle informazioni contenute per completezza, tempestività di aggiornamento, uniformità territoriale.
(in collaborazione con Formez e Anci) Il FORMEZ, nell’ambito del Programma Empowerment per le Amministrazioni Pubbliche del Mezzogiorno promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si propone di supportare le P.A. nel nuovo ruolo di regolazione del sistema dei servizi pubblici locali, in un’ottica di garanzia della qualità dei servizi erogati, di tutela dei cittadini utenti e di promozione dello sviluppo sostenibile dei territori.
Anche alla luce del processo di riforma in atto, occorre promuovere una nuova cultura di gestione dei servizi pubblici locali che investa i molteplici e complessi ambiti in gioco: competitività dei territori, politiche di miglioramento dell’accesso ai servizi da parte dei cittadini, riduzione degli impatti sulle risorse ambientali utilizzate per la produzione e l’erogazione dei servizi, capacità di regolazione, monitoraggio dei servizi e di tutela degli utenti da parte degli Enti locali.
Il seminario propone un’occasione di riflessione e confronto sull’evoluzione in atto nel sistema dei servizi pubblici locali, alla luce delle analisi condotte dall’ANCI e delle esperienze realizzate dal FORMEZ nella propria azione di ricerca e assistenza alla P.A.