E’ necessario passare ad una visione olistica della gestione e archiviazione elettronica dei documenti che unifichi le varie fasi: protocollo elettronico, workflow, dematerializzazione, archiviazione e conservazione in un unico concetto di “sistema informativo documentale” che diventa il motore della reingegnerizzazione dei processi nella PA digitale.
La sfida della dematerializzazione: la memoria digitale quale strumento di certezza, garanzia di efficienza e trasparenza, ma anche patrimonio culturale di eccezionale valore per il futuro.
L’integrazione tra sistemi documentali e gestione avanzata dei contenuti e dei sistemi informativi; analisi delle soluzioni tecnologiche, necessità di trasformazioni organizzative e di crescita culturale
La capacità di misurazione delle performance è ormai comunemente considerato un fattore indispensabile per il miglioramento dell’efficienza complessiva dell’azione pubblica. La qualità della misurazione si basa sulla disponibilità di indicatori appropriati e di dati corretti e tempestivi che alimentano gli indicatori, in maniera tale da consentire di programmare e mettere in atto le azioni correttive più opportune. Perciò, l’efficienza della misurazione delle performance dipende anche dalla efficienza della filiera dei sistemi ICT che nella P.A. supportano i processi contabili e di controllo (sistemi di controllo strategico e controllo di gestione, di contabilità analitica e contabilità economico-patrimoniale, di gestione dei magazzini etc..) e di quelli che consentono il tracciamento e la trasparenza delle operazioni (protocollo, sistemi di workflow management). E’ indispensabile che tale filiera sia armonizzata in una architettura logica e funzionale coerente e integrata, in grado di evitare duplicazioni e di agevolare i controlli e le analisi dei fenomeni a diversi livelli di sintesi.
Partendo dalle disposizioni del D.Lgs 157/2005 che concerne la razionalizzazione dei sistemi applicativi della P.A., il CNIPA ha recentemente pubblicato un bando di gara per realizzare un primo tassello di una visione integrata dei sistemi di misurazione delle performance nella P.A., mettendo a gara la fornitura di un servizio di controllo di gestione, contabilità analitica e controllo di gestione da erogare in modalità ASP alle P.A.. Questo servizio permetterà di contenere la spesa per l’acquisto e la gestione di tali sistemi e consentirà alle P.A. di poter disporre in tempi brevi di questi strumenti ICT, avviando l’automatizzazione del flusso di dati nella catena dei sistemi contabili della Pubblica Amministrazione.
Il Convegno si propone di mettere a confronto fornitori di strumenti informatici a supporto delle attività di controllo di gestione, pubbliche amministrazioni che hanno già maturato significative esperienze nella definizione del proprio modello di controllo operativo e nella messa in esercizio di tali sistemi, altre amministrazioni pubbliche che sono istituzionalmente interessate a elaborare gli output di tali sistemi e trarrebbero notevole giovamento dall’automazione dei flussi informativi in questo settore.
Il convegno intende fornire una occasione per discutere le opportunità offerte dalle iniziative Riuso e ALI avviate dal Governo con il supporto del CNIPA indirizzate a Regioni ed Enti Locali.
Il convegno vede la partecipazione di rappresentanti di amministrazioni attive su tali temi che presenteranno le proprie esperienze e le azioni avviate.
Ampio spazio sarà lasciato alla discussione e al confronto su opportunità e aspetti problematici nell’attuazione delle due iniziative.
Le Alleanze locali per l’innovazione promuovono un nuovo modello di cooperazione tra i piccoli comuni. Il Governo ha stanziato 30 milioni di euro di investimenti per tutti quei progetti che:
• miglioreranno la qualità dei servizi e delle imprese
• riqualificheranno la spesa di funzionamento degli Enti coinvolti
• favoriranno la cooperazione interistituzionale
In occasione del Forum PA, Il Sole 24 ORE in collaborazione con Oracle organizza un dibattito per meglio comprendere i nuovi risvolti gestionali e operativi di questo strumento/opportunità a disposizione della PAL.
La pubblica amministrazione ha bisogno di innovativi modelli di governance dell’ICT per supportare i propri processi di innovazione. Come più volte espresso dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, per l’indispensabile tutela degli interessi pubblici è necessario puntare su una inversione di tendenza che privilegi la verifica ex-post rispetto alle valutazioni ex-ante.
Per questo il convegno si apre con una presentazione della funzione istituzionale del CNIPA afferente al monitoraggio che certamente esemplifica il concetto di verifica ex-post. Un importante oggetto di applicazione del monitoraggio sarà costituito dal sistema pubblico di connettività (SPC). L’SPC infatti non rappresenta solo innovazione solo dal punto di vista tecnologico, ma anche dal punto di vista dell’appalto pubblico per la selezione del fornitore (gara multifornitore) e delle architetture contrattuali (estensivo utilizzo di livelli di sevizio), presupposti imprescindibili per il governo dei servizi ICT richiesti. Successivamente in una prima sezione del convegno sono presentate le concrete esperienze di governance dell’ICT maturate negli ultimi anni da alcune grandi amministrazioni centrali.
Dopo la presentazione dell'innovativo modello di governance dei progetti, applicato dal CNIPA ai progetti di e-Government cofinanziati, basato su tecniche di project management, analisi delle ricadute e ritorno degli investimenti, una seconda sezione permette di ascoltare le testimonianze di alcune amministrazioni locali sia sul monitoraggio effettuato dal CNIPA che sui risultati raggiunti dai progetti.
Le conclusioni traibili dalle diverse esperienze raccontate dalle amministrazioni saranno svolte a cura della Senatrice Beatrice Magnolfi.
(Best Practices Framework: applicabilità nella PA e posizionamento rispetto alle Linee guida CNIPA sulla qualità delle forniture ICT) Il proliferare di quadri di riferimento come COBIT, CMMI, ISO 9001, ISO 20000, ITIL, PMBOK, e la loro spinta anche nel contesto PA che si lega alla vendita di consulenza e formazione, genera una forte confusione. Il senso dell'evento è quello di spiegare come le Linee guida CNIPA nascano da queste collezioni di best practices, spiegando come il valore aggiunto sia: da un lato quello di una contestualizzazione alla PA, all'ICT ed alla relazione contrattuale cliente-fornitore; dall'altro l'identificazione oltre che del "cosa fare" anche del "come fare". Il convegno consente di posizionare questi approcci rispetto ad un "metro campione" costituito dalle linee guida, dall'altro interessando le diverse associazioni (AIEA, itSMF, PMI, AICQ, ecc.) che sono dietro ai diversi approcci a proporli assumendo anche il punto di vista dell'amministrazione che appalta e non solo quello dell'organizzazione che fa per se.
Le linee strategiche pubblicate dal CNIPA per il triennio 2008-2010 chiedono alla Pubblica Amministrazione di programmare iniziative finalizzate a razionalizzare le proprie infrastrutture di calcolo, per migliorarne l’efficienza operativa e contenere la spesa pubblica. Il CNIPA intende supportare questi interventi attraverso la costituzione di un centro di competenza che fornisca impulso e know how agli interventi, la pubblicazione di linee guida e il sostegno diretto a iniziative pilota. L’esigenza di attuare iniziative nel settore è d’altra parte dettata dai grandi numeri in gioco: la P.A. ha migliaia di sale server sparse per il territorio nazionale e spende centinaia di milioni di euro ogni anno per la loro gestione e la manutenzione degli apparati.
Il Convegno intende mettere a confronto fornitori di soluzioni per la razionalizzazione delle infrastrutture e amministrazioni che hanno già avviato significativi interventi di consolidamento, concentrando l’attenzione sui diversi approcci possibili al miglioramento dell’efficienza operativa, che possono agire sugli spazi, sui server, sullo storage e sui client, attraverso interventi di consolidamento e di virtualizzazione.
Il riuso del software è agevolato se, per lo sviluppo dei componenti riusabili, si utilizza software di tipo open source.
La legge finanziaria 2007 indirizza all’utilizzo del software open source: il comma 895 che dà priorità ai progetti di innovazione che adottino soluzioni software “a codice aperto”.
La presenza in rete della pubblica amministrazione è molto ampia e ricca di informazioni; in rapida crescita sono anche i servizi erogati on line. Tutte le amministrazioni ed enti centrali e la maggior parte delle amministrazioni locali hanno realizzato il proprio sito, strutturandolo e popolandolo secondo le modalità ritenute più idonee dallo specifico contesto; l’offerta quindi è molto ricca ma ripropone in rete la complessità istituzionale.
I portali nazionali del cittadino (www.italia.gov.it) e delle imprese (www.impresa.gov.it) nascono con l’obiettivo di ribaltare l’ottica individuando nell’utente finale l’ elemento centrale e il punto di riferimento del processo di erogazione di informazioni e servizi, nella convinzione che la fruibilità è uno degli elementi più qualificanti dell’orientamento al cittadino/impresa. e che essa si realizza in primo luogo attraverso la conoscenza di quanto già disponibile in rete.
Ma per l’utente ed in particolare per l’impresa è altrettanto importante fare on line attraverso punti unitari di accesso che, oltre a fornirgli una visione certa e completa di cosa deve fare per conseguire un suo obiettivo, gli consentano di consegnare virtualmente la richiesta articolata in tutte le istanze che la compongono. In tal senso la scrivania del Portale delle Imprese rende già disponibili oltre 50 servizi integrati in logica di processo, realizzati cioè attraverso la cooperazione tra più amministrazioni, titolari di adempimenti collegati al raggiungimento di una stessa finalità per l’utente.
Il tema dell’identità digitale è tra i più moderni nell’attuale momento storico dell’ICT. Una pubblica amministrazione che ha tra i propri obiettivi l’amministrazione digitale deve affrontare la nuova sfida della gestione delle identità digitali. Tale sfida ha componenti fortemente innovative sia sul piano giuridico che tecnologico. Si pensi alla tematica dell’identità amministrativa del cittadino anche con le sue implicazioni in materia di protezione dei dati personali. Sul fronte tecnologico vanno anche affrontati i temi dell’identità federata, delle tecniche di autenticazione basate su firme elettroniche XML e su tecnologie mobili.
Uno sguardo a quanto sta succedendo sulla materia in ambito comunitario e OCSE sicuramente aiuta ad avere un quadro generale sulla materia.
I portali e i servizi on line sono diventati una scelta strategica da adottare nei rapporti con i cittadini e imprese per migliorare la qualità della vita dei cittadini e per aumentare la competitività del mondo produttivo. In questo scenario il fattore critico di successo è il loro effettivo utilizzo e, conseguentemente, il concreto spostamento dell’utenza dallo sportello fisico allo “sportello virtuale”.
Per poter soddisfare l’obiettivo strategico di perseguire la maggiore efficacia nella erogazione dei servizi e la tempestiva rispondenza alle esigenze anche latenti dell’utenza, uscendo da una impostazione autoreferenziale, le amministrazioni devono dotarsi di strumenti e modelli che a partire dalla misura della soddisfazione e delle aspettative degli utenti inneschino un processo virtuoso di miglioramento continuo.
Obiettivi
L’evento si propone di:
- indicare le prospettive della customer satisfaction e più in generale del CRM nella PA, riallacciandosi alle linee strategiche 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e del codice della PA digitale;
- illustrare lo stato dell’arte nel settore attraverso il coinvolgimento di eccellenze della PA e le eccellenze scientifiche e produttive;
- proporre la nuova iniziativa del Cnipa in collaborazione con l’università Roma Tre finalizzata alla definizione di una metodologia e di strumenti per la rilevazione della c.s. dei siti e dei servizi on line della PA.
Sembra un matrimonio impossibile quello fra web 2.0 e pubblica amministrazione. Il primo è la nuova frontiera del web e denota un mondo di interazioni orizzontali, di condivisione peer-to-peer, con contenuti generati dagli utenti e un approccio user-centered. La Pa è una organizzazione fondata sulla standardizzazione dei processi di lavoro, sulle regole, su una profonda divisione del lavoro. E invece il web 2.0 apre prospettive interessanti per la Pa sia in relazione alla riorganizzazione di servizi on line e portali di servizio realmente orientati all’utente poiché progettati a partire dalla user experience, sia in relazione al re-engineering del back office secondo logiche “semantiche”, collaborative, e basate sul modelli innovativi di knowledge management.
Le tecnologie innovative nel settore ICT (Wireless, VoIP, RFID, Biometrie) possono avere un impatto molto positivo su diversi settore di primario interesse per la Pubblica Amministrazione, migliorando l’efficienza dell’azione amministrativa, la qualità dei servizi in rete per cittadini ed imprese, l’efficienza operativa delle risorse ICT disponibili e favorendo l’e-democracy.
Innovare per crescere...formare per innovare
Nella pubblica amministrazione che vuole innovarsi e vuole utilizzare al meglio le tecnologie, l’individuazione delle competenze informatiche nelle loro diverse declinazioni e i relativi piani di formazione sono una necessità inderogabile.
Formazione informatica per tutti i dipendenti non significa la stessa formazione per tutti, ma identificare le necessità formative delle diverse figure professionali: dirigenti, funzionari e impiegati amministrativi e specialisti.
Nel convegno saranno esaminate e discusse, anche alla luce di recenti iniziative europee (e-skill e EUCIP), le necessità formative in campo informatico delle diverse professionalità e, in particolare, dei dirigenti che debbono governare il processo di innovazione: i “dirigenti innovatori”.
La legge 9 gennaio 2004, n. 4 “Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” è operativa dal 2005 dopo l’emanazione delle due principali norme attuative: il regolamento (DPR n. 75 del 2005) ed il decreto ministeriale (DM 8 luglio 2005) contenenti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici.
Dall’attuazione della legge derivano alcune incombenze che riguardano la gestione della banca dati dei logo di accessibilità e la gestione dell’elenco dei valutatori di accessibilità.
Di particolare evidenza è il ruolo che le Regioni e le pubbliche amministrazioni locali (comuni, province, comunità montane) hanno svolto nel corso negli ultimi anni nella innovazione dell’amministrazione e nella promozione delle tecnologie ICT come risorsa abilitante per lo sviluppo locale, confermando anche in Italia tendenze ed esperienze già sperimentate in altre regioni europee.
In questo convegno si discute il contributo delle regioni italiane alla definizione di un piano nazionale per lo sviluppo della società dell’informazione e dell’e-government nel nostro paese.
Con l’obiettivo di accelerare l’attuazione dell’ innovazione nell’amministrazione e nei sistemi produttivi e sociali dei diversi settori (Sanità, Lavoro, Fisco, Turismo, Industria, Agricoltura, Cultura, Trasporti, Formazione etc.), le Regioni propongono inoltre di fare della cooperazione interregionale la leva per conseguire risultati nazionali caratterizzati da rapidità di attuazione, verificabilità dei risultati ed economicità di realizzazione.
Tale proposta si basa su strutture ed esperienze di cooperazione interregionale già operative e sperimentate nel corso degli ultimi anni, e tali da garantire il conseguimento dei risultati attesi, anche mediante il sostegno di una comunità professionale che si è formata sulla base di concrete pratiche di cooperazione.
Convegni sui progetti Interministeriali per la Società dell'Informazione
Nei sistemi giudiziari italiani sono sempre più forti gli investimenti in tecnologie informatiche e della comunicazione – ICT - per migliorare la qualità dell’amministrazione della giustizia e, quindi, tutelare maggiormente i diritti e la sicurezza dei cittadini. Il Processo Civile Telematico è, oggi, una realtà, sperimentata e in via di diffusione, e le indicazioni operative ricavate dalle attività dei laboratori pilota hanno aiutato a definire le modalità di sviluppo e diffusione di questo innovativo strumento in una logica di e-government della giustizia civile italiana. Ma, all’interno del contesto che forse più d’ogni altro tutela i nostri valori costituzionali non è pensabile sviluppare progetti di ICT considerando solo gli elementi di tipo tecnologico: la tecnologia, piuttosto, deve essere a supporto di riforme più ampie che contribuiscano ad aprire nuove possibilità di cambiamento istituzionale, cooperazione giudiziaria ed integrazione, anche a livello internazionale. Ne discutono, in questo convegno, gli organi istituzionali e di rappresentanza di tutti i soggetti coinvolti nel progetto per il consolidamento e la diffusione del Processo Civile Telematico.
E’ prevista la partecipazione del Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e dei Sottosegretari Beatrice Magnolfi, Sottosegretario Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione e Alberto Maritati, Sottosegretario alla Giustizia.
L’applicazione delle ICT nel sistema sanitario ha compiuto significativi passi in avanti, sviluppando vari casi di eccellenza, settorialmente e geograficamente distribuiti, ma anche evidenziando ritardi, differenziazioni e inefficienze tecnologiche e organizzative.
E’ oggi fondamentale integrare l’innovazione digitale nel processo di evoluzione del sistema sanitario, coordinando, sostenendo e stimolando le potenzialità presenti nel territorio per sviluppare a livello nazionale un’offerta di servizi sempre più vicina alle nuove esigenze dei cittadini. Fra le azioni prioritarie si possono elencare le seguenti:
1. Completare e migliorare i sistemi informativi per il monitoraggio e la valutazione a supporto del governo del sistema sanitario nazionale
2. Indurre un miglioramento diffuso nei processi delle aziende sanitarie e ospedaliere, introducendo e sostenendo soluzioni organizzative e tecnologiche innovative
3. Creare infrastrutture abilitanti per l’integrazione dei processi e delle informazioni sanitarie dei cittadini (fascicolo sanitario elettronico; anagrafi comunali e sanitarie) riferiti in particolar modo alla realizzazione delle “Case della Salute”
4. Introdurre nuovi modelli di assistenza, per garantire continuità di cura, monitoraggio e pronta assistenza anche da remoto (dall’uso sistemico del teleconsulto, all’home care, agli ambienti residenziali intelligenti)
5. Spingere per una maggiore integrazione con lo scenario internazionale.
La strategia di Lisbona ha delineato le linee guida e le azioni necessarie per la realizzazione della ‘Società della Conoscenza’ come nuovo modello di sviluppo in grado di dare competitività alle società europee.
Questo passaggio necessita però di un investimento forte nel “capitale umano” attraverso il miglioramento dell’istruzione e delle competenze. Per essere soggetti attivi nella Società della Conoscenza occorre innalzare il livello di istruzione, investire nella qualificazione delle persone, creare le condizioni perché vengano acquisite e sviluppate le competenze che i nuovi modelli di sviluppo richiedono, garantire ambiti e percorsi di apprendimento continuo.
Sono quindi necessari nuovi modelli di istruzione e formativi. La Scuola, in quanto principale agenzia formativa, ha una responsabilità di primo piano poiché deve preparare i giovani ad entrare come soggetti/lavoratori attivi nell’economia della conoscenza, in grado di gestire e produrre innovazione. In che modo la Scuola può contribuire a innalzare il livello di educazione scientifica e promuovere la cultura scientifica e tecnologica? Come stanno cambiando gli insegnamenti – ai diversi livelli di istruzione – in funzione delle competenze richieste dalla Società della Conoscenza? Quali azioni sono in corso e quali sono ancora necessarie per formare docenti e studenti ai saperi di carattere scientifico e tecnico? Come riorganizzare i curricula formativi di licei, istituti tecnici e istituti professionali per adeguarli alle esigenze di una istruzione moderna, che fornisce saperi e competenze piuttosto che “skill”?
Il convegno si propone come momento di confronto tra i diversi attori da cui possano scaturire proposte e indirizzi per la promozione della cultura scientifica e tecnologica nella Scuola.
Interviene il Ministro per la Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni
Il patrimonio culturale di una regione o di un Paese è parte integrante della sua identità e del suo essere comunità civile e, proprio per questo, deve essere anche un formidabile fattore di coesione e di sviluppo.
L’innovazione tecnologica permette di sistematizzare questo patrimonio, di renderlo fruibile ai cittadini che ne sono insieme produttori e consumatori, di semplificarlo senza banalizzarlo costruendo mappe, sempre mutevoli e interattive, che facciano vivere la cultura e insieme la propongano come strumento di promozione e di conoscenza di un territorio.
E' stato invitato il Ministro dei Beni e Attività culturali, Francesco Rutelli.
(in collaborazione con il MEF - Dipartimento Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Tesoro) Il servizio telematico pubblico che rende accessibile in rete, ad ogni cittadino, il patrimonio bibliografico delle pubblicazioni dello Stato.
(in collaborazione con la Provincia di Milano) Accessibilità e usabilità: il sito della Provincia di Milano ha posto l’attenzione su due degli aspetti principali che devono contraddistinguere un sito pubblico. L’home page e le sezioni che illustrano l’attività istituzionale e le decisioni della Provincia sono state sottoposte ad un accurato restyling che, pur mantenendo le caratteristiche di grafica innovativa e dinamicità che hanno permesso a questo sito di essere da ormai da anni ai primi posti nella classifica del web, rispetta rigorosamente quanto prevedono le norme sull’accessibilità. L’attenzione a superare il “digital divide”, in particolare favorendo i diversamente abili nell’accesso al web, è infatti da sempre uno dei punti di forza del sito della Provincia; il CNIPA l’ha riconosciuta recentemente, certificandone formalmente l’accessibilità, verificata anche sul campo con la Fondazione ASPHI – Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l'Informatica - che ha collaborando sottoponendo la nuova versione del sito ad un gruppo di disabili. Il nuovo sito dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico di dimostra particolarmente attento al linguaggio per il web e all’usabilità: completamente rinnovato nella grafica e arricchito nei contenuti, porta sul web i risultati del lavoro svolto con “Una Rete Potente”, il modello organizzativo che l’URP ha messo a punto negli anni, basato sulla formazione, sulla condivisione delle esperienze, su Internet come strumento di cooperazione all’interno e di comunicazione con l’esterno. La redazione dei contenuti è frutto dell’innovativo progetto di formazione realizzato nel 2006, che ha unito formazione, e-learning e scrittura a più mani; l’organizzazione delle informazioni è aperta e flessibile per permettere un aggiornamento continuo e in real time, grazie anche all’uso di un CMS open source; la grafica è innovativa ed amichevole ed utilizza un avatar che “guida” il visitatore all’interno del sito e tra gli uffici della Provincia.
Il convegno vuole essere un momento di discussione e di scambio di posizioni sull’evoluzione del modello conservativo nel contesto digitale e un’occasione per confrontare il dibattito teorico con un’esperienza concreta: il Polo archivistico della Regione Emilia Romagna. Il progetto del Polo regionale si propone di conservare in un sistema sicuro ed evoluto, nel pieno rispetto della normativa vigente e degli standard internazionali, il patrimonio documentale dell’intero territorio, sottraendolo ai rischi legati all’obsolescenza tecnologica ed alla sottovalutazione delle procedure di salvaguardia. Allo stato attuale, esso si trova ad uno stadio di progettazione avanzato e costituisce un modello concreto di riferimento.
Le radici del progetto del Polo archivistico affondano nel processo di standardizzazione promosso dal progetto di e-governement DOCAREA “la comunicazione digitale nell’Ente e tra Enti”, dedicato alla costruzione di un’infrastruttura organizzativa e tecnologica per la gestione dei flussi documentali, al quale ha aderito la quasi totalità degli enti della Regione. Attraverso l’analisi dei metadati e l’attenzione alle procedure di concezione del documento elettronico, DOCAREA ha posto le premesse per un sistema di conservazione affidabile, dimostrando ancora una volta che la conservazione digitale a lungo termine è possibile se pianificata sin dalla fase attiva.
(in collaborazione con la Provincia di Roma) Dal cambio di residenza, all’iscrizione all’asilo nido, dalla denuncia di variazione ICI, alla segnalazione di un dissesto stradale, fino alla richiesta di avvio di un’attività produttiva: sono solo alcuni degli esempi di servizi che i Comuni della Provincia di Roma potranno fornire a cittadini ed imprese tramite Internet.
L’evoluzione di un sistema di e-government incentrato sulla fornitura di servizi telematici che si affianca al tradizionale modello di erogazione dei servizi forniti dagli uffici comunali presenta indubbi vantaggi. I cittadini avranno motivi fondati per accrescere la loro fiducia nei servizi offerti dalla pubblica amministrazione; le imprese troveranno negli Sportelli Unici per le Attività Produttive un interlocutore unico, con conseguente snellimento ed accelerazione delle pratiche; per gli enti locali, infine, l’e-government diventerà una leva determinante per un salto in avanti nel processo di semplificazione, efficienza e contenimento della spesa.