Il convegno affronta il tema della tutela della privacy da parte della PA da una prospettiva nuova: non aggravio burocratico ma fattore di sviluppo della pubblica amministrazione.
Sviluppo significa maggiore efficienza, rinnovato rapporto di fiducia con il cittadino, riduzione della spesa, trasparenza nell’azione amministrativa.
Rispetto a questi obiettivi la protezione dei dati ha dato un contributo. L’adeguamento alla normativa sulla privacy ha comportato per le amministrazioni pubbliche la necessità di rivedere le procedure interne e i flussi di dati, di aggiornare i dati base con dati personali esatti e aggiornati, di rendere pubblici attraverso regolamenti quali informazioni personali dei cittadini raccolgono, usano, conservano e quali operazioni svolgono con essi e per quali fini. Sanità, fisco, giustizia, amministrazione centrale ed enti locali tutti sono stati chiamati a rivedere le proprie prassi.
L’innovazione tecnologia è un aspetto importante, ma non è il solo. Occorre conciliare efficienza con tutele per i cittadini. E’ a questo che occorre pensare per far crescere la cultura della messa in sicurezza dei dati, soprattutto ma non solo, in ambito pubblico.
Occorre dunque pensare ad un’innovazione tecnologia che consideri la protezione dei dati come un elemento di valore aggiunto. Una risorsa, come si diceva, piuttosto che un costo.