L’evento CAF per le amministrazioni italiane Con la recente Direttiva “Per un’amministrazione di qualità” del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione è stata rilanciata l’azione del governo per promuovere la qualità e i percorsi di miglioramento continuo nelle amministrazioni pubbliche. L’evento CAF è destinato alle molte amministrazioni che già hanno sperimentato l’utilizzo del Common Assessment Framework e a quante sono interessate a farlo in futuro. L’appuntamento italiano si svolge nel contesto delle iniziative di livello europeo dedicate al CAF, quale strumento di autovalutazione comune già adottato da oltre 900 amministrazioni pubbliche nei diversi Stati Membri dell’UE e anticipa l’evento CAF europeo che si riterrà a Lisbona nel prossimo ottobre. L’evento è anche un’occasione importante di informazione sulle iniziative rivolte alle amministrazioni che, nell’ambito del Piano Nazionale per la qualità, il Dipartimento della Funzione Pubblica in collaborazione con partner pubblici e privati avvierà a livello nazionale nei prossimi mesi. Nel corso dell’incontro avrà luogo la presentazione della nuova edizione del Premio nazionale “Qualità PPAA”. Interverrà al convegno il Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella PA, Prof. Luigi Nicolais.
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Le pubbliche amministrazioni sanno comunicare? La domanda non è retorica. Oggi il volume di investimenti, energie, risorse che le amministrazioni dedicano alla comunicazione istituzionale è considerevole. Che sia con modalità tradizionali o attraverso i new media le amministrazioni – ad ogni livello – producono campagne di comunicazione su servizi, riforme, progetti. Come integrare fra di loro le diverse attività di comunicazione. E, soprattutto, come disegnare campagne di comunicazione veramente efficaci? La tavola rotonda mette a confronto su questi temi: esperti comunicatori pubblici, pubblicitari di professione e rappresentanti delle associazioni dei professioni della comunicazione istituzionale.
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Le Alleanze locali per l’innovazione promuovono un nuovo modello di cooperazione tra i piccoli comuni. Il Governo ha stanziato 30 milioni di euro di investimenti per tutti quei progetti che:
• miglioreranno la qualità dei servizi e delle imprese
• riqualificheranno la spesa di funzionamento degli Enti coinvolti
• favoriranno la cooperazione interistituzionale
In occasione del Forum PA, Il Sole 24 ORE in collaborazione con Oracle organizza un dibattito per meglio comprendere i nuovi risvolti gestionali e operativi di questo strumento/opportunità a disposizione della PAL.
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Di particolare evidenza è il ruolo che le Regioni e le pubbliche amministrazioni locali (comuni, province, comunità montane) hanno svolto nel corso negli ultimi anni nella innovazione dell’amministrazione e nella promozione delle tecnologie ICT come risorsa abilitante per lo sviluppo locale, confermando anche in Italia tendenze ed esperienze già sperimentate in altre regioni europee.
In questo convegno si discute il contributo delle regioni italiane alla definizione di un piano nazionale per lo sviluppo della società dell’informazione e dell’e-government nel nostro paese.
Con l’obiettivo di accelerare l’attuazione dell’ innovazione nell’amministrazione e nei sistemi produttivi e sociali dei diversi settori (Sanità, Lavoro, Fisco, Turismo, Industria, Agricoltura, Cultura, Trasporti, Formazione etc.), le Regioni propongono inoltre di fare della cooperazione interregionale la leva per conseguire risultati nazionali caratterizzati da rapidità di attuazione, verificabilità dei risultati ed economicità di realizzazione.
Tale proposta si basa su strutture ed esperienze di cooperazione interregionale già operative e sperimentate nel corso degli ultimi anni, e tali da garantire il conseguimento dei risultati attesi, anche mediante il sostegno di una comunità professionale che si è formata sulla base di concrete pratiche di cooperazione.
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Il convegno affronta il tema della tutela della privacy da parte della PA da una prospettiva nuova: non aggravio burocratico ma fattore di sviluppo della pubblica amministrazione.
Sviluppo significa maggiore efficienza, rinnovato rapporto di fiducia con il cittadino, riduzione della spesa, trasparenza nell’azione amministrativa.
Rispetto a questi obiettivi la protezione dei dati ha dato un contributo. L’adeguamento alla normativa sulla privacy ha comportato per le amministrazioni pubbliche la necessità di rivedere le procedure interne e i flussi di dati, di aggiornare i dati base con dati personali esatti e aggiornati, di rendere pubblici attraverso regolamenti quali informazioni personali dei cittadini raccolgono, usano, conservano e quali operazioni svolgono con essi e per quali fini. Sanità, fisco, giustizia, amministrazione centrale ed enti locali tutti sono stati chiamati a rivedere le proprie prassi.
L’innovazione tecnologia è un aspetto importante, ma non è il solo. Occorre conciliare efficienza con tutele per i cittadini. E’ a questo che occorre pensare per far crescere la cultura della messa in sicurezza dei dati, soprattutto ma non solo, in ambito pubblico.
Occorre dunque pensare ad un’innovazione tecnologia che consideri la protezione dei dati come un elemento di valore aggiunto. Una risorsa, come si diceva, piuttosto che un costo.
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La missione del Dipartimento è cambiata con la delega alla Ministra on. Pollastrini per la promozione e tutela dei diritti umani in campo nazionale e internazionale. Bisogna partire dai diritti per assicurare ad una società complessa come la nostra pari opportunità a tutti indipendentemente dal sesso, dalla razza od origine tecnica, dalla religione o convinzione personale, dalla disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale. Malgrado i progressi realizzati per eliminare le discriminazioni e per promuovere la parità di opportunità, molto resta ancora da fare. Ogni legislazione, anche la più attenta, ha bisogno di essere aggiornata ed è destinata a rimanere lettera morta se manca la volontà di tradurla in azioni di lunga durata. Occorre rafforzare gli interventi, inserendoli stabilmente nell’agenda politica nazionale e locale. La tutela dei diritti è compito primario delle pubbliche amministrazioni. Una PA moderna, inclusiva, aperta alla società, al mondo del lavoro, al terzo settore, ai cittadini, ai bisogni delle fasce svantaggiate è strumento fondamentale di garanzia dei diritti, delle pari opportunità di crescita e promozione sociale.
Il 2007, Anno Europeo per le Pari Opportunità per tutti, è l’occasione per segnare un punto di svolta nelle politiche di lotta alle discriminazioni e a favore dei diritti umani nel nostro Paese.
“ Questo 2007 sarà un anno ben speso se sapremo costruire piattaforme comuni in Europa per affermare la cultura della prevenzione, la lotta a soprusi e disuguaglianze inaccettabili, e contro ogni discriminazione…. Nel nostro Paese va sostenuto il programma contro la tratta e le mutilazioni genitali… In Europa e in Italia le donne tra i 15 e i 50 anni muoiono più a causa di violenze che per malattie o incidenti. E ciò avviene nella maggior parte dei casi in famiglia o per mano di persone conosciute… Rientra nelle pari opportunità una idea di crescita che tiene insieme democrazia a economia. In cui diritti umani, civili, sociali sono centrali. I diritti dei portatori di disabilità, di malati, di anziani e migranti, di chi soffre di malattie dell’anima, i diritti a un ambiente tutelato, a decidere delle terapie di non accanimento nel momento più drammatico della vita, sono questioni e doveri di tutti. Ma certo alle istituzioni e alla politica spetta una responsabilità in più. E’ quella di non inseguire ma di anticipare” (Barbara Pollastrini, 3 maggio 2007, Evento di presentazione dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti).
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(in collaborazione con FormAutonomie) Indagine previsionale “Autonomie locali e competitività del Sistema Paese. Scenario al 2013”.
L’indagine Delphi, realizzata da FormAutonomie in collaborazione con S3 Opus, che si inserisce nell’ambito del Programma Empowerment del Dipartimento della Funzione Pubblica e del progetto “Reti degli Sportelli per lo Sviluppo”, ha inteso fornire uno scenario scientificamente affidabile di medio periodo, focalizzato sull’orizzonte del 2013, attraverso il quale delineare le tendenze relative al ruolo che le Autonomie Locali possono realisticamente esercitare a supporto della competitività del Sistema Paese. Le politiche di sviluppo hanno maggiori probabilità di produrre in maniera apprezzabile i risultati desiderati se condotte in un contesto istituzionale favorevole. Tali politiche devono essere accompagnate da azioni volte a modernizzare e a migliorare la performance delle istituzioni, in particolare quelle di governo che promuovono ed orientano i processi di crescita, giacché istituzioni efficienti sono capaci di disegnare e condurre meglio gli interventi a finalità di sviluppo, con una ricaduta immediata sull’efficacia degli interventi stessi e, in definitiva, sullo sviluppo e la competitività del sistema economico nel suo complesso.
All’indagine, hanno partecipato in qualità di Esperti: Franco Bassanini, Enzo Cardi, Franco Cassano, Sergio D’Antoni, Marcello Fedele, Emilia Gangemi, Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, Gianfranco Pasquino, Giulio Sapelli, Marcello Veneziani, Gianfranco Viesti. La supervisione scientifica è stata realizzata da Domenico De Masi.
Formautonomie e Formez, in collaborazione con S3 Opus, organizzano una tavola rotonda, nella quale gli esperti coinvolti nel progetto di ricerca ne discuteranno i risultati.
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Che cosa sta accadendo nei territori italiani, quali servizi sono offerti, quante risorse sono destinate alle aree, quali programmi si stanno attuando?
Questi temi sono trattati annualmente nel Rapporto del DPS.
Ne discutono nello specifico Focus del Forum della PA rappresentanti del Dipartimento, delle Regioni, degli Istituti e accademici.
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Il convegno, prendendo spunto da una ricerca ThinkTel, intende affrontare il tema della sicurezza del Paese attraverso la scelta di politiche e strategie tecnologiche finalizzate alla sicurezza del territorio e la gestione delle emergenze. La natura del nostro Paese, le previsioni sui cambiamenti climatici e l'evoluzione geopolitica di questi ultimi anni pongono l'attenzione su queste tematiche a un livello sempre più alto e crescente di priorità perché la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia delle infrastrutture e del patrimonio naturale e monumentale sono premesse fondamentali per garantire la qualità della vita e lo sviluppo di tutti i settori economici.
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(in collaborazione con Recs - Rete delle città strategiche) La Pianificazione Strategica è una pratica di governo diffusa e in continua espansione. Nel 2000 Torino ha inaugurato la stagione dei piani strategici in Italia. Da allora una trentina di città si sono dotate di un piano strategico per governare il territorio. Realtà diffuse su tutto il territorio nazionale, dal Centro Nord al Sud Italia, con una distinzione importante: la Pianificazione Strategica è partita nelle città del Centro Nord e da qualche anno il fenomeno si è diffuso nel Sud Italia grazie anche a una politica di incentivi del governo centrale che ne ha favorito l’avvio.
Siamo dunque ad una seconda fase di pianificazione strategica che comprende sostanzialmente l’entrata in scena del Sud Italia. Gli elementi qualificanti rimangono gli stessi, ma alcune differenze significative stanno emergendo. Il convegno intende soffermarsi su tali elementi per una riflessione che serva ad aggiornare e migliorare le pratiche e gli strumenti di governo locale.Al termine saranno assegnati i riconoscimenti di SFIDE 2007. Ai partecipanti verrà distribuita la pubblicazione della Recs "Monitoraggio e valutazione dei Piani strategici", 1° Quaderno della serie Pianificazione strategica. Istruzioni per l'uso.
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L’immagine del paziente che trasporta il bagaglio dei suoi bisogni e della sua storia da un’amministrazione all’altra deve cedere il posto al modello di un’amministrazione unitaria in grado di “prendere in carico” ciascun cittadino potenziando la sua capacità di scegliere, ma anche di valutare.
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Un convegno dedicato ai giovani e gestito direttamente da giovani laureati nelle varie discipline del public management che giustamente cercano spazio in una PA sempre più vecchia.
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(a cura di Formez e UNCEM) Il Progetto “Sportello per la Montagna e sperimentazione di uno Sportello per il Cittadino in area montana”, finanziato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stato realizzato dal FORMEZ Centro di Formazione e Studi in collaborazione con UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), FORMAUTONOMIE e FORMAMBIENTE. Il progetto, nato nel 2004, si prefissava di proseguire e ampliare l’esperienza già realizzata a partire dal 2001 con il Progetto “Sportello per la Montagna - Intervento articolato di formazione per la Pubblica Amministrazione in aree montane” che ha dato vita all’attivazione di 10 “cantieri di sperimentazione”, nove dei quali si sono conclusi con l’avvio di un servizio presso le amministrazioni beneficiarie.
Il Progetto “Sportello per la Montagna e sperimentazione di uno Sportello per il Cittadino in area montana”, partendo dai risultati dell’iniziativa precedente, realizzata da UNCEM, ha ampliato l’impatto delle esperienze messe in pratica, attraverso la realizzazione delle seguenti azioni di intervento:
- Analisi dei modelli di riuso relativi ai 10 cantieri di sperimentazione;
- Ricerca sui principali servizi forniti alle diverse tipologie di utente dagli Enti montani;
- Interventi di formazione rivolti al personale delle Comunità Montane;
- Ricerca sulla normativa di settore;
- Analisi dei servizi sanitari erogati e dei relativi bisogni degli utenti in area montana;
- Realizzazione di modelli a tendere, attraverso la “ingegnerizzazione” dei processi strategici e operativi per l’organizzazione e la gestione dello Sportello per la Montagna e dello Sportello del Cittadino in area montana.
Le attività realizzate sono sfociate in ulteriori sette sperimentazioni presso altrettanti Enti Montani del Centro Sud.
Obiettivi del workshop
Il workshop ha come prima finalità quella di illustrare i risultati complessivi raggiunti nell’ambito del Progetto “Sportello per la Montagna e sperimentazione di uno Sportello per il Cittadino in area montana”.
I risultati raggiunti e le criticità emerse nel corso del progetto saranno condivise nel corso di una tavola rotonda nella quale i referenti delle comunità montane oggetto dell’ultima fase di sperimentazione presenteranno i risultati specifici di ciascuna esperienza. Le amministrazioni interessate sono state le seguenti:
- Comunità Montana dell'Alto Agri
- Comunità Montana del Marghine Planargia
- Comunità Montana Versante dello Stretto
- Unione dei Comuni della Valle degli Iblei
- Comunità Montana del Molise Centrale
- Comunità Montana degli Alburni
- Comunità Montana della Murgia Barese
La tavola rotonda sarà moderata dal Direttore di UNCEM Servizi, struttura che ha coordinato le sperimentazioni locali.
Prendendo spunto dalle esperienze descritte, ulteriore obiettivo del workshop sarà quello di individuare modalità di esportazione delle best practices testate. Sarà quindi delineato un “modello a tendere” di Sportello per la Montagna, basato sulla “ingegnerizzazione” delle migliori prassi individuate nel corso dell’analisi dei lavori svolti presso ciascuna area montana interessata dal Progetto. Obiettivo ultimo è quello di mettere a disposizione di amministratori, dirigenti, segretari e operatori pubblici delle aree montane un percorso operativo per attivare strumenti di sviluppo a vantaggio di cittadini, imprese e pubblica amministrazione dei territori amministrati.
Al fine di assecondare la “bidirezionalità” della comunicazione e per garantire una partecipazione attiva a tutti i soggetti intervenuti, il workshop si chiuderà con un dibattito aperto sui temi toccati nel corso degli interventi e delle relazioni presentate.
Il workshop è dedicato a tutti i portatori di interesse in area montana:
- Amministratori, dirigenti e segretari di Comunità Montane;
- Amministratori e dirigenti di Comuni Montani;
- Dirigenti di enti operanti in area montana;
- Rappresentanti di imprenditori;
- Associazioni di categoria (con particolare riferimento alle attività tipiche delle aree montane);
- Associazioni di cittadini residenti in aree montane;
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(a cura di IMQ) La sicurezza dei sistemi informatici rappresenta oggi una delle priorità per molte società che operano in realtà economiche nazionali ed internazionali. Non tutte le aziende sono tuttavia a conoscenza della gamma di benefici che un sistema di sicurezza può apportare, non solo all’infrastruttura informatica aziendale ma anche al patrimonio della proprietà intellettuale. Una valutazione delle esigenze di sicurezza è il punto di partenza ideale per predisporre le soluzioni più adatte a soddisfare i bisogni di ogni azienda.
Una corretta gestione della sicurezza è ormai un elemento indispensabile anche per il comparto pubblico, dove gli obiettivi di sicurezza nel caso della PA devono essere considerati in un’ottica di bilanciamento tra rischi e costi per la collettività, dove la pianificazione degli interventi nelle singole amministrazioni deve tenere in conto sia le strategie governative in termini di sicurezza che il bisogno di fiducia nei confronti delle istituzioni.
Il seminario affronta il tema della sicurezza informatica analizzando gli aspetti organizzativi e gestionali legati all’attuazione all’interno di una PA.
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Le competenze distintive femminili come valore aggiunto ed identificazione dei problemi esogeni ed endogeni connessi all’affermazione del lavoro delle donne; presentazione politiche dell’Associazione Progetto Quadri, per la valorizzazione delle competenze delle donne e per la loro crescita professionale: progetto APQ in rosa e progetto FEMANET.