La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi è stata istituita nel 1991 a seguito dell’entrata in vigore della legge 7 agosto 1990, n.241 sul procedimento amministrativo.
La legge 11 febbraio 2005, n. 15 e la legge 14 maggio 2005, n. 80, hanno modificato ed integrato la legge generale, conferendo maggiore incisività al ruolo della Commissione, accrescendone le funzioni ed attribuendole nuovi poteri. E’ stato infatti ideato un organismo concretamente in grado di guidare il costume amministrativo verso forme sempre più chiare di trasparenza democratica e di leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni.
In tale direzione assume particolare rilievo la previsione di una tutela amministrativa innanzi alla Commissione. Infatti, avverso le determinazioni concernenti il diritto di accesso adottate dalle amministrazioni statali o dai soggetti ad esse equiparati operanti in ambito ultraregionale, gli interessati possono ricorrere in via amministrativa alla Commissione.
Il ricorso alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi costituisce infatti, per i titolari del diritto di accesso, una forma di tutela di carattere amministrativo ulteriore rispetto alla tutela giurisdizionale esperibile con la presentazione del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e che ha il duplice vantaggio della assoluta assenza di costi e della celerità.
A tale nuova specifica competenza della Commissione sono dedicati gli approfondimenti del presente convegno.
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(in collaborazione con Formez) Il processo di riforma della pubblica amministrazione avviato a partire dagli anni ’90 percorre le vie della semplificazione delle procedure e della gestione delle stesse tramite sistemi informativi, al fine di ottimizzare i tempi di esecuzione e contenimento dei costi di gestione.
La Prefettura di Roma, per adeguarsi alle direttive emanate in ordine ad una maggiore informatizzazione della Pubblica Amministrazione, si è rivolta al Dipartimento della Funzione Pubblica per sollecitare un’azione di supporto per l’introduzione di un sistema informativo di gestione di un settore specifico di sua competenza, i sequestri e la confisca degli automezzi per violazioni al codice della strada.
Il progetto in esame si configura come un progetto pilota e la Prefettura di Roma ha testato la validità del modello di informatizzazione delle procedure relative al sequestro e alla confisca degli automezzi per violazioni al codice della strada, che, successivamente, potrà essere adattato alle singole realtà di altre Prefetture - Uffici Territoriali di Governo, per migliorare i processi di pianificazione, programmazione e controllo strategico.
Obiettivo generale del progetto è stato quello di migliorare in termini di efficienza del sistema di catalogazione degli atti afferenti alle procedure di confisca ed iscrizione a ruolo delle sanzioni ed anticipo spese di custodia.
L’efficienza organizzativa, la significativa riduzione dei tempi di istruzione delle pratiche, il contenimento dei costi di gestione, l’eliminazione del “backlog” esistente relativo agli anni precedenti avviene mediante la creazione, la progettazione e l’implementazione di un sistema informativo, ed una rete di collegamento con i soggetti coinvolti nelle procedure.
Gli obiettivi specifici conseguiti sono stati:
• realizzazione di nuove procedure secondo protocolli informativi che consentono la gestione efficiente delle procedure, l’abbattimento dei tempi operativi e dei costi di gestione;
• formazione del personale dell’Amministrazione beneficiaria addetto all’uso del sistema informativo;
• riduzione sostanziale ed eventuale eliminazione del “backlog” relativi agli anni precedenti (dal 2001 fino alla introduzione del sistema informativo- con conservazione dei dati anche su supporto cartaceo).
Il progetto ha realizzato i seguenti risultati:
- realizzazione del sistema informativo delle procedure di confisca e dissequestro dei veicoli, di gestione dei ricorsi, di iscrizione a ruolo;
- studio di fattibilità ed ingegneriazzazione di una rete di collegamento con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nelle procedure (ACI, PRA, Agenzie del Demanio, Forze di polizia, Polizia Municipale e Depositarie);
- formazione dei dipendenti dell’amministrazione, operanti nel settore di riferimento, all’utilizzo del nuovo sistema informativo;
- l’eliminazione degli arretrati, rispetto dei tempi di inizio e conclusione delle nuove procedure nei termini previsti dalla normativa vigente;
- riduzione del danno erariale - la messa a regime del sistema informativo consentirà il rispetto puntuale dei tempi fissati dalla normativa per concludere le procedure, riducendo i casi di prescrizione del diritto a riscuotere le sanzioni amministrative a livelli fisiologici.
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Le tecnologie innovative nel settore ICT (Wireless, VoIP, RFID, Biometrie) possono avere un impatto molto positivo su diversi settore di primario interesse per la Pubblica Amministrazione, migliorando l’efficienza dell’azione amministrativa, la qualità dei servizi in rete per cittadini ed imprese, l’efficienza operativa delle risorse ICT disponibili e favorendo l’e-democracy.
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Innovare per crescere...formare per innovare
Nella pubblica amministrazione che vuole innovarsi e vuole utilizzare al meglio le tecnologie, l’individuazione delle competenze informatiche nelle loro diverse declinazioni e i relativi piani di formazione sono una necessità inderogabile.
Formazione informatica per tutti i dipendenti non significa la stessa formazione per tutti, ma identificare le necessità formative delle diverse figure professionali: dirigenti, funzionari e impiegati amministrativi e specialisti.
Nel convegno saranno esaminate e discusse, anche alla luce di recenti iniziative europee (e-skill e EUCIP), le necessità formative in campo informatico delle diverse professionalità e, in particolare, dei dirigenti che debbono governare il processo di innovazione: i “dirigenti innovatori”.
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L’applicazione delle ICT nel sistema sanitario ha compiuto significativi passi in avanti, sviluppando vari casi di eccellenza, settorialmente e geograficamente distribuiti, ma anche evidenziando ritardi, differenziazioni e inefficienze tecnologiche e organizzative.
E’ oggi fondamentale integrare l’innovazione digitale nel processo di evoluzione del sistema sanitario, coordinando, sostenendo e stimolando le potenzialità presenti nel territorio per sviluppare a livello nazionale un’offerta di servizi sempre più vicina alle nuove esigenze dei cittadini. Fra le azioni prioritarie si possono elencare le seguenti:
1. Completare e migliorare i sistemi informativi per il monitoraggio e la valutazione a supporto del governo del sistema sanitario nazionale
2. Indurre un miglioramento diffuso nei processi delle aziende sanitarie e ospedaliere, introducendo e sostenendo soluzioni organizzative e tecnologiche innovative
3. Creare infrastrutture abilitanti per l’integrazione dei processi e delle informazioni sanitarie dei cittadini (fascicolo sanitario elettronico; anagrafi comunali e sanitarie) riferiti in particolar modo alla realizzazione delle “Case della Salute”
4. Introdurre nuovi modelli di assistenza, per garantire continuità di cura, monitoraggio e pronta assistenza anche da remoto (dall’uso sistemico del teleconsulto, all’home care, agli ambienti residenziali intelligenti)
5. Spingere per una maggiore integrazione con lo scenario internazionale.
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(in collaborazione con la Provincia di Milano) Accessibilità e usabilità: il sito della Provincia di Milano ha posto l’attenzione su due degli aspetti principali che devono contraddistinguere un sito pubblico. L’home page e le sezioni che illustrano l’attività istituzionale e le decisioni della Provincia sono state sottoposte ad un accurato restyling che, pur mantenendo le caratteristiche di grafica innovativa e dinamicità che hanno permesso a questo sito di essere da ormai da anni ai primi posti nella classifica del web, rispetta rigorosamente quanto prevedono le norme sull’accessibilità. L’attenzione a superare il “digital divide”, in particolare favorendo i diversamente abili nell’accesso al web, è infatti da sempre uno dei punti di forza del sito della Provincia; il CNIPA l’ha riconosciuta recentemente, certificandone formalmente l’accessibilità, verificata anche sul campo con la Fondazione ASPHI – Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l'Informatica - che ha collaborando sottoponendo la nuova versione del sito ad un gruppo di disabili. Il nuovo sito dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico di dimostra particolarmente attento al linguaggio per il web e all’usabilità: completamente rinnovato nella grafica e arricchito nei contenuti, porta sul web i risultati del lavoro svolto con “Una Rete Potente”, il modello organizzativo che l’URP ha messo a punto negli anni, basato sulla formazione, sulla condivisione delle esperienze, su Internet come strumento di cooperazione all’interno e di comunicazione con l’esterno. La redazione dei contenuti è frutto dell’innovativo progetto di formazione realizzato nel 2006, che ha unito formazione, e-learning e scrittura a più mani; l’organizzazione delle informazioni è aperta e flessibile per permettere un aggiornamento continuo e in real time, grazie anche all’uso di un CMS open source; la grafica è innovativa ed amichevole ed utilizza un avatar che “guida” il visitatore all’interno del sito e tra gli uffici della Provincia.
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(in collaborazione con la Provincia di Napoli) Il convegno presenterà il progetto “Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti”, partito con la stipula di un protocollo d’intesa tra Provincia di Napoli e Comune di Napoli.
Il progetto si rivolge ai beneficiari del provvedimento di indulto usciti dagli Istituti Penitenziari per Adulti della Campania.
Gli sportelli individuati per l’area metropolitana di Napoli sono la Direzione Centrale Politiche Sociali ed Educative del Comune di Napoli per i residenti a Napoli, e i Centri per l’Impiego della Provincia per i residenti della Provincia. Tale progetto, che convoglia varie iniziative presenti sul territorio nazionale destinate ai beneficiari dell’indulto, vedrà nelle prime battute l’avvio dei 140 tirocini formativi del progetto di Italia Lavoro – Agenzia Tecnica del Ministero del Lavoro.
È da subito partita una campagna di sensibilizzazione nazionale e territoriale, oltre all’approntamento di strumenti per la promozione delle attività, in particolare la creazione di un “catalogo delle convenienze” legate al progetto (voucher formativo, incentivi previsti dalle normative nazionale e regionale) da presentare alle aziende. Si sta operando, altresì, per l’individuazione di alcune aziende di più spiccata sensibilità sul piano sociale, presso le quali realizzare i primi inserimenti da presentare come emblematici presso le altre aziende.
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(in collaborazione con il Ministero Commercio Internazionale, Istituto Commercio Estero e Conferenza dei Rettori delle Università italiane) Nel convegno saranno discussi i risultati attuali e le prospettive future dell’Accordo-quadro tra il Ministero del commercio internazionale, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane e l’Istituto per il Commercio Estero.
Questo strumento innovativo ha consentito il co-finanziamento pubblico-privato di progetti congiunti tra Università e Imprese per favorire la produzione e lo scambio della conoscenza, in termini di ricerca e formazione, in un’ottica di internazionalizzazione del sistema produttivo.
Dal primo ciclo di attuazione sono scaturiti 26 progetti - selezionati tra 107 progetti presentati - tutti portati a termine con successo tra la fine del 2006 ed i primi mesi del 2007, orientati a Paesi e settori diversi (dai più tradizionali comparti del made in Italy ai settori di punta dell’alta tecnologia).
Nel corso del convegno saranno presentati, con interventi di rappresentanti delle Università capofila, delle imprese coinvolte e di altri partner, quei progetti che costituiscono delle vere e proprie best practice di collaborazioni Università-imprese a sostegno della competitività internazionale.
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Il convegno appunta la sua attenzione al proliferare tumorale di aziende, di amministrazioni, di agenzie, di consorzi e quant’altro che, specie a livello locale, sono spesso occasioni di sistemazione di carriere politiche in dismissione, ma che costituiscono un imponente aggravio della spesa pubblica
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Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ed il Comune di Roma, per rilevare il bisogno di sicurezza dei bambini hanno predisposto un particolare questionario somministrato in 6 Scuole ubicate in differenti quartieri della capitale ad un campione statistico apprezzabile per età, sesso ed estrazione sociale – complessivamente 1000 unità – composto da bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni frequentanti la 3^, 4^ e 5^ classe della Scuola Primaria.
L’iniziativa:
• rientra nella c.d. “Customer Satisfaction”, cioè nell’ambito di quelle indagini volte a misurare il grado di soddisfazione dei cittadini in relazione ai servizi offerti dalla P.A.;
• e’ del tutto originale, poiché costituisce la prima effettiva esperienza di attuazione dell’art.12, comma 1, della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo, stipulata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con L. 27 maggio 1991, n. 176, che “garantisce al fanciullo, capace di discernimento, il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa. Le opinioni del fanciullo devono essere debitamente prese in considerazione, tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità”
Il team di progetto ha determinato i seguenti obiettivi dell’indagine:
- favorire l’ascolto ed il coinvolgimento dei bambini alla costruzione di una sicurezza partecipata e condivisa;
- valutare come è evoluta la figura del “Carabiniere” nella costruzione dell’immaginario collettivo;
- individuare esigenze e bisogni non soddisfatti per apportare correttivi e miglioramenti al servizio offerto dall’Arma e dal Comune di Roma nelle diverse realtà metropolitane;
- verificare la percezione da parte dei bambini della stima e della fiducia verso l’Arma dei Carabinieri.
In conclusione l’attività è volta ad orientare l’Arma, il Comune e le Scuole, sulle problematiche poste dai bambini per individuare possibili linee d’intervento nell’ambito delle rispettive competenze.