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Come si sente la PA alle soglie di una nuova legislatura, dopo una campagna elettorale che ha parlato più di tasse e di sprechi che di efficienza e qualità dell'azione pubblica?
La prima impressione è che oggi si percepisca come fortemente vulnerabile. Si sente infatti sotto attacco su due fronti: da una politica che dopo circa un lungo periodo di grande fervore in cui la riforma della PA era al centro dell'agenda di Governo, pare aver messo nell'ultima legislatura il tema in secondo piano e d'altro canto da un'opinione pubblica che, nonostante gli indubbi miglioramenti, sembra essere sempre meno propensa ad investire nel complesso del "government" e che comunque, come tutte le indagini e da ultimo gli stessi risultati elettorali dimostrano, "non si fida" del settore pubblico.
Questa vulnerabilità delle pubbliche amministrazioni e della classe dei civil servant si traduce molto spesso in condizione di debolezza: deboli per troppa politica che limita la loro indipendenza e che impone degli orizzonti temporali giocati più sulle scadenze elettorali che sulle effettive realizzazioni; deboli però anche per una cronica carenza di politiche di lungo respiro basate su strategie condivise e su visioni dotate di una speranza di vita ragionevole; deboli perché sentono crescere più i bisogni e le aspettative dei cittadini che la loro effettiva capacità di soddisfarli; deboli perché reduci da un lungo sforzo di cambiamento che li ha lasciati disincantati e scettici verso qualsiasi annuncio di grandi riforme; deboli infine perché offesi e delegittimati da un continuo rumore di sottofondo che addita l'intero settore pubblico come "spreco" e i suoi dirigenti come "spreconi".
In questa situazione difficile FORUM PA 2006 rilancia i valori fondamentali mettendo al centro della riflessione di tutti una parola d'ordine che è insieme politica, organizzativa e tecnologica: "Fare insieme: le pubbliche amministrazioni in rete per la garanzia dei diritti e la competitività del Paese".
Proprio alla partenza di un nuovo Governo abbiamo scelto infatti una metafora così ricca e suggestiva come quella della rete per far risaltare la necessità che la PA ritrovi la capacità di lavorare insieme, di cooperare per ottenere migliori servizi e maggiore efficienza.
Ma "fare rete" è uno slogan che va oltre i confini della pubblica amministrazione e descrive una società aperta e trasversale in cui l'impiego della sussidiarietà orizzontale rimetta in gioco i cittadini, la società civile, le forze economiche e sociali come protagonisti non solo nella fruizione dei servizi, ma nella loro progettazione e produzione.
Come sempre FORUM PA si propone di mettere in evidenza la parte migliore della PA che già c'è: e nei padiglioni della Fiera di Roma la rete delle amministrazioni diventa visibile. Gli oltre 400 espositori della più grande vetrina europea del settore propongono infatti progetti di eccellenza e nuovi servizi, di cui spesso abbiamo sentito parlare solo dai giornali, pronti ad essere usati e sperimentati da cittadini e operatori. Tocchiamo così con mano una "altra PA" presentata con chiarezza da amministrazioni "aperte" alla comunicazione.
Le principali Aziende italiane e multinazionali di Information & Communication Technology mostrano prodotti e soluzioni aggiornate per porre l'innovazione tecnologica al centro dell'azione pubblica al servizio dei cittadini e delle imprese. Il loro obiettivo è farci scoprire il futuro: quello che è già possibile, ma ancora che ancora non si è realizzato nelle nostre Pubbliche Amministrazioni. Una vetrina preziosa per amministratori, operatori, cittadini che vogliono servizi di qualità.Le più qualificate società italiane di formazione e consulenza propongono una rete di conoscenza per i funzionari e i dirigenti pubblici.
Un federalismo cooperativo è la strada maestra di una nuova coesione nazionale che, dopo i fuochi di una campagna elettorale così accesa, faccia ripartire il Paese. Una grande sezione di FORUM P.A. è dedicata a presentare come le più sensibili tra le Comunità Montane, i Comuni, le Province, le Regioni, e le Camere di Commercio costituiscano già una rete cooperativa di servizi e di progettualità.
Un moderno stato sociale, in grado di soddisfare le nuove esigenze che le mutate condizioni sociodemografiche, a partire da immigrati e anziani, quotidianamente pongono, deve nascere proprio a cominciare dalle nostre città, che devono aprirsi a "nuove convivenze" con un intelligente uso della sussidiarietà orizzontale verso i loro stakeholders: cittadinanza organizzata, forze sociali, mercato.
Il sistema delle Province e tutte le Regioni mostrano i grandi progetti di sviluppo e le loro reti presentando così nuove opportunità che offrono a imprese e cittadini. La competitività del Paese riparte così dalla valorizzazione dei territori e dalla loro capacità di attrazione di investimenti: le camere di commercio sono spesso volano di queste strategie di sviluppo e costituiscono essenziali luoghi di sintesi.
Il padiglione dedicato alla sanità, che costituisce ormai la più importante mostra italiana sulle politiche per la salute, presenta molte decine di aziende sanitarie ed ospedaliere attorno al Ministero della Salute, agli assessorati regionali, alle associazioni. Scopriamo così una sanità più aperta, in cui pubblico e privato lavorano insieme. Una sanità che racconta esperienze di eccellenza da diffondere in un campo tanto caro alle esigenze dei cittadini.
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