REGIONE: TOSCANA - TIPOLOGIA: AZIONI PER L'ACCESSO AL LAVORO PUBBLICO E L'INSERIMENTO OTTIMALE DELLE PERSONE CON DISABILITà
ANAGRAFICA
Facilitatori sociali per il disagio psichico
Provincia di Pisa
Politiche del Lavoro e Formazione Professionale
Politiche del Lavoro e Formazione Professionale
Via Pietro Nenni, 24
56100
Pisa
Pisa
www.provincia.pisa.it
Anna Maria Rossi
Dirigente del Servizio Politiche Attive del Lavoro
Provincia di Pisa
050.929.536
050.929550
a.rossi@provincia.pisa.it
ASPETTI GENERALI
Tipologia del progetto
Destinatari dell'intervento
X Persone con disabilità
Stato di realizzazione
X Progetto realizzato
Marzo 2005
Marzo 2006.
Le persone affette da malattie psichiche rappresentano, anche sul territorio della provincia di Pisa, una specifica area di marginalità sociale che spesso suscita negli altri timore e pregiudizi, spesso basati su stereotipi relativi ai disturbi psichici. Le stigmatizzazioni accrescono la sofferenza personale, l'esclusione sociale e possono ostacolare l'accesso ai percorsi di cittadinanza. Nel tentativo di costruire una politica di intervento capace di dare una risposta multidimensionale al all'emarginazione vissuta dalle persone affette da sofferenza psichica, la Provincia di Pisa ha posto in essere un processo di concertazione territoriale con gli enti e i servizi socio-sanitari attivi con il target, destinando un parte delle risorse finanziarie del Fondo Sociale Europeo alla costruzione di azioni idonee a cogliere un bisogno da essi rilevato: potersi valere di figure professionali che possano supportare tali enti nel difficile ruolo di restituire alla comunità, persone che fuoriescono da processi curativi di riabilitazione psichiatrica, promovendo i loro diritti di cittadinanza. Il Progetto descritto è stato, così, assegnato dalla Provincia di Pisa all'Agenzia formativa ''Performat S.r.l'', a seguito di partecipazione al bando multimisura POR Ob3. FSE Asse B, Misura B1. L'Agenzia formativa è quindi il soggetto attuatore dell'intervento. Il progetto ha formato ex-utenti della salute mentale come facilitatori sociali, ridefinendo la sofferenza psichiatrica come plusvalore, per utilizzarla e trasformarla al servizio di persone che hanno ancora il disagio psichico. L'ex-utente è divenuto operatore di utenti più gravi, esperto facilitatore di relazioni d'aiuto a domicilio e in team con i servizi territoriali esistenti. Le soluzioni già sperimentate sul territorio, finalizzate al reinserimento sociale e lavorativo di ex utenti della salute mentale attraverso il loro coinvolgimento in laboratori vari, attività di socializzazione, borse di tirocinio formativo, hanno presentato criticità forti che hanno, spesso, reso inefficace l'intervento a seguito della necessità dell'utente, nella maggior parte dei casi, di non riuscire ad intraprendere il percorso di ricostruzione del proprio progetto di vita senza l'ausilio di una persona capace di svolgere la delicata funzione di tutoraggio emotivo-effettivo e monitorizzare le soluzioni possibili e praticabili di vita quotidiana, partendo da una condivisione pratica della sofferenza morale. Il progetto ha realizzato una specifica azione formativa attraverso lezioni d'aula, laboratori esperenziali, stage, tutoraggio on-line. Il percorso formativo, della durata di 770 ore, si è articolato in una fase di lavoro in aula (590 ore) ed in una fase di stage (180 ore) presso gli Enti sostenitori del Progetto, descritti nell'apposito campo. La cantierabilità del progetto realizzato è stata rafforzata dalla sinergia operativa, realizzata già a livello di costruzione della proposta progettuale, con gli enti con esperienza consolidata nel settore, e i Servizi socio-sanitari territoriali, al fine di garantire la immediata spendibilità della figura professionale in uscita dal percorso formativo. Il progetto è inoltre:trasferibile e ripetibile in altre province della regione Toscana e sul territorio nazionale; - il punto metodologico del non assistenzialismo permette che il progetto abbia il carattere della territorialità, cioè sia decentrato dalla Istituzioni e trasferibile sulla rete territoriale locale, con carattere di sperimentalità.
Nel LIBRO VERDE della Commissione Europea ''Migliorare la salute mentale della popolazione.
Verso una strategia sulla salute mentale per l'Unione europea'' è messo in evidenza come
stigmatizzazioni, discriminazioni e il mancato rispetto dei diritti umani e della dignità delle
persone affette da patologie mentali o handicap si verificano ancora, in contrasto con i
valori europei fondamentali.
Contrastare tale cultura della ''negazione delle differenze'' e rafforzare le sinergie tra gli attori territoriali, per costruire strategie ampie ed articolate di intervento per la promozione dei diritti di cittadinanza delle persone affette da disturbi psichici, è la motivazione che ha spinto la Provincia di Pisa a destinare risorse finanziarie specifiche per rispondere alle esigenze espresse dai servizi socio-sanitari del territorio e dalle Associazioni del Terzo settore.
Le persone che fuoriescono da percorsi di riabilitazione psichiatrica tendono a isolarsi e a dipendere da quei contesti assistenziali che non le aiutano a risolvere o gestire in modo autonomo "il progetto della propria esistenza "; hanno bisogno di condurre un vita non legata all'accudimento perpetuo e cronificante dei servizi che favoriscono regressioni psicorelazionali e dipendenze.
Queste persone hanno bisogno di costruire percorsi emancipanti che favoriscono la loro uscita dal circuito assistenziale. Tali percorsi rappresentano il concreto reinserimento sociale, il riannodo di quell'intreccio con l'esistenza che la malattia mentale ha disconnesso. Per restituire il diritto di cittadinanza a queste persone è necessario andare oltre i processi curativi e assistenziali che vengono governati con perizia tecnica dai professionisti operanti nei Dipartimenti di Salute Mentale.
Ciò non può essere affidato solo alle Associazioni degli utenti e a quelle dei familiari, perché queste associazioni strutturate su forte motivazione solidaristica non garantiscono una continuità di governo degli snodi di restituzione dei singoli soggetti trattati alla vita comunitaria del contesto sociale.
E' in questa prospettiva che si inserisce l'Amministrazione provinciale di Pisa, nella condivisione di una strategia complessiva volta a dare risposte multidimensionali all'esclusione subita dal target del progetto.
L'intervento ha risposto ad un bisogno, rilevato sul territorio dalle Strutture sociosanitarie e dalle Associazioni del Terzo settore attive sul tema, di potersi valere di figure professionali che possano supportare tali enti nel difficile ruolo di restituire alla comunità, persone che fuoriescono da processi curativi di riabilitazione psichiatrica, promovendo i loro diritti di cittadinanza.
Il progetto ha, quindi, realizzato la formazione della figura del facilitatore sociale. Il facilitatore è una persona con pregresse esperienze di sofferenza psichica che ha richiesto un trattamento psico-medico complesso, ad alta integrazione sociale, con esito di ripristino del suo funzionamento oscio-lavorativo. La sua esperienza diventa strumento utile per facilitare ad altri soggetti con disabilità psichica al raggiungimento degli obiettivi di emancipazione sociale
Ha inoltre voluto promuovere, attraverso la rete delle Associazioni territoriali, una nuova cultura rispetto al problema del disagio psichico, scientifico e non caratterizzato da stereotipi e pregiudizi
Il progetto realizza un'azione formativa orientata: Agli Obiettivi Trasformare la sofferenza mentale da disabilità in plusvalore, attraverso un percorso di recupero di ruolo sociale attivo (ruolo lavorativo) AI Processi La metodologia utilizzata prevede l'alternanza aula/lavoro, così da migliorare ed implementare i livelli di competenza acquisiti. Al Contesto Sul territorio di riferimento progettuale, la Provincia di Pisa, l'esperienza di riabilitazione psichiatrica realizzata, attraverso interventi di partecipazione attiva da parte degli utenti, è ancora agli esordi. Alla Reti Di Relazione Il progetto realizza una sinergia, a livello progettuale e di implementazione, tra soggetti con competenze diverse e tutte necessarie per una efficace promozione dei percorsi di empowerment e acquisizione di autonomia dell'utenza: ASL, Dipartimenti di salute mentale, Reti associative territoriali (Alba, Arci, Cesvot, etc.)
Coinvolgimento di 15 utenti nel percorso formativo;
- assunzione di almeno due persone dalla Cooperativa ''Alba'', alla fine del percorso formativo per lo svolgimento delle funzioni di facilitatore
Ci si attende che grazie all'esperienza di stage, i partecipanti valorizzino le loro capacità professionali, rendendole realmente spendibili sul mercato, implementando le conoscenze teoriche e sviluppando capacità ed abilità tali da permettere loro di facilitare il percorso di emancipazione dell'utente:
- accompagnandolo nella rete sociale e nei servizi di cui ha bisogno,
- sostenendolo nelle sue scelte formative e/o lavorative attraverso azioni di tutoraggio,
- aiutandolo a programmare una gestione del tempo libero soddisfacente,
- sostenendolo in toto nel suo percorso di reinserimento sociale
13 persone hanno completato il percorso formativo, di cui 7 uomini e 6 donne; è stata elaborata una efficace risposta agli enti che hanno rilevato l'esigenza di facilitare lo svincolo dai circuiti assistenziali dei pazienti con difficoltà relazionale e sociale in termini di facilitazione dello svincolo dei disabili psichici
Benefici attesi
- promozione di percorsi di cittadinanza attiva per gli ex-utenti della salute mentale;
- rafforzamento della rete territoriale di promozione dell'inclusione sociale dei soggetti con disagio psichico;
- promozione di un approccio scientifico, non pregiudizievole e non stigmatizzante al disagio psichico.
Benefici conseguiti
Nelle more della validazione del modello proposto, un primo feedback dagli stakeholders e dai policy makers, consente di ritenere perseguiti i benefici attesi, anche in termini di analisi delle criticità del percorso sperimentato ai fini di un loro superamento nella prospettiva di una progettazione futura.
ASPETTI SPECIFICI
Risorse del progetto
€ 75.416,50
€ 75.416,50
Fonti di finanziamento
X Altro(specificare)
Progetto assegnato dalla Provincia di Pisa all'Agenzia formativa ''Performat S.r.l'', a seguito di partecipazione al bando multimisura POR Ob3. FSE Asse B, Misura B1
Trentadue tra operatori e docenti
Partnership
Sogetti coinvolti
X Provincie X Scuole/Università X Centri di Ricerca X Associazioni o altri soggetti del Terzo Settore
Come specificato nella descrizione generale del progetto, il soggetto attuatore del progetto è l'Agenzia Formativa ''Performat S.r.l'', accreditata dalla Regione Toscana per la progettazione e attuazione di progetti di inserimento lavorativo e reinserimen
Incontri preliminari per una adeguata definizione del bisogno formativo e della strategia di intervento complessiva
Realizzazione
E' stata effettuata un analisi preliminare dei bisogni delle categorie a cui il progetto si rivolge?
I bisogni sono stati rilevati dai Dipartimenti di Salute mentale (DPS).
Presso i DPS è stata rilevata la presente di una popolazione di pazienti (10/15%) portatori di severa gravità psicopatologica ad andamento protratto nel tempo, marcatamente disabilitante, che hanno ottenuto buoni risultati dal trattamento integrato piscomedicosociale ma che non sono in grado di gestire la propria funzione sociale, a causa di marcate difficoltà relazionali.
Al fine di una ottimale attuazione del progetto, è stata realizzata una Partnership operativa che ha il suo punto di forza nella creazione di un mix pubblico/privato realizzato già a livello di definizione della proposta progettuale, funzionale alla efficace realizzazione delle attività previste.
Il progetto prevede modalità utili a favorire la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti , attraverso una concertazione nella gestione dell'intervento, con la costituzione di un Comitato tecnico scientifico composto dagli operatori dell'Ente proponente, dagli operatori dei Servizi dell'Impiego con competenze sul tema trattato.
Formazione
Il percorso formativo ha coinvolto 13 persone di cui 6 uomini e 7 donne, ex utenti dei servizi salute mentale in fase di compenso stabilizzato, con esperienza consolidata in gruppi di auto-mutuo aiuto psichiatrico
Sono state svolte 770 ore di formazione, di cui 410 ore di aula e 360 di stage c/o gli enti sostenitori del progetto.
Obiettivo del percorso di formazione è stato quello di creare una figura professionale, di seguito sinteticamente descritta:
Il facilitatore è un pari più esperto nel senso che ha trovato alcune soluzioni ai suoi problemi e che ha acquisito la consapevolezza di poterle trovare; potrà trasmettere questa sua conoscenza a chi è più indietro di lui e che ancora ha bisogno di raggiungere la loro autonomia. E' un soggetto con pregressa esperienza soggettiva di sofferenza psichica che ha richiesto un trattamento psico-medico complesso, ad alta integrazione sociale, con programma multidisciplinare da parte degli operatori del Dipartimento di Salute Mentale (DSM), con esito di ripristino del suo funzionamento socio-lavorativo. -La sua esperienza diventa strumento utile e risorsa adatta per ''facilitare'' ad altri soggetti con disabilità psichica l'individuazione ed il raggiungimento di obiettivi emancipanti in campo sociale attraverso la ridefinizione dei ruoli e delle relazioni intersoggettive.- Le sue competenze professionali si espletano nei programmi ad alta integrazione sociosanitaria, elaborati dai dipartimenti di Salute Mentale, utilizzando gli strumenti tecnici acquisiti di gestione della relazione, di identificazione dei processi dinamici della relazione intersoggettiva, per aiutare il disturbato mentale con gravi disabilità sociorelazionali a riattivare il funzionamento delle aree psichiche non compromesse dalla malattia, per utilizzare con consapevolezza la rete dei servizi sociosanitari di assistenza e le occasioni del mondo del lavoro. Adotta e rende espliciti nella sua pratica lavorativa i valori della solidarietà e del mutuo-auto-aiuto nella relazione di aiuto alla persona con marcato disagio psichico e ai suoi familiari.- Tale aiuto si sviluppa sull'area di solidarietà e di mutuo-auto-aiuto di gruppo concorrendo al miglioramento dei programmi di trattamento psicomedicosociale e favorendo la partecipazione attiva del paziente ai programmi attraverso tecniche di sostegno relazionale, emotivo ed affettivo per facilitarne i percorsi ed i processi emancipativi finalizzati ad un affrancamento sociale.- Il facilitatore sociale esercita le sue prestazioni professionali nei Gruppi Appartamento, nei Rifugi Sociali, nei Centri di Riabilitazione Piscosociale, negli ambienti di vita quotidiana e nei contesti socio-lavorativi in cui si attuano i programmi di trattamento ad alta integrazione socio-sanitaria del disturbato mentale con gravi disabiltà.
Tecnologie
Comunicazione
Incontri con i formatori e con i tutor
colloqui con docenti, corsisti e operatori nel progetto
riunioni periodiche del Comitato di Progetto
Inoltre, nel corso dello stage, il tutor :
accompagna lo stagista in un percorso socio-riabilitativo attraverso la rete dei servizi relativi al settore della salute mentale;incontra esperti di progetti di interventi socio-riabilitativi e operatori del settore per verifiche e confronti; confronta la propria esperienza con quella degli altri discenti attraverso le mailing-list e sotto la supervisione del tutoraggio on-line;
confronta insieme al tutor e all'esperto del settore socio-lavorativo l'esperienza di stage con i risultati delle ricerche ed i progetti tipo elaborati nella fase di esercitazione ed elaborera un documento di conclusioni
I risultati del progetto saranno resi pubblici con una azione di disseminazione attraverso un Seminario/Convegno realizzato in collaborazione tra i partner coinvolgendo gli operatori del settore e le associazioni del Terzo settore che si occupano dei soggetti diversamente abili.
Saranno inoltre utilizzati canali e reti dei soggetti coinvolti nell'intervento (soprattutto attraverso i Dipartimenti di Salute mentale) utilizzando diversi strumenti: stampa locale, tv locali e regionali, giornali delle associazioni, articoli su riviste specialistiche e sito internet
Customer satisfaction
Soddisfazione utenti: tramite questionari ed interviste svolte dal Comitato di Progetto.
Verifica del placement: tale verifica avverrà attraverso l'appurazine , a tre mesi di distanza dalla fine del corso, dell'attuazione del progetto che i corsisti hanno sviluppato nella fase di stage epresentato in sede di verifica finale dei risultati.