Intervista a Tiziana Nasi

Presidente di Com.Par.To.

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P.A. Aperta 2006
Vedi l'intervista in video (formato MPEG)
Proviamo a tracciare un bilancio di queste Paralimpiadi.
hokey su ghiaccioLa soddisfazione per questo evento è stata grande perché ha contribuito a diffondere il senso e il valore dello sport tra persone restie ad accostarsi a questo tipo di attività se non con molto scetticismo. Il risultato finale di tutto questo e che tante persone con disabilità che non osavano avvicinarsi allo sport si stanno facendo avanti iscrivendosi ai molti comitati sportivi regionali presenti in tutta Italia.
A compimento del mio lavoro mi sono trovata di fronte persone gioiose, entusiaste dell'ottima organizzazione, dell'accoglienza calorosa, della funzionalità delle strutture - dai siti di gara alle piste: questo non può che farmi estremamente piacere, e compensa lo sforzo enorme con cui ho curato e seguito, insieme al mio gruppo di lavoro, questi particolari percorsi di gara, essendo mia la competenza delle piste del Sestriere dal 1982. Quindi, sentire atleti americani elogiare queste piste come le migliori sulle quali abbiano mai gareggiato mi fa felice. Sicuramente abbiamo avuto piccole disfunzioni, alcune cose non hanno funzionato al 100%, ma si è trattato di aspetti legati al lavoro interno, che fortunatamente non hanno portato fastidi agli atleti e alle delegazioni straniere..
Il commento più bello che ha sentito dire sulle Paralimpiadi?
curlingProbabilmente che questa è stata la Paralimpiade Invernale in cui si è vissuta l'atmosfera più calorosa e amichevole e anche dove si è sentito il pubblico partecipare con entusiasmo e competenza. In alcune fasce orarie gli spettatori erano soprattutto studenti delle scuole, ma anche loro hanno partecipato allo spirito olimpionico con grande vivacità ed hanno mostrato di essere stati ben preparati a questo evento, anche da un punto di vista degli aspetti tecnici di gara. Il Toroc (Turin Organizing Committee for the XX Olympic Winter Games) e il Com.Par.To. (Cimitato Paralimpiadi Torino) in questo senso hanno fatto un lavoro di comunicazione eccellente: in quanto responsabili del programma Education hanno presentato capillarmente sul territorio le attività, sportive e organizzative, legate alle Paralimpiadi. Molto ha contribuito il fatto che numerosi atleti paralimpici si siano da subito mobilitati per questa azione di sensibilizzazione.
Ospitalità: come è stata organizzata e in cosa Torino ha prestato più attenzione agli atleti?
Ci siamo appoggiati, ovviamente, alle stesse strutture ricettive utilizzate per le Olimpiadi, ovvero i due villaggi olimpici del Sestiere e della città di Torino, opportunamente attrezzate e modificate per garantire la massima accessibilità agli atleti paraolimpici. Quanto all'attenzione nei confronti degli atleti, Torino vanta due primati: il primo è quello di aver ospitato per la prima volta il curling in carrozzina; il secondo di avere provvisto all'ospitalità degli atleti con proprie risorse. Fino ad oggi, infatti, questa accortezza era usata per gli atleti "normodotati" ma non per gli atleti paralimpici, che pagavano di tasca propria il soggiorno.
Qual è l'eredità più importante che ci hanno lasciato questi Giochi?
A giochi conclusi, con un bilancio così positivo in termini di adesione, di partecipazione, di pubblico, l'auspicio - e la percezione già forte - è che questi Giochi lascino in eredità l'abitudine di persone diversamente abili ad accostarsi allo sport con entusiasmo e sincero spirito agonistico: vorrei poter considerare questo il massimo successo.
Continuerà il suo lavoro come presidente del Comitato Regionale Piemontese - CIP?
Se ci saranno, come credo e spero, molti risultati da raccogliere, ritengo che questo sia possibile. Ad ogni modo abbiamo già in mente parecchi eventi, è chiaro che non possiamo solo occuparci di grandi manifestazioni, ma anche di sport promozionale e di base: sarà questo il mio impegno maggiore per i prossimi mesi. Però mi fa piacere ricordare che il nostro prossimo appuntamento sarà, a maggio, una prova della Coppa del Mondo di Scherma in carrozzina, in preparazione dei Mondiali che si disputeranno a Torino in settembre e che seguiranno quelli per normodotati. Inoltre accarezziamo già la speranza di poter organizzare nel 2008 i Campionati Mondiali di Ice Sledge Hockey e per il 2009 il sindaco di Pragelato ha proposto un "revival" delle Paralimpiadi, da disputarsi nelle stesse sedi di gara che le hanno ospitate quest'anno.
Che cosa si sentirebbe di consigliare ad una Pubblica amministrazione per migliorare la propria accessibilità?
Una cosa importante che qualsiasi Amministrazione Pubblica coinvolta in eventi sportivi può fare è pensare all'evento secondo due percorsi paralleli, uno per atleti normodotati, uno per atleti diversamente abili: qualsiasi gara, di maratona, ciclistica piuttosto che di atletica leggera, dovrebbe poter essere seguita e partecipata, in due momenti distinti ma contestuali, dalla totalità degli atleti. Questo è quanto avverrà a Torino il prossimo settembre quando avremo per la prima volta nella storia dello sport dei mondiali di scherma accessibili anche ai disabili.