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Nel
suo bel libro "Il sogno europeo" Jeremy Rifkin descrive
così l'attenzione tutta "europea" per la
qualità "comunitaria" della vita:
"Il
Sogno europeo pone l'accento sulle relazioni comunitarie più
che sull'autonomia individuale, sulla diversità culturale più
che sull'assimilazione, sulla qualità della vita più
che sull'accumulazione di ricchezza, sullo sviluppo sostenibile più
che sull'illimitata crescita materiale, sul "gioco profondo"
più che sull'incessante fatica, sui diritti umani universali e
su quelli della natura più che sui diritti di proprietà,
sulla cooperazione globale più che sull'esercizio unilaterale
del potere.
Se
è vero quanto proposto da Rifkin,
alle Pubblica Amministrazione, nei Paesi di democrazia "europea",
è affidato un ruolo molto importante e delicato nella
dialettica democratica: restituire valore ai cittadini e alle imprese
che pagano le tasse, sotto forma di innalzamento della loro qualità
della vita.
Non
parliamo più certo di una PA onnicomprensiva, vorace e
invadente che sottopone tutto al suo vaglio, ma una di una PA
responsabile del benessere dei territori e dei cittadini. Una PA che,
spostatasi ormai dai remi al timone, possa però aver chiara la
rotta verso una società inclusiva, solidale, garante dei
diritti e delle diversità, attenta alla sostenibilità
dello sviluppo.
E' questo il senso dell'equazione
"Qualità della PA = qualità della vita" che è
il fil rouge del FORUM PA 2005.
Una
pubblica amministrazione di qualità che funzioni
meglio e costi meno è infatti fattore chiave
per
-
la
garanzia dei diritti (salute, ambiente, servizi, cultura,
istruzione, ecc. tutti "governati" dalla pubblica
amministrazione)
-
l'inclusione
sociale
-
lo
sviluppo economico
-
la
competitività del Paese
La
sezione congressuale di FORUM PA 2005 è quindi dedicata da
una parte ai percorsi delle pubbliche amministrazioni verso la
qualità e verso l'uso ottimale delle risorse,
dall'altra alle politiche tese a garantire i grandi diritti
che sono alla base della qualità della vita dei cittadini.
Le
parole chiave del FORUM PA 2005 sono quindi:
-
qualità
delle risorse umane e loro formazione: perché la
qualità della PA si misura dalla qualità degli uomini
e delle donne che in essa e per essa lavorano;
-
qualità
dell'innovazione tecnologica: perché le nuove
tecnologie sono il fattore chiave per l'efficienza e per
rendere possibili nuovi e migliori modelli organizzativi;
-
qualità
nella misurazione: perché una PA orientata ai
risultati deve affinare e condividere i propri indicatori,
promuovere confronti, porsi obiettivi misurabili;
-
qualità
delle norme: perché una pubblica amministrazione
effettivamente orientata ai cittadini deve perseguire la
semplificazione, deve diminuire drasticamente il numero delle leggi,
deve interrogarsi sulla necessità, sulla qualità e
sull'impatto di ogni nuova norma:
-
qualità
della comunicazione: perché essere informati è
un diritto dei cittadini e la comunicazione delle pubbliche
amministrazioni deve essere strumento per "costruire
relazioni"
-
qualità
nei servizi per pubbliche amministrazioni "veloci e
vicine" che valutino la soddisfazione degli utenti e che siano
accessibili a tutti, soprattutto alle fasce deboli.
Se la qualità
della PA è garanzia della qualità della nostra vita,
allora vedere come essa migliora e si sviluppa è cosa che ci
riguarda tutti: politici, giornalisti, lavoratori pubblici, imprese,
cittadini.
A tutti quindi un caldo benvenuto a FORUM PA 2005!
Carlo Mochi Sismondi
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