| Parte
2: ASPETTI GENERALI |
| Tipologia del progetto: |
X Accesso alle strutture
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| Status del progetto: |
X Realizzato
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| Data di avvio del progetto: |
08/2002 |
| Data prevista per la messa
a regime: |
08/2003 |
| Struttura che ha promosso
il progetto: |
Istituto Bon Bozzolla Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza. E' una Casa di Riposo per persone non autosufficienti; ne risiedono 115 distribuiti in due piani, ognuno gestito da personale proprio. L'età media è di 81 anni in entrambi i piani, mentre è differente la distribuzione per sesso: 34% maschi e 66% femmine al 1° P., rispettivamente contro il 26% e 74% al 2° P. La patologia prevalente è rappresentata dalle demenze, con una prevalenza di oltre il 60%. |
| Descrizione sintetica del
progetto: |
Il ricorso alla contenzione fisica dell'anziano è raramente appropriato; le conseguenze della contenzione si ripercuotono negativamente su molte funzioni fisiche e psichiche. Il progetto si propone di ridurre il ricorso alla contenzione dei pazienti, eliminando quella inappropriata. |
| Esigenze affrontate dal
progetto: |
Eliminazione della contenzione inappropriata
Gestione soft della contenzione appropriata |
| Approccio alle soluzioni
del problema: |
Il progetto è stato sviluppato secondo la metodologia del miglioramento continuo della qualità, che prevede l'analisi del problema e delle sue cause, la definizione di obiettivi specifici e misurabili, delle azioni di miglioramento e valutazione dei risultati conseguiti. |
| Obiettivi specifici del
progetto: |
1.Ridurre complessivamente il ricorso alla contenzione
2. Ridurre la variabilità tra i due piani della struttura
3. Eliminare la contenzione per il controllo dei disturbi comportamentali eccetto le situazioni di emergenza
4. Limitare il ricorso alla contenzione ai pazienti con elevato rischio di cadute
5. L'eventuale utilizzo di più di un presidio contenitivo contemporaneamente non deve superare il 10% delle contenzioni
6. Coinvolgimento dei familiari nel processo decisionale e negli interventi assistenziali |
| Azioni implementate: |
1. Indagine epidemiologica di prevalenza sulla contenzione, sulle indicazioni, sulle modalità applicative e sull'uso di psicofarmaci (sedativi, ipnotici, neurolettici). E' stata condotta separatamente nei due piani, allo scopo di contestualizzare le aree critiche per meglio modulare gli interventi di miglioramento (allegato 1).
2. Indagine sulle opinioni del personale circa la percezione del problema, le conoscenze sulle indicazioni alla contenzione e sulle sequele psico-fisiche (allegato2).
3. Corso di formazione multidisciplinare allo scopo di implementare le conoscenze del personale e di porre le basi cognitive per l'elaborazione e la condivisione delle strategie operative raccolte in una linea guida(allegato3).
4. Costituzione di un gruppo di progetto multidisciplinare con il compito di produrre la linea guida e monitorare lo sviluppo del progetto.
5. Produzione, condivisione, implementazione e monitoraggio della linea guida di buona pratica clinico assistenziale (allegato4)
6. Produzione di strumenti di registrazione, di rilevazione e di monitoraggio della contenzione (Allegato 5)
7. Produzione di strumento di registrazione delle cadute (allegato 6) |
| Risultati attesi: |
1.Diminuire la contenzione vera a meno del 20% sul n complessivo di pazienti che utilizzano le contenzioni
2. Ridurre la variabilità tra i due piani della struttura di almeno il 50%
3. Eliminare la contenzione per il controllo dei disturbi comportamentali eccetto le situazioni di emergenza
4. Limitare il ricorso alla contenzione ai pazienti con elevato rischio di cadute (determinato dal Test di Tinetti<19) e valutare la variazione del numero di cadute dei pazienti con rischio cadute medio - basso.
5. L'eventuale utilizzo di più di un presidio contenitivo contemporaneamente non deve superare il 10% delle contenzioni
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| Risultati conseguiti: |
1. Diminuzione della contenzione vera al 18% incidendo soprattutto su quella inappropriata quale è quella per il controllo dei disturbi comportamentali che è scesa da 10 all'1% della popolazione assistita
2. Riduzione della variabilità tra i due piani della struttura pari al 37%
3. La contenzione per il controllo dei disturbi comportamentali (escluse le situazioni d'emergenza) è scesa dal 10% all'1%
4. La variazione delle cadute è trascurabile (da 20 a 21 nell'arco di un anno).
5. E' stato verificato che limitando l'uso di più presidi contemporaneamente non migliora l'efficacia della prevenzione.
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| Indicare gli elementi di
innovatività del progetto: |
1. E' stato acquisito un metodo sistematico per la valutazione multidimensionale e interdisciplinare, in funzione di un'appropriata applicazione dei mezzi di contenzione
2. Implementazione degli interventi alternativi alla contenzione in particolare con l'adozione di presidi protettivi (caschi, imbottitura trocanterica), di attrezzature che rendano meno lesive le eventuali cadute (letti ad altezza regolabile, carrozzine ergonomiche, poltrone reclinate posteriormente) e di sistemi di sicurezza ambientali privi di ostacoli. |
| Indicare gli elementi di
trasferibilità del progetto: |
Il progetto contiene in maniera esauriente gli strumenti metodologici utilizzabili da altre strutture. Le azioni già programmate per la diffusione del progetto in ambito aziendale e provinciale sono:
1. corso di formazione interaziendale rivolto a tutto il personale delle case di riposo (accreditato ECM)
2. consulenza del gruppo di progetto a favore delle équipe delle altre case di riposo dell'Azienda Sociosanitaria con il supporto istituzionale della Direzione dei Servizi Sociali |
| Parte
3: ASPETTI SPECIFICI |
| PARTNERSHIP |
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| Il progetto è stato realizzato
in partnership con altri soggetti? |
X Terzo settore
X Altro (specificare)
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Distretto SocioSanitario
Familiari degli ospiti |
| Indicare, per ciascun partner,
il ruolo svolto nel progetto: |
Distretto: Partecipazione al corso di formazione, supporto per la produzione della linea guida, supporto amministrativo per la dotazione di presidi personalizzati.
Familiari degli ospiti: coinvolgimento decisionale in Unità operativa interna, supporto per la gestione quotidiana dell'ospite
Volontari della comunità di S. Vincenzo: sostegno alle attività di animazione e funzionali |
| COINVOLGIMENTO UTENTI E
CUSTOMER SATISFACTION |
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| Con quali modalità gli utenti/destinatari
sono stati coinvolti nella definizione del progetto? |
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| E' stata effettuata una
segmentazione dell'utenza? |
X No
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| Dopo l'implementazione del
progetto sono state effettuate indagini di customer satisfation? |
X No
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| Indicare i vantaggi/benefici
per i destinatari finali del progetto: |
Il progetto ha portato i seguenti vantaggi:
Limitazione delle contenzioni inappropriate
Riduzione delle sequele della contenzione sotto l'aspetto fisico, psicoaffettivo e sociale
Garanzia della conservazione delle funzioni sociali
Riduzione delle cadute con esiti |
| COMUNICAZIONE E FORMAZIONE |
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| Sono state effettuate azioni
di comunicazione sul progetto o sui nuovi servizi derivati dal
progetto? |
X Inserzioni stampa (nazionale e/o locale)
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| Sono state effettuate azioni
di comunicazione specifiche per particolari target? |
X Medici di medicina generale
X Altro (specificare)
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1 pubblicazione sulla rivista della Società Italiana di Medicina Generale (n2, aprile 2003: "Liberi da Contenzione")
1 pubblicazione sulla Rivista di Gerontologia(volume L - numero S-5- Ottobre 2002)
Intervento al convegno sulla contenzione finalizzato alle case di riposo (2003)
Pubblicazioni sulle riviste TENA e FIMMG |
| ORGANIZZAZIONE E RISORSE |
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| Costo complessivo del progetto: |
Isorisorse |
| Professionalità coinvolte: |
2 medici di medicina generale: coordinamento del progetto
1 medico geriatra coordinatore delle case di riposo dell'Azienda Sociosanitaria: collegamento con la struttura sociosanitaria
2 infermiere, 3 fisioterapisti, 2 OTA, 1 Animatrice, 2 coordinatori: partecipazione alla stesura della linea guida, delle schede di rilevazione, all'analisi periodica dei dati, suggerimenti e proposte al gruppo di lavoro per il miglioramento. |
| Il progetto ha comportato
nuove modalità organizzative? |
X Si (specificare)
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Cambiamento stabile nella metodologia di lavoro
Definizione delle responsabilità
Registrazione delle decisioni
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| Descrivere sinteticamente
le soluzioni/cambiamenti organizzativi adottati: |
Il progetto ha determinato un cambiamento stabile nella metodologia di lavoro, in particolare il processo decisionale è supportato dalla valutazione multidimensionale e multidisciplinare sulle condizioni mentali, funzionali e motorie dell'ospite, utilizzando strumenti validati (test di Tinetti: per la valutazione dell'equilibrio e dell'andatura, ADL e IADL: valutazione delle funzioni quotidiane e mobilità, MMSE: per la valutazione dello stato cognitivo, SVAMA: per la valutazione dei profili di dipendenza), come illustrato nella linea guida. Sono state definite le responsabilità professionali dei singoli operatori e vien effettuata la registrazione delle decisioni in apposite schede e in cartella clinica, con periodici aggiornamenti. |
| Il progetto ha richiesto
una formazione specifica per il personale? |
X Si (specificare)
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Corso di formazione per il personale dell'istituto (allegato 3).
Obiettivi:
1. Accrescere la consapevolezza del ruolo assistenziale del personale
2. Conoscere le indicazioni appropriate alla contenzione
3. Conoscere le sequele dell'uso inappropriato della contenzione
4. Conoscere le modalità alternative all'uso dei presidi contenitivi
5. Conoscere la normativa
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| Sono state effettuate azioni
di comunicazione interna? |
X Si (specificare)
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Stesura e implementazione della linea guida condivise con tutto il personale
Monitoraggio periodico sugli indicatori effettuato dal gruppo di progetto, messo a disposizione di tutto il personale mediante affissione in bacheca
Coordinamento dei partecipanti al progetto con i propri colleghi professionali
Presentazione del progetto al Forum Aziendale per la qualità il 12 dicembre 2003
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