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Recentemente il Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi ha avuto parole di elogio per il
Ssn e ha parlato del rispetto che dobbiamo per il "lavoro
di medici e collaboratori del nostro Ssn che, pur con
le sue imperfezioni, rimane tra i migliori dell'Ue".
Per comprendere le ragioni più profonde del riconoscimento
"Forum PA Salute" è bene proprio richiamarsi
alle parole del Capo dello Stato.
Il Premio è alla quinta edizione. I progetti
pervenuti dagli assessorati alla Sanità, dalle
aziende ospedaliere e dalle Asl sono 262. Chi si ritrova
puntualmente a registrare errori, che pure ci sono,
della Sanità pubblica, guardando alle idee e
alle innovazioni rappresentati da queste iniziative
premiate, trova un'evidente smentita.
Personalmente rimango stupito, a ogni edizione del Premio,
nel riscoprire la ricerca continua della innovazione,
quasi che questa rappresenti davvero la costante, il
parametro fisso e necessario per continuare a far primeggiare
il nostro Servizio sanitario.
È chiaro che potremmo parlare delle diverse campagne
di promozione, prevenzione e tutela della salute. È
naturale che dovremmo guardare con soddisfazione al
diffondersi dei Cup, un'idea che pochi anni fa sembrava
irraggiungibile e che se ancora non ci ha permesso di
ridurre, come avremmo voluto, le mortificanti liste
d'attesa, ha consentito però una maggiore trasparenza
nell'attivazione dei servizi proprio con l'utilizzo
delle nuove tecnologie.
E appare quasi scontato che si debba guardare con soddisfazione
al miglioramento progressivo dell'accesso alle strutture
in termini di accoglienza, umanizzazione del rapporto
e indirizzo degli utenti.
Ma credo sia necessaria la capacità di "guardare
dietro" l'innovatività e la creatività
dei progetti, la loro efficacia, la loro sostenibilità
organizzativa, il loro rapporto costi/benefici e la
loro trasferibilità. Sono caratteristiche che
definirei quasi conseguenze di un fattore che sfugge
alle classificazioni e che però fa del nostro
Ssn qualcosa di unico. È "l'aspetto umano"
e "la professionalità" che contraddistingue
chi opera nel Ssn. La Sanità, più di altri
settori, ha a che fare con un "prodotto" centrale
per ciascuno di noi: la salute e il benessere. Solo
così si spiega l'attenzione con cui i mass-media,
giustamente, sottolineano tutti i casi in cui qualcosa
non ha funzionato. Ed è altrettanto naturale
che statistiche e percentuali nulla possono rispetto
anche a un solo caso di mala Sanità.
Il trait d'union che lega i progetti di quest'anno può
essere rintracciato nel tema generale della comunicazione,
intesa come fruibilità e facilità di accesso,
servizi on line, soprattutto quando sono rivolti a pazienti
affetti da patologie acute o croniche o a settori di
popolazione particolarmente vulnerabili. Le esigenze
di razionalizzazione della spesa, di efficacia e di
efficienza dei servizi devono coniugarsi continuamente
con una richiesta crescente: la "personalizzazione
del servizio".
Per dirla, con grande sintesi, dobbiamo cominciare a
considerare la spesa sanitaria come una variabile da
tenere sotto controllo, ma destinata lentamente e inesorabilmente
a crescere, almeno finché, e ci auguriamo che
ciò avvenga con la stessa continuità di
oggi, crescerà la "società del benessere".
E nel quadro specifico di risorse limitate è
pertanto giunto il momento di avviare una profonda ristrutturazione
del nostro sistema di welfare, verificando se non si
possa avviare una diversa calibratura delle voci di
entrata e di uscita anche con riferimento a un diverso
bilanciamento fra Previdenza e Sanità.
Uno sguardo di insieme ai progetti può rappresentare
un'ulteriore sollecitazione e forse è il modo
migliore per considerare gli investimenti per la Sanità
non solo come una spesa, ma anche come una opportunità
di crescita.
Uno sviluppo che, per chi sa guardare, non è
poi così lontano dai problemi legati alla crescita
socio-economica del nostro Paese.
Enzo Ghigo Presidente Conferenza Presidenti
delle Regioni e Province autonome
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