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I risultati di "P.A.
APERTA 2003"
L’idea che sta alla base di questa nuova
iniziativa premiale è molto semplice: una pubblica
amministrazione aperta ai disabili ed alle fasce deboli non
è solo più equa, ma è migliore per tutti.
In particolare le azioni che promuovono
l’introduzione delle tecnologie dell’Informazione e della
Comunicazione nella P.A. e che prefigurano un e-government,
mentre sono ricche di opportunità, possono, senza un
adeguato intervento a favore dei gruppi che tradizionalmente
vengono considerati più deboli (disabili, anziani,
ecc.), mantenere ed anzi accentuare i meccanismi di esclusione,
soprattutto alla luce del fatto che gli strumenti tecnologici
acquisiscono sempre maggiore prominenza anche nella sfera
della vita quotidiana.
Il 2003, "Anno
Europeo del Disabile", presenta
uno scenario che vede le amministrazioni, anche attraverso
la tecnologia, sempre più tese ad una piena integrazione.
Sfruttare a pieno le potenzialità delle moderne tecnologie
per abbattere quelle barriere che di fatto rallentano l'integrazione
sociale delle categorie svantaggiate è uno degli obiettivi
primari dell'Ufficio del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie.
che è copromotore, assieme all’ASPHI, associazione
per l’Informatica a favore dei disabili, di questo premio.
I risultati che qui presentiamo
sono la dimostrazione che avevamo ragione: sono pervenuti
infatti 153 progetti, tutti qualitativamente interessanti,
che segnalano una grande vitalità del settore e un
interesse strategico verso le nuove tecnologie.
Nel presentare questo
lavoro così ricco di spunti, vorrei mettere in evidenza
almeno quattro aspetti che fanno da sfondo a tutti i progetti
presentati; lo faccio attraverso altrettante parole chiave:
- integrazione/cooperazione
i progetti presentati, e in particolare tutti quelli
giudicati migliori, non sono occasioni spot, in cui singoli
reparti, magari "contro tutti", hanno fatto miracoli.
Si tratta invece sempre di progetti strategici che hanno
coinvolto l’intera struttura in un’azione integrata e che
hanno visto la cooperazione di più soggetti (spesso
anche privati o del terzo settore). La lezione è
che una P.A. aperta non può essere frutto di un episodio
eroico, ma deve essere un obiettivo posto al centro dell’organizzazione.
- re-engineering e livelli di servizio
un esame attento delle schede
dei progetti mette finalmente fine ad un dualismo del tutto
nominalistico tra front-office e back-office. Molti progetti
prevedono infatti un intenso e diffuso sforzo di riorganizzazione
dell’ente, ma nello stesso tempo tutti guardano anche ai
livelli di servizio e all’effettivo impatto con i disabili.
- riuso
la maggior parte delle soluzioni
proposte prevedono la possibilità di un loro riuso
in contesti diversi o, a volte, sono riusi di soluzioni
tecnologiche già presenti.
- capitale sociale
purtroppo solo 26 sui 154 progetti arrivati vengono da Regioni
del Sud. E’ ahimè un dato atteso e diffuso in tutte
le nostre iniziative premiali e, quel che è peggio,
è un dato in deciso peggioramento negli ultimi anni.
Non si tratta qui di mettere in dubbio né le capacità
né la motivazione di intere regioni, quanto di sottolineare
che le eccellenze sono in genere figlie di un ambiente favorevole
e di un "capitale sociale" di elevata qualità.
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