COBAT - Consorzio obbligatorio recupero batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi
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PROFILO ISTITUZIONALE

In Italia, il Paese europeo con la più alta densità di circolazione – pari a 1,7 autoveicoli per abitante - è sempre più importante l’adozione di comportamenti ecocompatibili nell’utilizzo dei mezzi di trasporto.
L’uso quotidiano delle autovetture – ad esempio – produce batterie al piombo esauste ed oli usati: due rifiuti potenzialmente molto dannosi per l’ambiente, se non vengono recuperati correttamente.
Per questi motivi, il legislatore ha istituito il Cobat - Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi – ed il Coou - Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati - due enti senza scopo di lucro che hanno il compito di raccogliere e avviare al corretto riciclaggio tali rifiuti pericolosi.
In questo modo batterie esauste ed oli usati vengono trasformati da possibili fonti d’inquinamento a preziose risorse, in grado di garantire un notevole contributo alla bilancia commerciale del nostro Paese.
Grazie all’esistenza dei due consorzi è possibile, quindi, conciliare la salvaguardia ambientale con il recupero di energia e materie prime, con vantaggi che ricadono sull’intera collettività.
Al fine di migliorare ulteriormente i livelli di raccolta, Coou e Cobat sono da tempo impegnati nel sollecitare un sempre maggiore coinvolgimento delle Amministrazioni centrali e periferiche.
E proprio per dialogare, confrontarsi e rafforzare le alleanze con gli amministratori pubblici, Cobat e Coou partecipano congiuntamente all’edizione 2000 di FORUM P.A.: tutti con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda.
Il Cobat è un organismo di diritto privato istituito dalla Legge n.475 del 1988. Dal 1992, anno della sua piena operatività, il Cobat assicura la raccolta e il riciclaggio delle batterie al piombo esauste su tutto il territorio italiano realizzando il recupero di un rifiuto pericoloso altamente tossico. Ente senza fini di lucro, al Cobat partecipano tutti gli operatori del settore delle batterie al piombo, dai produttori ed importatori alle associazioni degli artigiani che ne effettuano l'installazione, dai raccoglitori ai riciclatori. Il Ministero dell'Ambiente ed il Ministero dell'Industria sono rappresentati in Consiglio di Amministrazione.
Giunto al suo ottavo anno di operatività nel 1999, il Cobat, tramite la propria rete di raccolta, ha avviato a riciclaggio, presso i 5 impianti consorziati, 166.500 tonnellate di batterie al piombo esauste segnando il suo miglior risultato di sempre con una percentuale di recupero del 95% sulle batterie d'avviamento. Dai volumi raccolti si sono ottenute circa 90.000 tonnellate di piombo riciclato, destinato principalmente a produrre nuove batterie.
Decobat, la banca dati delle batterie esauste, è il sistema informatico, unico in Europa, in grado di raccogliere i dati della raccolta suddividendoli per aree geografiche ed individuando il tipo di batteria, la quantità raccolta e il settore economico di provenienza. Il sistema è stato creato allo scopo di costituire il catasto italiano delle batterie esauste.
Nel 2000 il Cobat ha presentato il "Primo Rapporto Ambientale" sul recupero delle batterie al piombo esauste, anch'esso unico esempio del settore in Europa. Il Rapporto, relativo all'esercizio 1998, ha analizzato l'intero ciclo di raccolta e riciclaggio delle batterie esauste. Le informazioni ricavate dall'aggregazione dei dati diretti hanno consentito una quantificazione accurata non solo del bilancio dei consumi e delle emissioni, ma anche e soprattutto una valutazione degli evidenti benefici ottenuti, in termini di impatti ambientali evitati, grazie all'esistenza stessa ed alle attività del sistema Cobat.
Nonostante gli ottimi risultati della raccolta, persiste un'area di dispersione (circa il 5% del rifiuto totale generato) nel settore del "fai da te" agricolo, nautico e nelle aree urbane. In particolare, nelle aree urbane il Cobat persegue una attività finalizzata ad attrezzare siti di raccolta al servizio del privato cittadino, produttore del rifiuto batteria per via della sostituzione in proprio, attraverso Convenzioni con le aziende incaricate per la raccolta dei rifiuti urbani. I Comuni convenzionati ad oggi risultano essere circa 615 con una popolazione complessiva servita di oltre 14 milioni di abitanti pari a circa il 25% del totale nazionale.