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Il programma di diffusione dei 100 Progetti con CIPA

 
Iniziative del DFP
La selezione
CIPA e la diffusione di
Cento Progetti
   
   
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Il premio per i "Cento Progetti" che sono stati selezionati in questa terza edizione consiste, come è indicato nel bando, oltre che nel riconoscimento anche nella partecipazione a iniziative di diffusione che saranno curate direttamente dal Dipartimento per la Funzione Pubblica e che saranno sviluppate all'interno del progetto CIPA. 

I progetti da premiare, infatti, sono stati selezionati tenendo conto anche della loro "trasferibilità", in altre amministrazioni e in altri contesti.

Di seguito verrà presentato il modello di diffusione che si intende seguire nell’ambito del progetto CIPA.  Gli approcci possibili per sviluppare la diffusione di best practice sono molteplici.

La diffusione per imitazione si basa sulla logica che le nuove soluzioni siano adottate in modo automatico in contesti diversi da quelli di origine per imitazione di esperienze d’innovazione comunicate o pubblicizzate in vario modo. L’idea di fondo, insomma, è che sia sufficiente un buon marketing delle innovazioni per renderle appetibili e per attivare processi di imitazione ("me too").

La logica del trasferimento, invece, prevede un’azione di scambio basata sull’interazione fra un soggetto attivo che trasferisce una nuova soluzione ed un soggetto passivo che la riceve. Questo approccio enfatizza l’importanza dell’offerta d’innovazione, annullando quasi completamente il ruolo della domanda.

Un altro approccio è quello della circolazione delle innovazioni basata sul libero scambio di mercato. Esso si fonda sull’idea che vi siano un’offerta e una domanda d’innovazione e che gli scambi siano attivati dalla possibilità di "guadagni". Questo approccio pone sullo stesso piano domanda, offerta ed eventuali intermediari, ma sottovaluta gli effetti dell’asimmetria informativa, soprattutto per quanto riguarda il lato della domanda e si concilia male con la logica di funzionamento delle amministrazioni pubbliche.

L’approccio alla circolazione delle innovazioni intesa come traslazione poggia sull’assunto che una nuova soluzione sia adottata in nuovi contesti organizzativi perché passata da un attore all’altro tramite agenti di traslazione (intermediari della traslazione) e che le nuove soluzioni siano attivamente adattate (traslate o tradotte) sulla base delle specifiche esigenze del contesto che innova. Le nuove soluzioni, già adottate in contesti diversi, vengono, cioè, nuovamente inventate e sperimentate allo scopo di adattarle/adottarle nel nuovo sistema organizzativo. 

Molte sono le considerazioni che spingono a ritenere quest'ultimo l'approccio più convincente.

"Il significato stesso di innovazione richiama concetti di rottura con il passato, di diversione rispetto ad un contesto consolidato, all'interno del quale l'innovazione stessa viene introdotta.

Ogni contesto rappresenta una situazione specifica che forma routine definite e modelli cognitivi specifici. In questo senso non è opportuno pensare a ricette generali, ma è fondamentale agire per introdurre routine che si integrino nelle strutture e nelle procedure nel corso del tempo e che, come tali, siano tipiche di quella specifica organizzazione.

Per avviare processi di tale natura è necessario creare all'interno delle organizzazioni, capacità permanenti di creare apprendimento e innovazione.

L'orientamento all'innovazione deve essere teso tanto a introdurre specifiche soluzioni tecniche innovative, quanto a porre le condizioni perché le organizzazioni siano in grado di creare apprendimento, individuare i bisogni e i modelli di innovazione più coerenti con la propria realtà. In sostanza è sempre più diffuso il passaggio culturale da modelli tradizionali di diffusione delle innovazioni a modelli maggiormente centrati sull'apprendimento in comune tra chi produce e chi beneficia delle azioni di sostegno".
(Mauro Bonaretti - "Le azioni di sostegno all'innovazione nella P.A.")

L'approccio della traslazione, che si intende utilizzare nell’ambito di CIPA, recepisce queste considerazioni e si fonda sul principio che la circolazione delle nuove soluzioni tecnologiche o organizzative non si sostiene attivando forme automatiche di imitazione o meccanismi di compravendita, ma facilitando l’inserimento delle organizzazioni in reti attive, che agiscono, cioè, per l’apprendimento e l’innovazione.

Oltre alle esperienze dei Cento Progetti al servizio dei cittadini, il progetto CIPA ha assunto come riferimento per la promozione della circolazione delle innovazioni anche i Progetti mirati di scambio di esperienze di innovazione tecnologica e organizzativa tra Amministrazioni.

I Progetti mirati di scambio sono finalizzati all'attivazione di processi d’innovazione mediante la traslazione di esperienze e competenze da amministrazioni pubbliche, che hanno realizzato progetti di innovazione e/o di miglioramento della gestione verso amministrazioni delle regioni comprese nell’Obiettivo 1, che hanno interesse a sperimentare/attuare esperienze analoghe.

(I progetti mirati di scambio di esperienze sono stati oggetto di un bando realizzato dal DFP nel-l’ambito del PASS - Piano Operativo Multiregionale 94022 I1)

Nei Progetti mirati di scambio, la traslazione delle esperienze innovative è realizzata mediante l’interazione fra le tre tipologie di attori riportate di seguito:

  • I soggetti intermediari/facilitatori dello scambio, ovvero università e organismi di formazione/consulenza;
  • Le amministrazioni pubbliche che hanno realizzato l'esperienza che vengono assunte come riferimento per le azioni di diffusione, ovvero amministrazioni disposte a condividere esperienze d'innovazione già sperimentate nel proprio contesto organizzativo al fine di consentirne la traslazione in un'amministrazione o in un gruppo di amministrazioni ricadenti nei territori dell'Obiettivo 1;
  • Le amministrazioni pubbliche che traslano nel proprio contesto organizzativo le innovazioni proposte e che sono intenzionate a renderle operative nell’ambito della propria organizzazione.

In particolare, la traslazione delle esperienze d’innovazione prevede, oltre alla realizzazione dei singoli progetti che interessano due amministrazioni (o due gruppi di amministrazioni) l’attivazione di comunità tematiche, cioè di gruppi di lavoro aperti, per la verifica e l'approfondimento del processo di traslazione in atto e per rendere possibile il coinvolgimento progressivo di altre amministrazioni. Lo stesso modello, pur con alcuni aggiustamenti sarà utilizzato per "Cento Progetti".

(Questa fase è oggetto del programma di monitoraggio tecnico dei progetti mirati di scambio deno-minato PROMOSS, previsto all’interno di CIPA.)

Lo sviluppo del programma di diffusione di best practice in CIPA


 

 

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Nei progetti di scambio, infatti il riferimento principale è il progetto mirato approvato e finanziato che prevede lo sviluppo, in un periodo determinato, di azioni di informazione, formazione e assistenza finalizzate ad attivare il processo di traslazione.

Nel caso di "Cento Progetti" il ruolo di facilitatore sarà svolto dal Progetto CIPA e le comunità tematiche saranno il luogo nel quale verranno definiti i percorsi di traslazione.
 

Le comunità tematiche


 

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Le comunità tematiche nella fase di avvio del programma di diffusione saranno costituite da:
  • Amministrazioni che hanno realizzato le esperienze innovative di riferimento: si tratta di "Fornitori" dei "Progetti mirati di scambio" finanziati e non finanziati e di progetti "Premiati" e "Segnalati" della terza edizione di "Cento Progetti al servizio dei Cittadini". Essi avranno il compito di fornire alla comunità tematica tutto quanto possa essere utile ad analizzare, comprendere e traslare gli elementi del processo di innovazione già sperimentato.
  • Amministrazioni protagoniste delle esperienze di traslazione: si tratta dei "Traslanti" dei "Progetti mirati di scambio" in corso di realizzazione. Essi rappresenteranno un osservatorio privilegiato per approfondire, valutare, riprogettare i percorsi di traslazione, tenendo conto di contesti e settori differenti.
  • Facilitatori tecnici: università e società di formazione e consulenza impegnati nei progetti scambi e risorse tecniche individuate all’interno del Progetto CIPA.
  • Enti intenzionati a traslare attivamente le nuove soluzioni nel proprio contesto: si tratta dei "Traslanti" dei "Progetti mirati di scambio" anche di quelli non finanziati e in generale delle pubbliche amministrazioni che vorranno contribuire attivamente al processo di analisi e sistematizzazione delle innovazioni e del relativo processo di traslazione, nonché attivare/consolidare analoghi processi d’innovazione al proprio interno.

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Per lo sviluppo del programma di diffusione delle best practice all’interno di CIPA è prevista la realizzazione delle seguenti azioni, a supporto della costituzione delle comunità tematiche:
  • Analisi, classificazione e approfondimento dei progetti da traslare;
  • Promozione della traslazione delle innovazioni in altre pubbliche amministrazioni;
  • Elaborazione di modelli di riferimento per l’attivazione e la gestione di percorsi di cambiamento;
  • Produzione di materiali: documentazione, supporti tecnologici, report metodologici, griglie di rilevazione, ecc. per sostenere i processi di cambiamento.

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Le azioni previste nel programma di diffusione delle best practice


 

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Le iniziative "Cento progetti al servizio dei cittadini" e "Progetti mirati di scambio" rappresentano, per il progetto CIPA, un punto di riferimento per organizzare comunità tematiche e avviare attraverso di loro processi strutturati di traslazione di innovazione. 
 
 




Nel secondo biennio di realizzazione di CIPA è prevista la costituzione di vere e proprie reti aperte di conoscenze mediante:

  • l’ampliamento delle comunità tematiche a nuove argomenti, a nuove esperienze;
  • lo sviluppo di relazioni fra le diverse comunità tematiche attraverso momenti strutturati di confronto e progettazione comune;
  • lo sviluppo di forme di cooperazione e coordinamento con altri soggetti, reti, club, impegnati nella diffusione di esperienze di innovazione.

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Valeria Spagnuolo
Responsabile progetto CIPA


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