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I SISTEMI INFORMATIVI BASATI SULLE LOGICHE DESCRITTIVE

FORUM PA in collaborazione con EPISTEMATICA

presenta il convegno:

I sistemi informativi basati sulle logiche descrittive.
Stato dell'arte e prospettive

Roma 24 novembre (ore 9:30-13:00)
Centro Congressi Jolly Hotel 'Vittorio Veneto'
Corso Italia, 1

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI

  • Andreas Becks
    Responsabile progetto SWAPit, FIT-Fraunhofer Institute for Applied Information Technology di Sankt Augustin
    Abstract: The text- and data analysis tool SWAPit explores and visualises semantic relationships among text documents and associated data sources. With its elaborated information presentation and innovative interaction design SWAPit integrates distributed information on a single screen, helping the analyst to leverage the organization's knowledge. Thanks to its modular architecture SWAPit can be integrated easily into existing infrastructures or company portals and tailored to the specific needs of different market segments.
    This presentation shows the basic principle of text- and data analysis with SWAPit, its applications, and benefits for organizational knowledge and information management. We also show SWAPit's unique potential when combined with systems based on Description Logics. 

  • Andrea Bicciolo
    Responsabile dei progetti di web semantico Epistematica
    Abstract: Con l'evoluzione tecnologica si pone sempre il problema di far leva sugliinvestimenti già  effettuati riutilizzando quanto più possibile ilpatrimonio informativo e tecnologico esistente. A partire dalla situazione attuale e dalle possibilità offerte dal web semantico, si mostrerà un passaggio dalla odierna realtà dei dati verso una più generale applicazione del web semantico, illustrando vari scenari in cui si può trarre beneficio dall'introduzione delle logiche descrittive già a partire dai dati esistenti, qualunque sia la loro forma e strutturazione. Durante l'intervento, oltre a fornire alcuni elementi teorici, si mostreranno casi pratici dove queste tecnologie possono non solo essere implementate ma anche e soprattutto utilizzate con consistenti benefici per gli utenti dei servizi web.

  • Marco Colombetti
    Politecnico di Milano e Università della Svizzera italiana
    Abstract: Da oltre un decennio il computer, nato come strumento per il calcolo tecnico-scientifico e per la gestione di archivi di dati, si sta trasformendo in un potente mezzo per l'interazione umana. Il web è, per eccellenza, un insieme di luoghi virtuali dove possono comunicare e interagire fra loro persone, imprese e organizzazioni pubbliche; ma questa interazione è resa difficoltosa dalla ridondanza delle informazioni disponibili e dall'impossibilità di muoversi agevolmente nel territorio del web. Il web semantico è, allo stesso tempo, una visione del futuro del web e un repertorio di metodi, tecniche e strumenti già disponibili per l'uso, allo scopo di rendere le informazioni e i servizi reperibili e utilizzabili da parte delle applicazioni software. Il web semantico poggia su due pilastri principali: un pilastro tecnologico, ben fondato nel mondo di XML, e un pilastro concettuale, costituito da un recente capitolo della logicanoto come logica descrittiva. Ed è proprio dall'interazione di queste duerealtà che scaturiscono grandi potenzialità applicative.

  • Francesco Tortorelli
    Responsabile Ufficio Servizi Interoperabilità Evoluti e Cooperazione applicativa CNIPA
    Abstract: Semantiche e ontologie per la cooperazione applicativa. Da un punto di vista dello sviluppo dell'e-government la necessità di prevedere una descrizione semantica dei contenuti applicativi è riconducibile alle seguenti esigenze:
    1) Fornire sistemi avanzati di accesso ai servizi telematici in base al contenuto semantico (front-office);
    2) Definire e condividere il contenuto semantico dei servizi applicativi che costituiscono l'integrazione dei sistemi informativi delle amministrazioni (integrazione dei back office);
    3) Rispondere ad un'esigenza d'integrazione a livello UE dei servizi informatici.
    Il framework di cooperazione applicativa nazionale (SPCoop), frutto di un lungo lavoro di studio e di condivisione tra i diversi livelli dell'amministrazione pubblica, le associazioni dei fornitori ed il mondo accademico, prevede nel suo sviluppo la definizione di strato semantico.
    Le finalità della cooperazione applicativa non si esauriscono infatti alla realizzazione di modello in grado di astrarre dalle implementazioni e di definire interfacce, comportamenti e livelli di servizio secondo linguaggi formali, ma necessitano di una rappresentazione formale dei contenuti semantici delle informazioni veicolate attraverso i servizi.

  • Guido Vetere
    Manager and Research Coordinator, IBM Center for Advanced Studies Rome
    Abstract: Una piena, generale ed effettiva cooperazione tra le applicazioni della PA richiede la disponibilità di un "linguaggio comune" con cui i servizi applicativi possono essere descritti e richiesti, e i dati codificati ed interpretati. In questi ultimi anni, molto lavoro è stato dedicato alla definizione della "fonologia" e della "sintassi" di questo linguaggio: connettività, protocolli, middleware, etc.
    È tempo che ci si occupi anche della "semantica".
    Come i linguisti sanno, la semantica è materia assai complessa. Mutatis mutandis, questo è vero anche nel caso dell'integrazione di sistemi informativi eterogenei e distribuiti. Tuttavia, il passaggio è ineludibile: nella comunicazione, la semantica non è un optional È dunque necessario un approccio all'informatica pubblica che, consolidato il "piano della forma" nell'ambito di tecnologie, middleware, standard industriali ormai maturi, si rivolga al "piano del contenuto", col supporto di metodologie specifiche, risorse pubbliche come ad es. metadati, servizi centrali e periferici abilitanti.
    Lo stato dell'arte degli standard e delle tecnologie per il trattamento della semantica nell'ICT è in continuo progresso. Ma la questione del linguaggio comune non è solo tecnologica: bisogna arrivare a mettere insieme il vocabolario enciclopedico (o, come si dice, l'ontologia) della PA, e questo richiede processi articolati, di grosso impegno concettuale e di alto impatto organizzativo.
    La ricerca pubblica italiana è all'avanguardia nel settore dell'integrazione semantica. L'industria italiana, a diversi livelli di articolazione, ha le competenze per realizzarla. Insomma, il Sistema Paese ha le risorse per supportare quello si configura come un complesso ma necessario processo di rinnovamento della cultura tecnologica. L'azione di governo può sostenere questo processo, portando una chiara visione di quelle che emergono come priorità strategiche per l'ICT, nella Pubblica Amministrazione ed oltre.

 

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