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Carissimi,
ogni
anno, nei giorni frenetici che precedono e accompagnano
l'appuntamento congressuale di
Forum
P.A., mi fermo a considerare questo evento con
occhi da cittadino e ogni volta mi chiedo se riusciamo
a trasferire completamente in questi padiglioni,
negli stand, tra i corridoi assolati di questa
Fiera che ci ospita il grande sforzo di cultura,
di strategia e di processo che la nostra Pubblica
Amministrazione sta compiendo per "coltivare
il cambiamento".
Quest'anno
abbiamo provato a volare alto e ci siamo posti
un obiettivo più ambizioso: affiancare
alle riflessioni e ai confronti sui processi in
atto un esercizio di creatività sui futuri
possibili della nostra Pubblica Amministrazione.
Scenari P.A. è un'iniziativa fortemente
voluta e promossa insieme con Fondazione Censis
per capire quali differenti combinazioni di tecnologia,
capitale umano e politica pubblica potranno verificarsi
da qui a sei anni nel nostro paese. Dunque, come
sarà l'Amministrazione del futuro?
Non
è facile fare previsioni. È uno
scenario profondamente dinamico quello cui ci
troviamo di fronte: le organizzazioni si fanno
complesse, gli interessi e i bisogni più
articolati e meno particolaristici, nascono fenomeni
di aggregazione non tradizionali, il management
dialoga, si confronta, crea strutture di rete.
Questa pubblicazione raccoglie gli spunti critici
e le previsioni, in alcuni casi concordanti in
altre contraddittorie, di 70 amici - mi piace
considerarli tali - uomini e donne che, profondamente
affezionati all'interesse pubblico, hanno condiviso
con noi la loro "visione" e ci hanno
aiutati ad immaginare il futuro. Questo opuscolo
è innanzitutto dedicato a loro, e a loro
va il mio personale e sentito ringraziamento.
Ma ritengo possa essere uno strumento utile e
interessante anche per chi, dal mondo dell'università
e dell'impresa, delle autonomie locali e funzionali,
delle rappresentanze istituzionali e dell'editoria,
opera ogni giorno scelte che coinvolgono tutti
i membri della società civile perché
se è vero che non esiste un insieme rigido
di possibili soluzioni o una ricetta unica è
anche vero che i futuri possibili non sono definiti
indipendentemente dalla nostra azione e dalla
nostra volontà.
Scopriamo
una Pubblica Amministrazione che perde il monopolio
del servizio pubblico e deve confrontarsi con
una più vivace concorrenza, un crescente
schieramento di forze esterne, una società
complessa influenzata più che mai dalla
interdipendenza economica e dal peso crescente
delle strutture e degli accordi internazionali.
Strumenti tecnologici in molti casi addirittura
rivoluzionari faciliteranno domani l'interscambio
delle funzioni e delle risorse umane, produrranno
un aiuto fattivo alle dinamiche del mercato ed
una standardizzazione delle procedure. Le istituzioni
locali, spinte in particolar modo dalle piccole
e medie imprese, saranno i driver dei processi
di sviluppo: i territori competeranno tra loro
per attrarre quote di risorse che ne determineranno
lo sviluppo economico e, che lo vogliamo o no,
dovremo fare i conti con l'aumento dei gradi di
autonomia e dei livelli di responsabilità
dei soggetti territoriali.
Scopriremo,
in definitiva, il "fattore P.A." di
domani, quando il domani è appena dietro
l'angolo.
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