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FORUM PA CENSIS
Le prospettive per i cittadini
   

le parole chiave del rapporto con i cittadini

Responsabilità, fiducia
e sussidiarietà saranno, nei prossimi anni, le parole chiave dell'evoluzione del rapporto dell'amministrazione con i cittadini.
[
Responsabilità, fiducia, sussidiarietà: le coordinate del rapporto con i cittadini
]
NLa fiducia verrà incrementata grazie all'impegno della PA per la crescita di trasparenza. Gli utenti sapranno quali risorse la PA mette in campo, in che modo vengono utilizzate, quali risultati conseguono. Un tale aumento di fiducia sarà dovuto in particolare al diffondersi della cultura dell'e-government tra i cittadini.
Si avrà un'evoluzione in termini di responsabilità grazie a maggiore accountability (responsabilità diretta del soggetto preposto, a livello politico ed amministrativo), maggiore "tracciabilità" dei percorsi, gestione più trasparente dei processi. Sarà proprio questa la più grande rivoluzione nel rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.
Il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione subirà una profonda trasformazione culturale alla luce delle riforme amministrative e costituzionali in atto le cui conseguenze si avvertiranno tanto sul piano della produzione ed erogazione dei servizi quanto nell'evoluzione stessa del rapporto tra amministrazioni e cittadini. Questo sarà, in sintesi:
- meno burocratico;
- più veloce ed efficace;
- con tempi massimi certi.

 

Nei prossimi sei anni le aree prioritarie di intervento per l'ente locale saranno: [ Aree d'intervento prioritarie: l'attenzione è sul sociale ]

- il sostegno alle famiglie con diverse problematiche di carattere sociale;
- gli interventi finalizzati a migliorare e preservare la sicurezza delle città;
- la sanità, rispetto alla quale si verificherà la corsa all'efficienza ed al contenimento della spesa, nonostante la quale ancora tra sei anni vi sarà una generale insoddisfazione per i servizi da parte di ampi segmenti della popolazione che avranno necessità di integrare l'assistenza con risorse proprie per raggiungere livelli accettabili;
- il sostegno alla popolazione anziana sempre più bisognosa di servizi centrati sulla logica della "presa in carico", la cui domanda mancherà di essere soddisfatta dalle logiche di automatizzazione delle domande e delle risposte che si stanno perseguendo (Interactive Voice Response - IVR -, call center, ecc…);
- l'insorgenza di problematiche legate a nuove povertà che riguarderà in particolare le persone anziane sole;
- l'immigrazione extracomunitaria, per cui si verificherà un ripensamento complessivo di alcuni servizi, (es. pubblica istruzione) anche in termini di progettazione: i servizi non saranno più solamente "adattati" ai nuovi contesti ma caratterizzati da livelli di flessibilità che permetteranno di affrontare le notevolissime differenze regionali e culturali;
- l'accoglienza dei cittadini extra comunitari.

 

Il modello a tendere si porrà come obiettivo principale l'eliminazione del digital divide e dei fenomeni di esclusione sociale vecchi e nuovi, che si raggiungerà attraverso: [ No more divide ]


- incentivi ai sistemi di comunicazione facili, semplici che favoriscano l'acquisizione di abilità minime, in grado di superare le barriere culturali;
- creazione di aree di accesso gratuite legate alle soglie di reddito;
- alfabetizzazione informatica a partire dalla formazione scolastica;
- progettazione di nuovi servizi come effettivamente universali;
- interventi differenziati per cercare di raggiungere tutti i soggetti tenendo conto delle difficoltà di ognuno;
- garanzia delle informazioni di primo livello attraverso i call center;
- maggiore fruibilità dei servizi on line;
- creazione di uffici relazioni con il pubblico articolati in sezioni mirate a seconda dei target;
- sistema integrato di comunicazione.

Grazie ad un ingente investimento in formazione e informazione e alle politiche per l'integrazione si riuscirà, nell' arco di tempo preso in considerazione, a garantire servizi di pari qualità indipendentemente dal soggetto, pubblico o privato, che li eroga e ciò accorcerà i dislivelli di fruizione dei servizi tra le diverse categorie della società civile.

Nel 2010 gli obiettivi di trasparenza e qualità saranno, però, ancora rigidamente vincolati alla risoluzione del problema del "digital innovation divide". Nel tentativo di attenuare questa condizione si avrà una diffusione generalizzata della digitalizzazione dei sistemi della PA in Italia secondo il principio della e-democracy, grazie al coinvolgimento di tutte le istituzioni centrali e degli enti locali, a partire dai Comuni e, nelle grandi città, dalle circoscrizioni.
Le ampie categorie più svantaggiate (economicamente e culturalmente) saranno impossibilitate a sviluppare le capacità di fruizione dei servizi on line, con particolare riferimento ai servizi più interattivi in ambito fiscale, economico e socio-sanitario.
Tra sei anni non si avrà un'accentuazione progressiva delle differenze socio-culturali ed economiche né in termini Nord-Sud, né in quelli demografici o culturali. Chi oggi ha difficoltà ad avvicinare le strutture pubbliche nel 2010 ne avrà meno.
Per contrastare i processi che concorrono all'indebolimento del legame sociale e dei modelli di integrazione nelle società oramai multiculturali la PA avrà la capacità di definire gli spazi comuni dei diritti, delle opportunità e delle uguaglianze e questo comporterà un ampliamento dei diritti e una maggiore inclusione sociale.

 

la filiera dei servizi

Tra sei anni le attese e le richieste dei cittadini saranno cresciute esponenzialmente. Consapevoli dei propri diritti e in credito di un rapporto con le amministrazioni diverso e più rispondente alle loro esigenze i cittadini manifesteranno aspettative nei confronti dei servizi resi guidate da bisogni sempre più evoluti.
[ La domanda di servizi: una risposta reale a bisogni evoluti ]
IGrazie alla maggiore attenzione che le amministrazioni avranno riservato in questi anni alla diffusione delle informazioni sulle attività che svolgono e sui servizi che erogano, i cittadini saranno oramai abituati a rapporti più diretti e alla possibilità di un dialogo e di un confronto. Si attenuerà il gap tra aspettativa di servizi e offerta effettiva: non si tratterà di miglioramento solo apparente, ma di un complessivo miglioramento della percezione del servizio da parte dei fruitori, dei processi che stanno dietro all'erogazione dei servizi e della capacità di leggere i bisogni.

 

I servizi cambieranno soprattutto in termini di:
L'offerta: un passo avanti verso i cittadini
- diffusione;
- quantità;
- qualità;
- livello di integrazione.

[ L'offerta: un passo avanti verso i cittadini ]
I servizi ai cittadini tenderanno a soddisfare sempre più i bisogni "immateriali" quali, ad esempio, quelli di sicurezza, qualità ambientale, coesione sociale e i fabbisogni culturali.
Negli anni tra il 2004 e il 2010 le amministrazioni locali sapranno interpretare le esigenze di modernizzazione e riusciranno a coniugarle con il mantenimento del "capitale sociale". Su questo fronte i problemi principali saranno costituiti dalla difficoltà di reperimento delle risorse necessarie a sostenere ed espandere, secondo una visione di universalismo selettivo, la rete dei servizi di welfare e dalla crescente multiculturalità della società.
La PA "prodotto standard" non tenderà a scomparire sotto la spinta del processo di diversificazione delle comunità territoriali ed anzi saranno proprio le comunità storicamente più deboli a richiederlo ancora tra sei anni.
In un primo momento si verificherà una situazione per cui: da un lato verranno confermati e ampliati i servizi già offerti; dall'altro, si erogheranno nuovi servizi ai cittadini in risposta ad una società che esprime esigenze nuove.
In un momento successivo, invece, si assisterà al tramonto del così detto "modello incrementale" di erogazione dei servizi (incremento di nuovi servizi senza abbandono di ambiti di intervento precedentemente soddisfatti). Ciò avverrà a causa degli accresciuti vincoli di bilancio e dell'aumento delle prestazioni richieste. Agirà in tal senso anche il processo di verifica che si avvierà nei prossimi e che metterà in evidenza l'eccessiva rigidità del modello attuale e la costante riduzione degli ambiti decisionali degli organi di governo che questo determina. La presa di coscienza del paradosso di mantenere attivi servizi non prioritari porterà, nel 2010, alla dismissione progressiva dei servizi non più coerenti con le scelte politiche e con i bisogni considerati prioritari nella scala di valutazione programmatica.
La capacità di calibrare i servizi in base alle nuove domande ed ai nuovi bisogni di cittadini ed imprese sarà una delle positive conseguenze della nuova mentalità che permeerà l'attività pubblica nei prossimi sei anni i cui strumenti saranno:
- banche dati complesse;
- ricerche di mercato;
- customer care;
- customer satisfaction;
- dialogo a due vie;
- comunicazione integrata;
- orientamento ai risultati;
- partecipazione dell'utenza alla progettazione ed alla gestione dei servizi.

La modernizzazione dei servizi, e della PA più in generale, coinvolgerà la completa filiera (l'impresa, l'amministrazione concedente, sia locale che nazionale, la maggioranza politica al governo, ecc.); si avrà, cioè, un continuo accorciarsi della catena dei rapporti che stanno dietro all'erogazione dei servizi e ciò comporterà una sempre maggiore attenzione al cittadino cliente e servirà da stimolo all'innovazione di processo oltre che di prodotto.

 

Per far sì che l'utenza sia il vero punto di riferimento dell'azione amministrativa si attuerà, come detto, un cambiamento radicale nella costruzione dei processi di erogazione dei servizi (client-oriented), nelle forme di comunicazione (sempre più trasparenza: rendicontazione sociale), ma anche nelle risorse umane.
[ L'erogazione: studiare le modalità, definire i target ]
Le modalità di erogazione saranno semplificate dalla creazione di:
- punti informativi e di erogazione di servizi unificati (sportelli unici per i servizi per l'anziano offerti da ASL, Comuni, Regioni, IpaB, ecc.);
- creazione di punti unici di accesso alla PA indifferenziata;
- multicanalità;
- aggregazione di servizi accessibili con un'unica richiesta.

Ci sarà una grande differenziazione nelle modalità di erogazione dei servizi: potranno essere progettati dall'ente locale e affidati all'esterno; o progettati dalla società civile secondo linee strategiche fornite dall'amministrazione pubblica e finanziati (tutti o in parte) dal pubblico (modello dell' "invito a presentare proposte" dell'Unione Europea).
Si moltiplicheranno i chioschi di accesso informatico ai servizi della pubblica amministrazione: questi saranno distribuiti come sono distribuite le attuali cabine telefoniche e si troveranno ovunque sotto forma di sportelli presidiati di diverso tipo o di PC a disposizione dei cittadini nei luoghi pubblici. Questo agirà profondamente sull'attenuazione dei divide geografici, economici, generazionali e digitali e agevolerà l'affermarsi di un nuovo modello di erogazione dei servizi per fasi in cui:
- si analizzano i bisogni e si studiano i target di riferimento per ciascun servizio;
- vengono definite le priorità strategiche attraverso strumenti partecipativi;
- si progettano i servizi;
- si definiscono i modelli di erogazione dei servizi
secondo il principio della sussidiarietà orizzontale e con una maggiore articolazione e flessibilità rispetto ad oggi.

 

Nei prossimi anni, sarà maggiore la capacità delle amministrazioni di individuare i target di riferimento per i singoli servizi così da poterli rendere più selettivi e personalizzati. Nei portali web della PA, ad esempio, sarà presente la possibilità di effettuare il "log in" dell'utente e ciò consentirà di proporre servizi e informazioni ad personam: ogni cittadino avrà un suo profilo pubblico informatizzato costruito in base ad abitudini e propensioni al consumo di servizi attraverso le tecnologie informatiche e nel rispetto della privacy.
[ Profilazione degli utenti: servizi su misura ]
Ciò permetterà l'erogazione di servizi personalizzati, con differenze di accesso e fruizione per varie categorie, che terrà conto in particolare delle difficoltà di accesso e di linguaggio. Da ciò, tuttavia, non discenderanno i temuti effetti di disuguaglianza di trattamento e di eccessiva discrezionalità che verranno prevenuti attraverso maggiori controlli di qualità e d'equità.
Piuttosto sarà proprio questo il fattore determinante che porterà ad un effettivo avanzamento del rapporto PA-cittadini perché le diverse applicazioni informatiche della PA potranno tenere conto dei profili degli utenti per fornire un livello di accesso adeguato. La profilazione dell'utenza permetterà, dunque, di scegliere gli strumenti di comunicazione migliori con i cittadini (servizi on line piuttosto che lettera spedita a casa in base alle competenze e possibilità di accesso ai servizi interattivi on line). Non ininfluente in questo senso sarà, infine, la diffusione dell'internet marketing finalizzato alla fidelizzazione degli utenti del web.

 

La pianificazione e il controllo di servizi erogati secondo modalità diverse farà sì che, sempre di più, il ruolo della PA, e in particolare dell'ente locale, si sposti da quello di gestore diretto di servizi a quello di responsabile del soddisfacimento dei bisogni della comunità.
[ Progettazione e pianificazione: innanzitutto ascoltare i cittadini ]
Dal punto di vista organizzativo interno questo cambiamento di prospettiva determinerà un mutamento nei profili professionali necessari all'ente locale per lo svolgimento delle proprie funzioni. Saranno, cioè, potenziate all'interno dell'ente locale le funzioni di pianificazione strategica, programmazione e controllo.
Il rapporto più stretto che, come detto, si verrà a creare tra pubblico, privato e nuove forme gestionali darà la possibilità di attuare molti servizi "on demand" e di articolarne i sistemi tariffari.
La progettazione dei servizi sarà sempre più "parametrizzata" e questo farà percepire al cittadino una possibilità di scelta molto ampia.
Nei prossimi anni la società civile, in gran parte rappresentata dalle diverse organizzazioni economico-sociali presenti nella città, parteciperà alla progettazione dei servizi dando il proprio contributo in termini di idee e di proposte in un processo condiviso e trasparente che consentirà di ricondurre le eventuali rivendicazioni a carattere individualistico e corporativo in un quadro in cui vengano definiti fabbisogni, risorse e priorità.
Il cittadino sarà coinvolto nella progettazione del servizio creando forme di interazione nelle fasi di progettazione, monitoraggio e valutazione ma non in quelle di avviamento e gestione dei servizi.
Inoltre, il coinvolgimento crescente dei cittadini nella progettazione consentirà di sviluppare l'applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale riconosciuto nel nuovo ordinamento costituzionale e di promuovere la diffusione di pratiche e modelli organizzativi dei processi e delle attività pubbliche capaci di diffondere quella cultura di responsabilità civile e democratica che è alla base dei moderni sistemi di cittadinanza europei.
La modalità di progettazione dei servizi e il livello di partecipazione dei cittadini evolveranno in maniera diseguale a causa delle ataviche ragioni di squilibrio territoriale e culturale del paese, della frammentazione e settorializzazione organizzativa delle amministrazioni, ma anche per il diverso livello di condizionamento politico implicato dai modelli organizzativi dei soggetti erogatori.
Rispetto all'offerta di servizi le Ppaa si troveranno a competere per l'ottenimento di risorse anche in base alle proprie performance e ai risultati ottenuti e dovranno dotarsi di sistemi di monitoraggio e di customer satisfaction in grado di ridurre la distanza tra la qualità attesa e la qualità percepita dalla propria utenza.
L'interazione tra cittadini e pubblica amministrazione sui servizi che gli enti devono erogare sarà sicuramente un facilitatore del risveglio della coscienza politica dei cittadini e farà percepire al cittadino il significato della propria presenza (in termini di interazione), a partire dai servizi di cui più ha bisogno. Alla fine del periodo preso in esame e sotto la spinta di questi e di altri processi si avrà, dunque, un incremento certo della sua volontà di partecipazione.

 

i servizi on line

Diventerà fondamentale il tema della cittadinanza elettronica, cioè il modo in cui, nell'era del digitale, essere cittadino si colloca nel rapporto con la politica e la democrazia. In questo contesto assumerà ancora più rilevanza il tema dell'informazione, quale pre-condizione del processo democratico.
[ Cittadini digitali: gli entusiasti e i resistenti ]
Affinché avvenga una reale modernizzazione si faranno solide politiche di incentivazione alle spese ICT da parte dei cittadini finalizzate ad aumentare il numero di famiglie dotate di personal computer e a promuovere l'uso dei servizi interattivi (es. televisione digitale).
Entro il 2010 sarà raggiunto l'obiettivo di portare la diffusione di Internet tra i cittadini ai livelli della media europea: le politiche di e-government riusciranno ad allargare la fascia di utilizzatori di internet, che nel 2010 sarà compresa tra il 40% e il 50% della popolazione italiana. Ciononostante, una parte importante dei servizi continuerà necessariamente ad essere erogata per vie tradizionali, e questo creerà cittadinanze di serie A e di serie B. I cittadini di serie A dialogheranno con una PA on line sempre più disinibita mentre quelli di serie B andranno a fare la fila agli sportelli.
I cittadini saranno più avanti nell'uso delle tecnologie e pretenderanno altrettanto dalla PA. Si avrà una macrocategoria di "tecnoentusiasti" alla quale tenderanno ad appartenere occupati, studenti e giovani con disponibilità continua di PC e connessione in rete. Allo stesso tempo si avrà una diminuzione della categoria dei "tecnoresistenti" nella quale saranno perlopiù anziani e giovani a bassa scolarità informatica.

 

La diffusione dei servizi on line sarà raggiunta grazie a una grande azione di infrastrutturazione del territorio e di alfabetizzazione dei cittadini.
Affinché l'informazione e la comunicazione divengano elemento capace di accrescere lo sviluppo del Paese si avrà una diffusione della larga banda su tutto il territorio che permetterà di superare il digital divide presente soprattutto al Sud Italia e nelle isole.

[ Infrastruttura e alfabetizzazione: le conditio sine qua non ]
Gli investimenti si concentreranno sulla copertura infrastrutturale del Paese in termini di ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line), HDSL (High data rate Digital Subscriber Line) e Wireless, mentre avranno minor diffusione i Collegamenti Diretti Numerici, e la linea dedicata digitale (CDN).
La domanda di servizi on line sarà maggiormente influenzata dai cambiamenti nel settore dell'istruzione ed in particolare dall'insegnamento dell'informatica e dell'inglese sin dalla prima elementare che vedrà il passaggio graduale da aule scolastiche tradizionali ad aule informatizzate e il contemporaneo ampliamento dei servizi per la famiglia da parte delle scuole attraverso i canali informatici.
Per aumentare la connettività delle scuole e dei servizi ad essa connessi verranno sfruttate e ottimizzate tutte le risorse attualmente disponibili (Consip, Rupa, ecc.): ovviamente l'uso intensivo della rete e il suo potenziamento comporterà l'utilizzo esteso di tecnologie Internet, con lo sviluppo distribuito dei sistemi. Il tutto richiederà una forte riqualificazione del personale sia all'interno delle scuole che nell'amministrazione. Nel periodo che va dal 2004 al 2010 si diffonderà tra i cittadini l'abitudine all'uso di strumenti digitali domestici multifunzione: la tv di casa diventerà il terminale di accesso più immediato verso gli uffici e i servizi delle pubbliche amministrazioni e, in molti Comuni, si realizzerà un canale televisivo interattivo, per raggiungere chi non ha o non usa il PC. L'utilizzo della tv come canale per i servizi pubblici aprirà molte nuove prospettive rispetto alle quali si potranno sfruttare anche le potenzialità del digitale terrestre. Tuttavia, ancora tra sei anni la disponibilità di servizi multicanale non supererà Internet come strumento di facilitazione nel rapporto tra PA e cittadini.
Nascerà una moltitudine di call center efficienti ciascuno dei quali avrà un sito web che offrirà servizi e informazioni equivalenti. Il più grosso vantaggio derivante da questa modalità di erogazione sarà di garantire i medesimi servizi a tutte le fasce di popolazione. All'interno dei call center l'operatore si prenderà carico del problema del cittadino e avrà responsabilità ed empowerment per risolverlo con opportune azioni successive offrendo, così, semplicità e soddisfazione paragonabili a quelle di alcuni customer service privati di oggi. In questo ambito saranno strategiche le tecnologie di Customer Reletionship Management (CRM) e Computer Telephony Integration (CTI). Questo produrrà una riduzione progressiva di presenza fisica dei front-line.

 

Il rapporto tra PA e cittadini sarà sempre più pervaso dalla possibilità di usufruire di applicazioni e servizi telematici veloci, accessibili da qualsiasi piattaforma di comunicazione, fruibili a distanza in modalità "senza fili" e caratterizzati da un'alta capacità interattiva.

[ Cittadini e amministrazione: faccia a faccia via web ]
I servizi web-based, che nel 2010 saranno erogati prevalentemente in modalità ASP (Application Solution Provider), permetteranno al cittadino di rappresentare più direttamente le proprie esigenze e di costituire così una relazione più ampia diretta e veloce con la PA.
Tuttavia, nonostante i vantaggi legati ai servizi on line, resterà primaria la relazione diretta, il faccia a faccia tra cittadino e operatore del servizio pubblico, soprattutto per chi non ha conosciuto un'alfabetizzazione informatica di base, per il mondo dell'immigrazione e per tutti coloro che, a maggior ragione, cercano nel servizio pubblico un orientamento, un aiuto, una risposta certa alla propria conoscenza dei problemi e della burocrazia e, più complessivamente, alla propria sicurezza.
Alla base dell'importanza del rapporto reale e della sua prevalenza su quello virtuale c'è anche un'altra questione: l'evoluzione dell'offerta dei servizi non riuscirà, nel breve termine, a ridurre il rapporto con i cittadini alla richiesta di "conferme" e adempimenti in relazione ad informazioni di fatto già in possesso dell'amministrazione.
In altre parole, nonostante l'attuazione della gran parte della norme di semplificazione, il cittadino continuerà ad avere necessità di interagire con l'amministrazione per sollecitare azioni che l'amministrazione potrebbe, invece, autonomamente intraprendere sulla base delle informazioni che possiede o per assolvere a particolari adempimenti.
Si verificherà una situazione in cui i singoli cittadini potranno avviare on line le pratiche, ma saranno ancora rare le procedure che si potranno chiudere interamente via web.
Solo più in là nel tempo, grazie all'interoperabilità tra le Ppaa, si ridurranno le occasioni di contatto con i cittadini che, nel 2010, dovranno richiedere molti meno "servizi" alla PA: verrà meno il bisogno di certificare (le informazioni si raggiungeranno da qualsiasi postazione), di dichiarare (la proprietà di un immobile sarà aggiornata dal notaio, non occorrerà più la dichiarazione ICI), di chiedere permessi per la ZTL (dalla targa si risalirà senza problemi al proprietario e dal suo indirizzo si risalirà al suo diritto di accedere ). Le Agenzie specializzate terranno in gestione i dati dei cittadini provvedendo a rapporti dettagliati sugli accessi e preservando il diritto alla privacy, anzi migliorandolo con garanzie ancora maggiori e attraverso la richiesta di autorizzazione dei cittadini per le relative transazioni (ad es. attraverso SMS).
Ogni banca dati sarà disponibile alle altre amministrazioni per consultazione dei dati che riguardano il cittadino senza per questo compromettere l'autonomia di ogni amministrazione alla lavorazione dei dati per lo svolgimento delle rispettive competenze.

 

Crescerà, da qui al 2010, l'offerta di servizi on line per i cittadini: questo accadrà per il risparmio di tempo che consente e sarà incentivato dalle difficoltà legate alla mobilità urbana.
[ Sevizi on line dalla A alla Z ]
Tutti i servizi pubblici per i quali è tecnicamente possibile usare la rete saranno erogati on line. Questo sarà particolarmente vero per i settori più tradizionali, rispetto ai quali sarà stata superata la fase sperimentale-artigianale, che ha visto migliaia di "innovatori" inventarsi formule e strumenti, spesso bizzarri, costosi e inutili, che dovevano servire per migliorare i servizi erogati dalla pubblica amministrazione.
La diffusione crescente di servizi on line, però, non riuscirà a superare pienamente le problematiche legate alla difficoltà di integrazione con le applicazioni di back office e porterà a limitati vantaggi sul versante dei costi, della qualità e della trasparenza.
Nell'ambito dei servizi on line i servizi futuri o in consolidamento saranno:
- fisco on line: servizi realizzati per aiutare i contribuenti in occasione delle scadenze fiscali (dichiarazione dei redditi, ici, consultazioni catastali e ipotecarie);
- anagrafe on line: (consultazione e stampa di autocertificazione dei propri dati anagrafici e dichiarativi direttamente dal proprio computer, e richiesta telematica per recapito a domicilio);
- iscrizioni, prenotazione e pagamenti on line dei servizi scolastici, socio-sanitari, assistenziali, multe, cartelle esattoriali;
- integrazione delle anagrafi, indice anagrafico nazionale per lo scambio di informazioni tra enti diversi;
- sistema di interscambio catasto-comune;
- possibilità di avviare una denuncia di inizio attività (DIA) on line;
- mercato elettronico;
- cartografia elettronica;
- piani regolatori;
- cataloghi elettronici on line per acquisti con possibilità di negoziare sconti;
- servizi di messaggistica SMS, MMS;
- smart-card;
- servizi informativi via telefono, i-mode e umts.

Quelle che ad oggi sono perlopiù sperimentazioni tecnologiche tra sei anni saranno entrate a pieno titolo tra gli strumenti utilizzati dalla PA e dai cittadini:
- sistemi di pagamento gestiti on line ;
- firma digitale;
- protocollo informatico;
- carta di identità elettronica;
- e-procurement;
- posta elettronica certificata;
- sportello informatico;
- siti web istituzionali;
- VOIP (Voice over IP) telefonia su internet

La carta d'identità elettronica si sarà oramai diffusa su tutto il territorio e permetterà a ciascun cittadino di accedere agli archivi dove sono contenute le informazioni di suo interesse per interagire con esse nella massima sicurezza e riservatezza, sia direttamente da casa propria, attraverso Internet, che tramite intermediari. Questo strumento, oggi così dibattuto, avrà un enorme peso nel processo di e-government e non sarà sostituito da altri strumenti di autenticazione on line più appropriati.
La firma digitale sarà ancora circoscritta alle imprese, ai professionisti ed agli intermediari.
Nel periodo che va dal 2004 al 2010 si diffonderà tra i cittadini l'abitudine all'uso di strumenti digitali domestici multifunzione: la tv di casa diventerà il terminale di accesso più immediato verso gli uffici e i servizi delle pubbliche amministrazioni e, in molti Comuni, si realizzerà un canale televisivo interattivo, per raggiungere chi non ha o non usa il PC. L'utilizzo della tv come canale per i servizi pubblici aprirà molte nuove prospettive rispetto alle quali si potranno sfruttare anche le potenzialità del digitale terrestre. Tuttavia, ancora tra sei anni, la disponibilità di servizi multicanale non supererà Internet come strumento di facilitazione nel rapporto tra PA e cittadini.

 

I siti dei piccoli enti pubblici saranno collegati agli altri siti della PA per facilitare la navigazione dell'utente e si svilupperanno maggiormente portali informativi generali sul modello: www.italia.gov.it.
[ Pubbliche amministrazioni on line: conoscenza, visibilità, fiducia ]
TSarà proprio l'"overdose" di informazioni e di siti della PA che caratterizzerà i prossimi sei anni ad indurre ogni sforzo per selezionare ed ordinare le informazioni (sul tipo del motore di ricerca www.pubblicamente.it).
I portali commerciali erogheranno servizi pubblici grazie ad accordi specifici di collaborazione, cosa questa che permetterà, ad esempio, di aumentare il traffico e la visibilità di offerta di servizi per i cittadini sfruttando le maggiori potenzialità di marketing dei siti privati.
Al fine di costruire un nuovo rapporto di "conoscenza-visibilità-fiducia" con le comunità amministrate i nuovi siti istituzionali saranno imperniati sui criteri più moderni di usabilità, di servizio e di accessibilità e avranno obiettivi e funzioni dedicate a favorire la partecipazione dei cittadini alle decisioni assunte e alle opportunità offerte.
Grazie all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione il diritto di accesso del cittadino si trasformerà in diritto all'informazione per il cittadino e in dovere della PA di informare il cittadino dell'iter degli atti che lo riguardano e dei dati di cui è in possesso.
Le "reti accessibili" prenderanno il posto delle "reti nate per la rete" grazie all'uniformità degli strumenti e alla loro modularità in funzione delle diversità capacità di accesso.
Accanto ad una maggiore, sempre più disaggregata, "clusterizzazione" dell'utenza, verranno individuate metodologie di composizione ipertestuali che consentiranno l'accesso a diversi gradi di complessità in relazione alle diverse capacità ed esigenze dell'utenza
Infine, rispetto all'aumento dell'accessibilità dei siti delle Ppaa giocheranno un ruolo importante:
- l'adozione di tecnologie accessibili per la fornitura di servizi on line;
- la recente legge sull'accessibilità dei siti che riuscirà, nell'arco dei prossimi sei anni, a garantire l'accesso ai disabili;
- la Carta d'identità elettronica (CEI);
- la Carta nazionale dei servizi (CNS).

 

 

le sfide da vincere per i cittadini

Le sfide che la PA dovrà vincere nei prossimi anni a che ci sia una evoluzione e modernizzazione del rapporto con i cittadini saranno:
- raggiungimento di standard di qualità e personalizzazione dei servizi;
- creazione di nuovi strumenti di partecipazione della società civile;
- efficace comunicazione pubblica;
- incremento della qualità dei servizi pubblici;
- maggiore qualità urbanistica ed ambientale delle città e dei territori;
- ridefinizione del proprio ruolo di gestione dell'interesse pubblico all'interno dei nuovi meccanismi di partecipazione attiva dei cittadini;
- promozione dell'attivismo civico;
- risanamento del gap tra chi è tecnologicamente abilitato e chi no, facendo crescere la domanda di servizi digitali e, contemporaneamente, allargando il ventaglio dell'offerta;
- lotta all'esclusione sociale di chi ancora non può o non sa utilizzare i nuovi strumenti tecnologici;
- creazione delle condizioni perché vi sia una reale pari opportunità di accesso;
- internazionalizzazione della cittadinanza;
- completamento del processo di introduzione delle tecnologie informatiche per la semplificazione del lavoro e dell'accesso ai servizi per i cittadini;
- realizzazione di "punti unici di servizio" della PA sul territorio, dove i cittadini possano dialogare in un solo posto con tutta la PA;
- garanzia della sicurezza dei dati personali: privacy;
- costruzione di un nuovo modello di welfare locale.

   
 
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