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FORUM PA CENSIS
I VOSTRI INTERVENTI
   
Scrivi la tua idea: come evolverà la nostra Pubblica Amministrazione rispetto ai processi di riforma interna e nel suo rapporto con cittadini e imprese?
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  • sdr (lunedì 12 luglio 2004)
    Nel rapporto P.A. cittadini non bisogna dimenticare che nella nostra società ci saranno, fortunatamente, sempre più anziani, quindi il rapporto cittadini P.A. non deve essere impersonale e tecnologico, ma deve essere al servizio di....
    Non si può abbandonare una persona anziana alle prese con aggeggi tecnologici e dirgli: arangiati.
    Se in questo momento esiste per il pubblico qualcosa di allucinante sono i "call-center", che portano alla crisi nervosa e alla incomunicabilità dei problemi degli utenti, questo soprattutto nel settore privato, ma bisogna fare attenzione a non cadere nello stesso errore nelle strutture pubbliche.
    Desiderei poter inviare altri miei pareri, è possibile? Mi farebbe piacere una risposta. Grazie

  • Sandra (sabato 3 luglio 2004)
    La nostra P.A. dovrebbe evolvere verso una maggiore celerità nell'accoglienza dei bisogni e dei diritti dei cittadini, cioè avere una funzione di aiuto e semplificazione dei vari contatti tra P.A. e cittadini.
    Soprattutto dovrebbero essere premiati i comportamenti onesti, purtroppo sembra che l'onestà non sia più seguita, come dimostrano vari episodi, avvenuti anche nella mia città.
    Desidero accedere all'area intranet ma non so quali coordinate utilizzare, perché il numero utente e la chiave utente vengono respinte.
    Mi potete inviare una e-mail di spiegazione? Grazie.
    Distinti saluti,
    Sandra

  • felice oteri (martedì 18 maggio 2004)
    la PA potra evolvere solo se la classe politica, tutta, comincerà ad essere, in prima persona, espressione e portatrice di valori ed interessi collettivi.
    Mi rendo conto che per far questo bisogna uscire dalla mediocrità...e dall'accattonaggio.

  • marco la gioia (lunedì 17 maggio 2004)
    La PA potrà evolvere solo se implementerà validi strumenti di valutazione dell'impatto sul territorio delle politiche realizzate e da realizzare. Trasparenza, qualità dei processi, efficienza nella gestione delle risorse non sono sufficienti, da sole, a garantire sviluppo per le collettività. La valutazione delle politiche e l'"ascolto" del territorio potranno restituire ai cittadini una PA ancor meno autoreferenziale dell'attuale.

  • Silvana Bortolami (martedì 27 aprile 2004)
    La P.A. del futuro dovrà essere capace di: semplifcare linguaggio, iter, con l'obiettivo di essere orietnata all'empowrment del cittaidno..costituire oltre che servizi per il cittadino anche momneit di asoclto del cittadino, favorire un approccio educational dell'isituzione...condividere con il cittadino progetti ed iniziaitve, programmazione partecipata, utlizzafre gli struemtni informatici..come strumenti permanenti, oltre che a sviluppare nel eprosnale nuove consapevolezze di un ruolo alla pari con il cittaidno, innescare processi partecipativi strutturati..ed ance ripensdare alll'empowrment del "dipendente" in termini di azionario compartecipe , in termini di empowrment del dipendente

  • Sandra (martedì 20 aprile 2004)
    Penso che la scelta di una informatizzazione dei processi della P.A. sia un processo destinato a protrarsi ancora a lungo, ma se a fianco della tecnologia non si cura la professionalità degli addetti e la capacità di relazione umana verso i fruitori dei servizi, si otterrà solamente che saranno prese decisioni nocive con maggior rapidità rispetto al passato. La tecnologia è un mezzo non deve diventare un fine.

  • Franco (lunedì 19 aprile 2004)
    Non mi azzardo affatto a scommettere su come evolverà, posso dire a caldo come mi auguro che evolva:
    > in direzione di poteri (non solo funzioni) spostati più vicino alle comunità, per facilitare attività di indirizzo e controlli (sussidiarietà verticale);
    > conservando una forte impostazione comune (se la scelta della legislazione concorrente non va bene, non è certo sufficiente il richiamo all'interesse nazionale ad evitare troppo forti diseguaglianze e assenza di contenziosi tra le articolazioni centrali, regionali e locali dello Stato);
    > una Pubblica amministrazione che rafforzi la capacità di interpretare bisogni delle collettività, di indirizzo e controllo, ma che gestisca direttamente sempre meno;
    > una Pubblica Amministrazione che contribuisca, attraverso un miglioramento netto della efficienza e della efficacia, allo sviluppo economico del Paese, in direzione degli obiettivi di Lisbona, così contribuendo alla sostenibilità di un Welfare adeguato ed universale;
    > una Pubblica amministrazione meno autoreferenziale, che comprenda che vi sono nella società forze in grado, in una logica di sussidiarietà (orizzontale) e di complementarietà di farsi carico degli interessi generali.

  • piercarla delpiano (venerdì 16 aprile 2004)
    Cercherà di assecondare la logica di governance ma pagherà cara la lentezza decisionale dei troppi attori in gioco.Senza uno sforzo ancora maggiore di quello attuale sull'ottimizzazione delle risorse e sulla riduzione dei livelli decisionali non si riuscirà a creare quel volano di sviluppo economico tanto auspicato per realizzare interventi di mediazione degli interessi collettivi efficaci sotto il profilo socio economico e politico.

  • beatrice magnolfi (venerdì 16 aprile 2004)
    La tensione verso la riforma della P.A. mi sembra molto diminuita.
    Il governo non ha questa priorità, si occupa solo dello spoil system.
    Non si parla più di trasparenza, semplificazione, reingegnerizzazione dei processi. L'innovazione tecnologica divisa dalla funzione pubblica è solo occasione di convegni.
    In ogni caso, io sono ottimista. Il controllo sociale spinge verso il cambiamento e la scarsità delle risorse aguzza l'ingegno degli amministratori, sopratutto a livello locale.
    Lo scenario che vedo è la sintesi fra il massimo dell'innovazione (e-governement) consentita dalle tecnologie e il massimo della personalizzazione dei servizi, fino al rapporto individuale con il cittadino.
    E' una sintesi possibile, non solo giusta, ma conveniente. Il cittadino neutro non esiste, si sprecano soldi per dare risposte sbagliate.
    Le sfide più urgenti secondo me sono quelle del riuso e dell'interoperabilità attraverso standard per l'accesso universale.
    Ma non bisogna dimenticare che in molte aree non esistono le infrastrutture.
    Banda larga e interoperabilità dei servizi, tradizionali e innovativi (teleassistenza per gli anziani, formazione a distanza, ecc).
    Un settore che è stato poco toccato dall'innovazione è quello della giustizia. Invece di sfornare leggi che rallentano il corso della giustizia, si potrebbe riformare interamente il processo civile con la telematica.
    Grazie e buon lavoro.

  • elena tropeano (lunedì 29 marzo 2004)
    credo che riuscirà a evolvere bene se abbandonerà metodi e culture del new public management e adotterà strategie legate allo sviluppo delle politiche pubbliche e a una visione dell'organizzazione come sistema di relazioni e non come "macchina".
    Rispetto ai rapporti con cittadini e imprese, pur ritenendo importante un'azione amministrativa "a più voci" non vorrei che le istituzioni si indebolissero e delegassero le loro funzioni. Nello scenario della sussidiarietà orizzontale temo che il problema della rappresentanza non sia sufficientemente preso in considerazione

  • mario battistoni (lunedì 22 marzo 2004)
    Se i governanti vorranno valorizzare il ruolo strategico della P.A. si assisterà alla progressiva facilitazione delle attività previste nel quarto comma dell'art.118 della Costituzione, altrimenti si dovrà solo ridurre le competenze (e il personale) di una P.A. incapace di offrire servizi efficienti ed efficaci, ma che grava in modo intollerabile (tasse) sul settore privato, intrinsecamente più efficiente ed efficace.

  • giovanni flore (giovedì 18 marzo 2004)
    La nuova PA non sarà troppo diversa dalla vecchia: un insieme di contraddizioni non privo di sorprese. La richiesta emergente è quella del miglioramento dei livelli dei servizi offerti al pubblico, e qui - su un terreno organizzativo e culturale allo stesso tempo - si giocherà la partita dei prossimi anni.

  • Maria Paola Borio (giovedì 26 febbraio 2004)
    Sarà necessario ripensare il lavoro pubblico che non potrà più essere legato a orari fissi o alla presenza fisica agli sportelli, soprattutto se si sceglierà di erogare servizi a distanza o in orari serali quando l'utente è libero da altre occupazioni.
    Occorre quindi valorizzare le risorse umane e uscire da schemi troppo rigidi di organizzazione del lavoro.

  • roberto (martedì 24 febbraio 2004)
    La P.A. sarà investita da un porcesso di informatizzazione che renderà il rapporto con i cittadini molto più immediato e trasparente.
    La mancanza della conoscenza diretta dell'impiegato eviterà che il fattore "umano"entri in modo eccessivo nel rapporto impiegato-cittadino.
    Un aspetto da non sottovalutare

  • maux (mercoledì 28 gennaio 2004)
    il cittadino avrà a disposizione lo sportello dell'ente di riferimento e da questi otterrà qualunque cosa abbia bisogno: questo è il tendere !
    Tutte le P.A: saranno collegate tra loro e avranno a disposizione dai comunie NON REPLICATI grazie a un sistema di tipo GRID.
    Come si può accedere all'area INTRANET ?

  • Nicola Melideo (martedì 20 gennaio 2004)
    A. Come vorrei che si evolvesse
    1. Più capace di servire e meno attenta ad autocelebrarsi;
    2. Meno costosa e più professionale;
    3. Meno ingombrante e più impersonale;
    4. Meno convegnistica e più operativa,
    5. Meno dipendente da modelli di sviluppo imposti dall'esterno e più capace di produrre una propria, autonoma cultura dello sviluppo e del servizio;
    6. Meno dipendente culturalmente da Oracle e più capace di recuperare i veri oracoli dell'amministrazione pubblica (a partire da Montesquieu, Tecqueville, Max Weber, etc..

    B. Come penso che si evolverà
    1. Aumenterà il divario tra Nord e Sud;
    2. Aumenterà il divario tra chi fa cose eccellenti (pochi), chi fa cose buone (un po' di più) e chi spende soldi senza criterio (tantissimi);
    3. La crescita della spesa per l'innovazione sarà ripagata solo in minima misura da una reale amministrazione e da un reale ssnellimento della PA.

  • Mariella Gramaglia (lunedì 19 gennaio 2004)
    Qualsiasi evoluzione significativa della P.A. non può avvenire solo agendo su leve "tecniche": evoluzione tecnologica, semplificazione di processo, innovazione di gestione, formazione delle risorse umane. Tutto prezioso, ma non basta.
    Ciò che conta di più è la democrazia presa sul serio: consolidata da basso nelle sue regole e nelle sue forme di partecipazione. Il rischio più grave della società contemporanea è l'eccesso di delega e il silenzio degli innocenti. Il cittadino vero non è "innocente". E' sapiente e vigile.

  • sepe ferruccio (lunedì 19 gennaio 2004)
    un'amministrazione sempre più erogatore, controllota, di servizi no- profit e sempre meno guardiano occhiuto dell'attuazione delle leggi.
    Un'amminstrazione che interloquisce, che negozia, che promuove e, solo in ultima ed estrema analisi propone interventi normativi.

  • Romeo Broglia (giovedì 15 gennaio 2004)
    Dalla società dell'informazione alla società della conoscenza.

    Il percorso che abbiamo fatto in questi anni va in questa direzione. Le itc come strumento e non come fine che governano esse stesse le scelte amministrative. Le tecnologie ci sono e devono essere a servizio di una visione strategica ed organizzativa della PA, ma c'è ancora troppo poca attenzione rispetto ai contenuti.
    L'attenzione delle grandi Aziende del settore sulla PA italiana, che indubbiamente in questi anni ha fatto uno sforzo di innovazione ai più ininmaginabile, a volte schiaccia le Amministrazioni locali con soluzioni preconfezionate e ne impedisce la crescita.
    Investire di più nella formazione.
    E' una idea forse vecchia, ma abbiamo bisogno di più Politica, come capacità di leggere e disegnare il futuro. Ovviamente Politica con la P maiuscola.

  • Giancarlo Fornari (domenica 11 gennaio 2004)
    Sarà un'amministrazione sempre più preoccupata di migliorare il rapporto con gli utenti.

  • giovanni (mercoledì 7 gennaio 2004)
    dipende come utilizzerà le risorse umane interne la p.a.- se non si punta ad una riqualificazione "vera" "generale" ci sarà sempre un freno naturale che, non capendo cosa succede si chiamerà fuori.Bisogna intervenire trasversalmente su tutti i livelli della piramide, motivare, riconoscere, incentivare.Le strutture non sono fatte solo di dirigenti.Personalmente il mio aggiornamento è stato solo qualcosa di personale.Ho visto riforme fatte sul volontariato di qualche dipendente.Ci sarebbe tanto da dire e da fare e nell'intimo del mio cuore spero prima di andare in pensione di vedere una p.a. fatta di realtà messe in condizione di lavorare con entusiasmo e con il piacere di fare.Concludo del dirvi che la vostra iniziativa mi piace.Distinti saluti e buon lavoro

  • Maria Luisa Gazzola (venerdì 2 gennaio 2004)
    Nel mio comune mi occupo di programmazione e controllo ma anche di strumenti innovativi come bilancio sociale e bilancio di mandato, nonché di gare on-line e marketplace. La mia attenzione è tutta rivolta al contatto diretto con i cittadini e gli altri portatori di interesse in particolare per quanto riguarda l'ente Comune. Nel 2010 vorrei un Comune interattivo, digitale e dinamico che contatta i propri cittadini attraverso la posta elettronica e li coinvolge sempre più nel proprio ambito decisionale. Per ottenere questo gli strumenti necessari sono: la continua innovazione dei sistemi informativi con iniziative atte ad incoraggiare il cittadino all'utilizzo del computer, di internet e della posta elettronica (certificata); continua formazione del personale sia sotto il punto di vista tecnologico che metodologico al fine di evitare una spersonalizzazione dei rapporti con il cittadino che non potrà ricevere tutti i servizi on-line e quindi dovrà poter approcciare con persone preparate e disponibili; maggiore utilizzo di strumenti come il bilancio partecipato ed altri strumenti partecipativi (consultazione on-line del cittadino sul futuro della città o su argomenti specifici) al fine di incoraggiare e coinvolgere il cittadino nell'amministrazione della propria città (questo potrebbe anche essere lo strumento atto ad evitare il disinteresse di una buona parte della cittadinanza verso la politica e l'amministrazione); servizi sempre più di qualità mirati alle effettive necessità della città; comunicazione sempre più capillare sui servizi resi (carte dei servizi ed altri strumenti come bilancio sociale e di mandato) e sui risultati della gestione e delle strategie poste in essere dalle amministrazioni.

  • Antonio Oddati (venerdì 2 gennaio 2004)
    potrà evolvere attraverso una maggiore integrazione del sistema di valutazione e comunicazione dove il tempo del servizio erogato, le procedure, gli aspetti tecnici, le informazioni sulla funzionalità dell'organizzazione diventano con la valutazione il luogo d'analisi per il miglioramento dell'azione messa in atto e, con la comunicazione, il luogo d'analisi per attivare un sistema integrato di relazioni sociali ed umane

  • antonio (mercoledì 31 dicembre 2003)
    Lavorerà fuori dell'ufficio (casa, per strada, presso il cittadino) il 50% dei dipendenti
    I dirigenti avranno retribuzioni legate alla crescita professionale dei dipendenti, mentre i dipendenti saranno retribuiti in base alla soddisfazione dei cittadini
    L'orario di lavoro sarà ridotto a parità di retribuzione, oppure anche ai dipendenti verrà rimosso l'obbligo di presenza (identico trattamento dei dirigenti)

  • Lorenzo Uasone (sabato 27 dicembre 2003)
    Il Bilancio economico annuale di ciascun Ente Pubblico deve essere pubblicizzato e comunicato ai cittadini come il bilancio di qualsiasi impresa privata.
    Per questo settore che cosa si prevede, quale strategia può essere approntata per raggiungere l'obiettivo??

  • tiziana formichetti (sabato 27 dicembre 2003)
    Immagino funzionari "felici" di lavorare in un'amministrazione pubblica che, sfruttando le potenzialità del telelavoro, consenta loro di riappropriarsi del "tempo perduto".

  • sonia cicero (venerdì 26 dicembre 2003)
    io immagino, o forse più spero, una P.A. che parlando di organizzazione interna consideri basilare affidarne la progettazione, la costituzione e la gestione ordinaria ad una equipe socio-psicologica (sociologo esperto di P.A. + psicologo) che in quanto professionalmente qualificata possa coltivare e governare le relazioni individuali e di gruppo (interne e esterne) che ritengo essere una "mina" costantemente innescata dei luoghi di lavoro, in quest'epoca più che mai. buone feste

  • (mercoledì 24 dicembre 2003)
    In effetti questo sito è indispensabile, perchè in genere i Comuni non hanno le idee chiare su come informatizzarsi al meglio.

    Personalmente lavoro in un comune di circa 6.000 abitanti e seguo l'e-gov dell'Associazione "Comuni Molisani", ma in effetti ognuno poi, data la famosa autonomia, viaggia per conto proprio.

    Sarebbe opportuno riassumere gli obblighi per gli enti locali in merito all'informatizzazione più idonea, specificando le direttive ministeriali e, soprattutto, predisponendo i moduli necessari, come ad esempio: bandi di gara e capitolati (tutta la modulistica, con note, specie ai fini della pubblicazione, se solo all'lbo Pretorio).

    In modo semplice andrebbe fatto capire IN BREVE (senza sproloqui che pochi capirebbero) che dal 1° gennaio 2004 esisterà l'obbligo del protocollo informatizzato, firma digitale, flusso documentale e archiviazione ottica (archiviazione basata sull'indicazione del tipo di archiviazione, secondo il titolario nazionale).
    In attesa di riscontro, porgo fervidi Auguri di Buon Natale e Felice Anno 2004.

    litteriofi@tiscali.it

  • Lantieri Stefano (martedì 23 dicembre 2003)
    Vorrei essere inserito nelle mailing list

  • Giancarlo Zamboni (martedì 23 dicembre 2003)
    La Pubblica Amministrazione dovrà essere un pilastro solido, efficente ed efiicace per garantire competitività al sitema Italia.
    Dovrà diventare elemento trainante dell'innovazione nell'economia e garante di pari opportunità per le future generazioni.
    Per raggiungere questi obiettivi dovrà la P.A. dovrà promuovere una profonda riflessione su se stessa e defnire i criteri di selezione e i prerequisiti necessari ad un ricambio generazionale.

  • gabriele chiarini (martedì 16 dicembre 2003)
    Una società in cui la PA si presenta come fornitrice di servizi atti a stimolare l'intervento la parteciipazione degli utenti.
    Questi non si recheranno spesso negli uffici fisicamente, ma faranno largo uso di internet per chiedere e ricevere certificati, domande, etc.
    Inoltre grazie alle CIE con Firma digitale potrà essere riconociuto e trasmettere documenti .
    Un mondo paperless permetterà semplificazioni e facilità all'accesso anche in remoto.
    Molti lavoratori opereranno in tele lavoro con orari che permettano la personalizzazione degli orari di lavoro coniugandolo con la vita famigliare, Questo ridurrà gli ingorghi e gli spostamenti con veicoli da e per il luogo di lavoro.
    Il cambiamento dovrà passare dai doveri ai diritti.
    Un esempiopotrebeb essere quello di trasformare, come già previsto , la denunci ICI in semplice comunicazione (il risultato sarebbe lo stesso, ma si eviterebbe al cittadino il rischio di sanzioni, al comune il vantaggio di avere dati precisi e aggiornati.
    Ad esempio eliminando le pastoie che rendono "irritante" al cittadino -utente le normali operazioni: pagare le tasse, fare la dichiarazione dei redditi, fqare una richiesta es. il permesso a costruire.
    Questo vuol dire attivare sportelli unici e urp,.
    La pa potrà colloquiare con gli utenti anche via sms e fare sondaggi via internet.
    Ma questo chie allo stato un processo di alfabetizzazione informatica telematica (uso di internet - pc - telefonini - bancomat - CIE - Firma difgitale)

  • Giovanni Battista Vargiu (lunedì 15 dicembre 2003)
    Vedo un pubblica amministrazione interamente informatizzta ed in cui tutte le risorse siano poste in rete a disposizione di ogni cittadino. In concreto qualsiasi provvedimento deve essere pubblicato nella rete e a disposizione di chiunque ne abbia interesse. Ne quadagnerebbero le PA in efficienza, i rapporti cittadino PA che verrebbero improntati ad una completa trasparenza; l'intero sistema politico si riposizionerebbe rispetto a tentazioni egoistiche e di tutela di interessi che non siano pubblici e generali.

  • Domenico Pennone (giovedì 11 dicembre 2003)
    Ieri era un castello con alte mura e circondato da fossati. Le uniche vie d'accesso erano delle porte dorate chiamate "segreterie politiche". Oggi abbiamo tanti palazzi dalle mura fragili e dai tanti ingressi, tutti diversi e tutti ancora difficili da varcare.
    Domani o sarà una grande piazza, la vera agorà, oppure dentro quelle mura non ci sarà nulla di interessante da condividere.

  • Marco Rogari (giovedì 11 dicembre 2003)
    Due sono chiaramente i punti di riferimenti per il futuri prossimo: l'avvento del federalismo (amministrazione centrale più leggera) e il sempre maggior ricorso alle nuove tecnologie. Ma per le sfide della "PA che sarà" occorrerà tenere conto anche degli sviluppi del tessuto produttivo: la crisi elle grandi aziende e le incognite legate alle piccole imprese; la necessità di difendere maggiormente il "made in Italy" garantendo magari corsie burocratiche ad hoc. Non solo si pone anche un problema di classe dirigente: come dovrà essere il manager pubblico del 2010 nell'era del federalismo, della digitalizzazione e del ritorno alla valorizzazione delle aziende italiane?

   
 
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