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del
21/02/2007
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La
Business
Intelligence
si sposa col GIS
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Come
si sa, le autonomie locali si trovano attualmente a operare in un contesto
segnato da una profonda trasformazione istituzionale, i cui esiti sono
peraltro ancora tutti da definire. La riforma del Titolo V della Costituzione,
che assegna alle Regioni competenze esclusive in materie come la sanità,
la scuola e la polizia locale, e i tavoli di confronto tuttora aperti
sul federalismo (e sul federalismo fiscale in particolare) impongono alle
Regioni di abbandonare la tradizionale funzione puramente amministrativa
per assumere un nuovo ruolo di indirizzo, di coordinamento e di controllo.
L'assunzione di un ruolo di governo implica però che gli organi
decisionali regionali abbiano una chiara visione delle peculiarità
del territorio, delle caratteristiche demografiche e socio-economiche
della popolazione e dei bisogni dei cittadini, per elaborare e attuare
politiche pienamente commisurate alle specificità territoriali.
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Business
Intelligence e dati georeferenziati
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Non
stupisce quindi il forte interesse manifestato dagli enti regionali di
governo per gli strumenti di supporto alle decisioni, soprattutto quelli
che sono in grado di coniugare l'analisi statistica dei fenomeni con la
loro dimensione geografica. È questa la strada intrapresa da Regione
Campania con il progetto Sistema di Supporto alle Decisioni Territoriale
(SiSDeT), giunto ormai quasi in fase di regime. Come spiega Francesco
Crisci, Dirigente del Servizio Statistica - Supporto alle Decisioni, "Nel
corso degli ultimi 13 anni, abbiamo utilizzato la tecnologia SAS per realizzare
un'architettura di Business Intelligence che fungesse da supporto al Servizio
Statistica, con particolare riferimento alle applicazioni per l'integrazione
e la manipolazione dei dati e alle soluzioni per l'analisi e il reporting.
D'altro canto, l'implementazione della piattaforma GIS di ESRI rendeva
disponibili un insieme di strumenti per la gestione e la rappresentazione
dei dati territoriali di cui era impossibile sottovalutare l'importanza.
Il nostro progetto si è posto l'obiettivo di integrare queste due
metodologie di analisi tra loro complementari. Da un lato gli strumenti
di Business Intelligence consentono di analizzare il patrimonio informativo
regionale con le più avanzate tecniche di analisi alfanumerica,
reporting multidimensionale e indicatori strategici di sintesi. E dall'altro
l'analisi territoriale permette di individuare e di rappresentare sinteticamente
le relazioni tra i fenomeni su base geografica."
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Uno
strumento decisionale per gli organi di governo
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Nasce
così il Sistema di Supporto alle Decisioni Territoriale (SiSDeT),
che, lungi dal limitarsi a una semplice rappresentazione dei dati alternativa
a quella tradizionale (tabellare o grafica), offre tutto il valore aggiunto
dell'integrazione tra le due metodologie di analisi, accelerando e ottimizzando
il processo decisionale degli organismi di direzione strategica. "A
partire dalle piattaforme esistenti - prosegue Francesco Crisci -
ci siamo proposti di implementare un sistema integrato a tutti i livelli,
interoperante con le applicazioni esistenti, aderente agli standard richiesti
dalla Pubblica Amministrazione e fruibile da diverse tipologie di utenti.
Così agli strumenti di analisi territoriale, come query geografiche,
buffering e intersecting, si aggiungono le funzionalità più
sofisticate della Business Intelligence che risultano particolarmente
utili nelle analisi statistico-territoriali, come l'analisi di prossimità,
la definizione dei 'service area' e l'imposizione dei modelli combinati
di analisi spaziale". Sempre in tema di integrazione, il sistema
sfrutta pienamente l'architettura parallela della Data Integration SAS:
la capacità di raccogliere, integrare e sintetizzare le informazioni
provenienti dalle fonti più svariate, in modo trasparente per l'utente,
accelera le operazioni di acquisizione e di organizzazione dei dati, migliora
le prestazioni complessive e offre la necessaria flessibilità nell'adeguarsi
a possibili variazioni dei flussi o cambiamenti nelle logiche di trasformazione."
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Il
valore aggiunto dell'integrazione
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Il
valore aggiunto dell'integrazione emerge pienamente dalla possibilità
di effettuare interrogazioni articolate e di ottenere rappresentazioni
cartografiche complesse per evidenziare fenomeni e tendenze difficilmente
percepibili con indicatori di tipo esclusivamente numerico. "Per
fare solo qualche esempio - spiega Francesco Crisci - alimentando
opportunamente il sistema, è possibile conoscere non solo il numero
dei pendolari quotidianamente in uscita da ogni singolo comune della regione,
ma anche la matrice origine-destinazione completa relativa a una certa
area, suddivisa per condizione professionale del pendolare o per mezzo
di trasporto impiegato. Oppure indagare la spesa farmaceutica della popolazione
residente in una determinata area, integrando le analisi sui dati del
consumo farmaceutico con le valutazioni ambientali legate a fattori epidemiologici
o di inquinamento. O ancora, analizzare la suddivisione dei finanziamenti
regionali per area, valutando le performance di utilizzo in base alla
tipologia dei progetti e alle condizioni morfologiche del territorio."
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Una
vasta comunità di utilizzatori
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Chi
sono tipicamente gli utilizzatori del SiSDeT? "Il disegno del
progetto - risponde Francesco Crisci - è finalizzato ad
assicurare una molteplicità di livelli di fruizione. C'è
il livello strategico e politico, cioè la Presidenza e gli Assessorati,
che possono utilizzare il Sistema Statistico Territoriale per calibrare
le politiche di intervento in funzione delle specificità territoriali.
Ci sono i dirigenti apicali, che curano l'implementazione delle strategie
definite. E ci sono gli utilizzatori operativi, che hanno bisogno di viste
di dettaglio sui fenomeni. Al di là degli utenti per così
dire 'regionali', il sistema sarà anche accessibile a una vasta
comunità che spazia dagli enti locali alle imprese, fino ai semplici
cittadini. Grazie ai meccanismi di profilazione, metteremo a disposizione
delle diverse categorie di utenti gli strumenti per monitorare i fenomeni
di interesse, analizzare le cause che li determinano e valutare i fattori
che ne guidano l'evoluzione. Il tutto nel modo più semplice possibile".
I risultati delle analisi saranno infatti resi disponibili sul Web da
un'applicazione per pubblicare i tematismi prodotti: sarà sufficiente
un semplice browser per navigare tra i dati secondo i profili di abilitazione
definiti. "Per quanto concerne l'evoluzione del progetto -
conclude Francesco Crisci - il nostro primo obiettivo è quello
di consolidare i risultati raggiunti. In un prossimo futuro, prevediamo
di aggiungere nuove funzionalità analitiche, come il forecasting
e l'analisi previsionale, e di implementare funzioni di analisi territoriale
di secondo livello, come le analisi di routing e l'analisi spaziale con
modelli di gridding."
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