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ne
parliamo con
La tecnologia e i "pluriversi" della disabilità
Carlo Gulminelli - Vice
Presidente Fondazione ASPHI onlus
del
21/02/2008
Premettendo
che la categoria delle persone disabili comprende realtà
diversissime tra loro e molto complesse, dalla sua esperienza, in
che modo pensa che la tecnologia possa contribuire a migliorare
la qualità della vita di queste persone?
Si
va sempre di più verso la società della conoscenza che ha
come strumenti e metodologie fondamentali la comunicazione che avviene
in larghissima parte attraverso tecnologie informatiche e trasmissive
per cui ciò che avviene in questo campo, da oggi in poi o da sempre,
è fondamentale per la partecipazione delle persone allo sviluppo
della società, questo vale nella scuola, nel lavoro, nella vita
indipendente.. In questo contesto uno degli strumenti principali è
la tecnologia informatica, fino a ieri il computer, da oggi la comunicazione
mobile sul cellulare. Resta
il problema di capire in che modo una persona che ha un deficit può
ugualmente utilizzare le tecnologie informatiche di comunicazione.
La
vostra è una fondazione supportata da aziende e istituti
e si occupa proprio di applicazioni della tecnologia informatica
in favore dei disabili. Dal suo punto di vista quali sono gli aspetti
da prendere in considerazione quando si realizzano soluzioni applicative
o ausili?
Bisogna
capire se l'utilizzo di una tecnologia richiede la presenza di sensi particolari,
la vista, l'udito, bisogna far sì che ci sia uno strumento che
consenta di sopperire al deficit. Esistono due famiglie di prodotti: la
prima contiene gli ausili veri e propri, ad esempio una tastiera più
grande o più piccola a seconda delle capacità motorie di
una persona, in molti casi oltre ad ausili di questo tipo si è
reso necessario intervenire sulla tecnologia dando luogo a quelle che
si chiamano tecnologie assistive come ad esempio gli screen reader o Robobraille.
I numeri sulla percentuale dei disabili sono molto imprecisi, comunque
le percentuali per l'Italia sono intorno al 4- 5% della popolazione. (qualche
dato su disabilità
in cifre).
Il vivere civile è fatto di tanti gruppi di pressione, ognuno dei
quali ha le sue motivazioni, ci sono quelli strettamente economici e altri
che ne hanno altre. Qualcuno dice motivazioni sociali, altri civili, altri
ancora cura di chi ne ha bisogno, noi come fondazione Asphi, dato il nostro
stretto legame con le imprese, siamo molto più vicini non tanto
all'opera buona quanto all'opera utile.
Secondo
lei quanto le tecnologie oggi rispondono ai reali bisogni delle
persone disabili?
Eh,
a questa domanda è molto difficile rispondere, ognuno vede il bicchiere
mezzo pieno o mezzo vuoto.. Paese per paese ci sono moltissime differenze,
per esempio l'Italia è l'unico paese europeo che ha una legge precisa
che obbliga la pubblica amministrazione a rendere le applicazioni informatiche
accessibili alle persone disabili. Per quanto, come molte altre leggi
del nostro paese, non viene applicata se non in percentuali molto basse,
anche qui difficili da quantificare.
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