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Siav
ha realizzato oltre 1.500.000 di immagini digitali delle opere custodite
nella Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella. Un patrimonio
culturale di grandissimo valore, costituito da manoscritti, stampe rare,
libretti d'opera e partiture musicali, molte delle quali autografe. La
digitalizzazione permette a chi è interessato alla consultazione
di accedere più facilmente a opere preziose conservate in archivi
storici e musei, senza il rischio di danneggiarle. "L'obiettivo di
Siav è promuovere i Beni culturali favorendo la conoscenza di tesori
della cultura italiana, che altrimenti rimarrebbero "nascosti"
ai cittadini", dice Alfieri Voltan presidente di Siav.
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Il
Conservatorio di San Pietro a Majella trae le sue origini nei quattro
Orfanotrofi sorti nel Cinquecento nelle zone più povere di Napoli,
che si trasformarono poi in vere e proprie scuole musicali, per soddisfare
le sempre maggiori richieste di cantanti virtuosi nei melodrammi. La musica
divenne così uno dei mestieri più redditizi e gli orfanotrofi
si trasformarono in luoghi in cui si conservava la musica: i Conservatori.
Il Conservatorio di San Pietro a Majella oggi è anche sede di una
importantissima Biblioteca, dove si conservano autografi, manoscritti
e stampe rare relative, in particolare, alla musica del Settecento napoletano:
gli autografi di Alessandro e Domenico Scarlatti, di Pergolesi,
Paisiello, Cimarosa, Rossini, Bellini, Donizetti, il Quartetto di Giuseppe
Verdi, i manoscritti, spesso nell'inconfondibile stile di celebri copisti,
le stampe rare di raffinata fattura, la raccolta di libretti. Tutto questo
- e tanto altro ancora - si presenta agli occhi di chi entra nelle splendide
sale della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, un vero
e proprio viaggio a ritroso nel tempo attraverso alcuni fra i più
affascinanti capitoli della storia della musica.
7.000
opere da digitalizzare
Lo storico patrimonio musicale della Biblioteca del Conservatorio la rende
una delle più importanti biblioteche musicali del mondo, una fonte
unica e insostituibile per lo studio della storia musicale napoletana,
e italiana in generale, dal Seicento ai giorni nostri.
L'opera di digitalizzazione realizzata da Siav ha interessato ad oggi
circa 7.000 opere tra autografi, manoscritti ed edizioni a stampa (sono
oltre 20.000 i manoscritti custoditi nella biblioteca) scelti tra i più
significativi e preziosi, in primo luogo la grande maggioranza dei manoscritti
autografi: si spazia dalla scuola napoletana del Settecento - tra i più
rappresentati Pergolesi, Piccinni, Paisiello, Cimarosa - fino a tutto
l'Ottocento, con importanti presenze di Rossini, Bellini, Donizetti.
Il progetto è stato eseguito con l'ausilio delle più recenti
e sofisticate tecnologie di ripresa digitale, garantendo una elevata qualità
delle immagini digitalizzate e una particolare attenzione alla cura dell'integrità
dei documenti originali.
Per garantire la qualità del progetto, tutte le attività
connesse al suo svolgimento sono state eseguite da professionisti specializzati
nei vari settori interessati.
Le stesse immagini sono fruibili ad alta risoluzione presso la Biblioteca
del Conservatorio. Per questo è stato predisposto un sistema
di consultazione basato sulla piattaforma di sviluppo di archivi digitali
"Galileo".
L'obiettivo principale del progetto è la salvaguardia del vasto
patrimonio della Biblioteca e l'incremento delle opportunità di
accesso ai contenuti di questo patrimonio.
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Digitalizzazione
- Le immagini digitali sono state prodotte in un formato master per la
conservazione fuori linea, in un formato compresso ad alta definizione
per la consultazione in rete locale e in un formato compresso "leggero"
per la consultazione in rete WEB.
La digitalizzazione è stata effettuata secondo i più rigorosi
criteri di qualità e sicurezza.
Metadati
- L'associazione delle riproduzioni digitali ai dati catalografici delle
opere e la produzione di metadati secondo lo schemaMAG definito dall'Istituto
Centrale per il Catalogo Unico, costituiscono l'elemento di congiunzione
tra i dati già disponibili in indice e le immagini digitalizzate.
Questi dati così strutturati sono alla base del sistema di comunicazione
di teche digitali condivise.
Galileo - Tutti i dati e le immagini ad alta definizione sono conservati
e fruibili presso il Conservatorio, tramite un archivio digitale basato
sulla piattaforma Galileo di Siav. Questo archivio consente la consultazione
e l'amministrazione della riproduzione di dati e immagini.
Server Farm - Presso il Conservatorio è stata predisposta
l'infrastruttura hardware e software per la gestione della notevole mole
di immagini e dati prodotti. Questa dotazione prevede anche la dotazione
tecnologica necessaria alla connessione in rete geografica per la fruizione
via WEB.
WEB - L'intero archivio è predisposto per la pubblicazione
dei propri contenuti digitali tramite il portale "Internet
Culturale" della Direzione Generale per i Beni Librari e
gli Istituti Culturali del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività
Culturali). La collaborazione con questo portale della cultura integra
il progetto con altri della stessa natura contribuendo ad ampliare l'offerta
di contenuti digitali a disposizione degli studiosi di tutto il mondo.
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