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morciano
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ITALIA.IT:
E' MANCATO IL METODO
Michele Morciano
- economista
del
07/02/2008
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Mission:
nell'intenzione del nostro Governo questo sito doveva essere un
punto di riferimento stabile e funzionale per incentivare un visitatore
straniero a spendere le sue vacanze, nonché i suoi capitali,
in Italia. Ci interroghiamo, allora, sulla mission: un portale per
il turismo deve essere semplicemente uno slogan istituzionale sulle
"ricchezze" del Paese o deve avere una finalità
business?
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Quello
della missione è un punto essenziale: qualsiasi sia il progetto
bisogna avere, a mio parere, innanzitutto grande chiarezza su che cosa
si vuole realizzare. Nel caso specifico, un portale per il turismo e'
difficile che possa coniugare un obiettivo di promozione turistica e,
insieme, di favorire gli investimenti dall'estero. Si tratta di obiettivi
diversi per utenti con necessita' diverse che richiedono informazioni
strutturalmente diverse. E' ovvio che, da un punto di vista meramente
tecnico, si potrebbe realizzare un portale diciamo cosi' "generalista"
ma risulterebbe probabilmente poco appealing. Secondo me, la specializzazione
premia: un portale turistico è un portale abbastanza complesso
e che vive di informazioni dinamiche, che devono continuamente essere
aggiornate, mentre sono sostanzialmente diverse le informazioni necessarie
a potenziali investitori.
Confrontiamoci con le esperienze di altri Paesi europei: molti di essi
hanno sviluppato un portale turistico ufficiale, sotto la responsabilita'
dell'ufficio nazionale del turismo; sono molto diversi tra di loro per
impostazione, immagini, livello di interazione che li caratterizza, ma
sembrano molto efficienti: avranno avuto un'idea progettuale e l'hanno
realizzata.
Anche l'Italia potrebbe facilmente realizzare un portale ufficiale di
promozione turistica ambizioso ed eccellente sotto un profilo tecnologico
e di contenuti: abbiamo le tecnologie, la creativita' e conosciamo il
business. Ma dobbiamo avere - e saper realizzare - una precisa idea progettuale.
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Servizio:
cosa deve essere considerato "servizio" e perché
il portale del turismo ha fallito in questo senso? Quali contenuti
"creano" valore? Come devono essere comunicati?
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Guardiamo
quello che sta succedendo oggi. Ancora c'e' incertezza se siano stati
spesi 7 milioni di euro o 15 - e questa la dice lunga su come sia stata
gestita l'iniziativa; non sappiamo nemmeno cosa sia effettivamente successo
degli altri 15 milioni del portale interregionale. In sostanza abbiamo
perso traccia di quasi trenta milioni di euro. Adesso sembra che si distribuiranno
altri 21 milioni. Distribuire i soldi, mi sembra, sia l'unico problema
di cui ci preoccupiamo. Non stiamo cercando di confrontarci su quale debba
essere lo specifico obiettivo di questo portale, i suoi contenuti, la
sua gestione, stiamo parlando unicamente di come verranno distribuiti
i soldi. Si era partiti dichiarando 140 milioni di euro, poi sono diventati
90, poi ne sono arrivati 45, ma forse ne sono stati spesi 7, oppure 15,
o forse 30
numeri in liberta', senza un progetto. Continuiamo a parlare
di soldi, ma non abbiamo le idee chiare su cosa farne, come spenderli,
dove investirli. Fino a quando si continuerà a distribuire i soldi
prima e a cercare poi di raggiungere un accordo su cosa farne, il rischio
di fallimento continuera' ad essere elevatissimo. Continuando su questa
strada sara' molto difficile che si arrivi a produrre - pur avendone le
capacità - un prodotto eccellente. Per fare un portale ci vuole
prima di tutto un progetto, per fare un progetto ci vuole un metodo, il
che non è niente di più e niente di meno di quello che -
semplicemente - vediamo fare in tutti gli altri Paesi europei. Non è
possibile credere che l'Italia non abbia ingegneri, informatici di alto
livello, esperti di turismo e di storia e di territorio, esperti di comunicazione,
dei creativi che non siano in grado di portare questa loro esperienza
all'interno di un progetto. È evidente che è il metodo usato
ad essere assolutamente incoerente con l'obiettivo dichiarato.
Detto questo, l'idea di "servizio" nasce una volta chiarita
con precisione la missione; e dopo aver individuato i segmenti di utenza
a cui intendiamo rivolgerci. Un portale turistico, per quanto "istituzionale",
avra' necessariamente collegamenti non solo con altri portali istituzionali
- che sono tantissimi, quelli delle Regioni, delle Province, dei Comuni,
ciascuno con un bagaglio prezioso di informazioni - ma dovra' possibilmente
anche mettere in contatto, o quantomeno indirizzare, i vari attori del
sistema turistico; se si vuole un portale in grado di alimentare un settore
economico importante per il nostro sistema, questo probabilmente dovra'
prevedere collegamenti con i fornitori di altri servizi, ad esempio, di
trasporto. I grandi tour operator internazionali, quelli che continuano
a portarci milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno, potrebbero,
ad esempio, dare indicazioni preziose su cosa potrebbe essere interessante
offrire come servizio, perché conoscono bene le esigenze dei propri
clienti.
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Aspettative:
come tutti i fenomeni troppo pubblicizzati, è possibile che,
affidando a questo portale una fetta importante della strategia
di rilancio della nostra economia, si siano prodotte delle aspettative
esagerate rispetto alle potenzialità del servizio?
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Bisogna
fare attenzione. Un portale puo' avere un potere effettivo di veicolare
domanda turistica, ma da solo non e' sufficiente; esso e' inevitabilmente
correlato con l'offerta turistica e se questa e' carente e di bassa qualita'
un portale non potra' fare molto. Per raggiungere un obiettivo ambizioso
come quello di rilanciare l'offerta turistica un portale istituzionale
sara' anche importante, ma non basta. L'offerta turistica non è
un portale: l'offerta turistica è l'insieme delle infrastrutture
civili, culturali e alberghiere del nostro paese, ma anche la sua "offerta"
di storia e di cultura, di stile di vita. Non è solamente quanto
costa una camera d'albergo. Dubito che un australiano si sposti da così
lontano per la sagra della bruschetta o perche' un bed&breakfast costa
poco. È chiaro che l'offerta turistica è qualcosa di ben
più complesso: occorre una politica strutturata, coerente, su larga
scala e il portale è semplicemente uno degli strumenti di quella
politica. Uno strumento con una grande potenzialità, ma che va
messo insieme e deve essere coerente con un'altra serie di iniziative.
Rispetto a questo obiettivo le aspettative non possono essere esagerate:
io mi aspetto che l'Italia come minimo sia in grado e possa realizzare
un eccellente portale del turismo. Il discorso è, piuttosto, che
le mie aspettative non si limitano al portale: io mi aspetto innanzitutto
che l'Italia abbia una politica seria sul turismo.
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Struttura:
a parte la percezione di noi tutti come utenti "friendly"
del sito, gli abitanti del web - il mondo dei blogger si è
scatenato in questo senso - sostengono che fosse poco ottimizzato,
difficile da consultare, con tempi di attesa interminabili, insomma
scadente dal punto di vista dell'utilizzo della tecnologia. Ci sono
criteri oggettivi sui quali misurare la fruibilità di un
sito di questo tipo?
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Francamente,
non so dare giudizi tecnici; mi ricordo che era molto lento, questo si.
Il problema, però, anche qui è molto semplice. Le tecnologie
operano secondo degli standard, che non ci siamo inventati noi, sono standard
internazionali che riguardano l'informatica e le telecomunicazioni. Quando
si accede ad un portale si può capire perfettamente quale sia la
sua qualità tecnologica. Senza parlare poi di quelle valutazioni
che non necessitano della conoscenza degli standard ma di un minimo di
nozioni magari scolastiche: se leggo da qualche parte che il lago Trasimeno
è in Calabria come minimo mi viene un dubbio sul livello di attenzione
dedicata ai contenuti. Il discorso degli standard, che è importantissimo,
rientra proprio in quei criteri oggettivi. È giusto che, sotto
tutti questi profili, uno strumento che veicola l'immagine del nostro
paese sia attentamente valutato.
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Rete:
a Suo parere c'è stato un problema come minimo di mancata
sintonia sugli obiettivi di un "portale unico" da parte
di tutti gli attori, Regioni comprese, che avrebbero dovuto contribuire
in modo determinante nella creazione di valore e nella produzione
di contenuti?
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Il
nostro Paese è un sistema frammentato. La ripartizione di funzioni
e la distribuzione di fondi lo testimoniano: forse si doveva creare consenso
attorno a questa iniziativa e dimostrare di non essere in concorrenza
con un portale interregionale. Non credo sia stato effettuato uno studio
di fattibilita' adeguato alla complessita' del progetto e che siano state
sufficientemente definiti i ruoli di tutti gli attori, intendo definiti
nei dettagli operativi, nelle responsabilita', nei contenuti, etc. Cosi'
la struttura e gli obiettivi dell'iniziativa sono probabilmente rimasti
non sufficientemente definiti. Anche il ruolo delle Regioni probabilmente
non sembra sia stato chiarito fino in fondo. Non dico che il principio
della collaborazione di cosi' tanti attori sia sbagliato: dico che è
sbagliato l'approccio. E' necessario essere molto chiari rispetto a quello
che si vuole, non bastano indicazioni di massima o accordi generali. Anche
la definizione del contributo delle Regioni rimane una questione di metodo:
la progettazione e realizzazione del portale deve essere affidata ad un
gruppo di lavoro autonomo o deve essere un lavoro di cooperazione su diversi
piani istituzionali? Perché i risultati possono essere molto differenti.
Basta scegliere, con chiarezza. Si può scegliere di fare un lavoro
cooperativo, o di consenso - nel senso buono del termine - ma stando attenti
che non si risolva poi in un progetto frammentato, perché se la
sommatoria dei singoli contributi non arrivano a fare sistema, io lascerei
perdere. Bisogna capire cosa vogliamo: operare in un'ottica di sistema
per valorizzare contenuti secondo una logica "nazionale" o,
piuttosto, valorizzare il patrimonio delle singole Regioni? Rimane sempre
centrale il discorso della missione, del progetto.
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Confronti:
in questi giorni i confronti con i portali turistici di altri paesi
europei si sprecano. Ha avuto modo di verificare altri siti istituzionali
dedicati al turismo che, dal punto di vista del servizio hanno saputo
centrare gli obiettivi?
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Non
è così facile, né così immediato. Richiederebbe
uno studio approfondito che non semplicemente accedere all'uno o all'altro
portale. Bisognerebbe capire, ad esempio, quanti sono gli accessi, studiare
i percorsi, valutarne il "rendimento". Certamente, però,
posso dire questo: quei portali stanno in piedi, funzionano, evidentemente
gli è riconosciuta, come minimo, una funzione istituzionale ed
economica.
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Rilancio:
è di pochi giorni fa la notizia che sono stati sbloccati
i fondi per le Regioni in relazione a Italia.It. Le Regioni auspicano
un rilancio: a Suo parere ci sono margini per rilanciare l'idea
progettuale e re-investirci?
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Se
continuiamo ad operare con gli stessi metodi, i risultati saranno gli
stessi: non possiamo pensare a ridistribuire i compiti e i fondi prima
di sapere che cosa vogliamo fare. Se vogliamo ragionare seriamente su
un rilancio impariamo dagli errori. Rilanciamo partendo da una logica
progettuale - che è oggettivamente l'unico modo: una logica progettuale
implica innanzitutto che sia definito un metodo di lavoro, implica individuare
delle precise responsabilità individuali e delle competenze - ci
deve essere una persona che si assume una responsabilita' chiara, un capo-progetto
e che tiri le fila del progetto. Poste queste premesse, chiarito l'obiettivo,
fatto lo studio di fattibilità e individuato target e servizi si
penserà anche a selezionare attentamente i profili tecnici in grado
di realizzare un progetto di questo tipo - e che abbiano anche capacità
creative. Le potenzialità ci sono tutte e i risultati verranno,
a patto di usare il metodo di lavoro giusto.
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