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e-Inclusion
2008: le tecnologie non siano barriere
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del
24/01/2008
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L'Unione
Europea arriva al 2008 con differenze strutturali e regionali rilevanti.
Altrettanto rilevanti sono le tendenze socio-demografiche comuni e assolutamente
prioritari gli obiettivi condivisi a Lisbona. Aspettativa di vita media,
tassi di immigrazione, domanda di welfare in crescita. Obiettivi al 2010:
fare dell'UE l'economia basata sulla conoscenza più competitiva
e dinamica del mondo, basata su sostenibilità, occupazione e inclusione
sociale. In questo quadro l'e-inclusion è destinata a divenire
una dimensione costitutiva delle politiche UE. Questione di mainstreaming,
come dicono a Bruxelles, al lancio dell'iniziativa e-Inclusion 2008. Vediamo
perché.
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e-Inclusion
2008
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L'iniziativa
e-Inclusion per il 2008 era stata annunciata nell'ambito del piano
i2010 - La società dell'informazione e i media al servizio della
crescita e dell'occupazione per poi essere ripresa nella Dichiarazione
Ministeriale di Riga del giugno 2006, sottoscritta da più di
30 Stati impegnati ad aumentare gli sforzi a favore dell'inclusione digitale.
Con la COM(2007)
694 della Commissione Europea (novembre 2007) l'impegno di Riga viene
strategicamente delineato mentre si propone una campagna di sensibilizzazione
dal titolo "e-Inclusion,
be part of it", al fine di migliorare la consapevolezza delle
opportunità in campo, aumentare la visibilità di buone e
innovative pratiche e promuovere il networking tra società civile,
imprese e autorità pubbliche, fissando la Conferenza ministeriale
di verifica e rilancio degli obiettivi a fine anno. Sei le priorità
mutuate da Riga: divide territoriali, anziani, accessibilità,
IT skills and competences, diversità culturale, e-government inclusivo.
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Gli
impegni
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Sulla base
degli impegni di Riga e degli studi di supporto, l'iniziativa e-Inclusion
chiama gli Stati, le Regioni e le parti interessate a trasformare le
parole in azione, identificando tre ambiti e fornendo indicazioni
di massima a ciascun soggetto, in ciascun ambito secondo le proprie competenze,
in una strategia paneuropea coordinata e sinergica.
Offrire a tutti la possibilità di partecipare alla società
dell'informazione: Colmare il divario in materia di banda larga grazie
al supporto economico dei fondi UE e l'impegno delle autorità regionali
e locali; Colmare il divario in materia di e-accessibilità con
l'impegno del settore ICT ad adottare entro il 2010 soluzioni rispettose
della privacy per soggetti disabili, con un'accelerazione dei processi
di standardizzazione da parte di imprese e utilizzatori e un impegno maggiore
in termini di follow up e monitoraggio da parte degli Stati, insieme all'impegno
della Commissione in materia di ricerca, sperimentazione, valutazione/benchmarking
e azioni legislative partecipate; Affrontare il divario delle competenze
digitali, per cui si indica la responsabilità delle autorità
a tutti i livelli, delle imprese e degli organismi sociali, seguendo gli
orientamenti che saranno forniti dalla Commissione per le politiche in
materia di competenze digitali dei gruppi vulnerabili.
Accelerare
la partecipazione effettiva dei gruppi a rischio di esclusione, migliorandone
la qualità della vita: Integrare le categorie socialmente svantaggiate
grazie a servizi elettronici moderni, soprattutto servizi sociali di e-gov
potenziati con il sostegno della Commissione attraverso l'ICT-PSP, progetti
pilota e scambio di best practice; Affrontare i problemi dell'invecchiamento,
delle condizioni di salute e della disabilità nella società
dell'informazione, attraverso l'attuazione condivisa del piano d'azione
"Invecchiare bene nella società dell'informazione" da
parte di industria, associazioni di utilizzatori, Stati e Commissione,
che supporta la ricerca, la diffusione di soluzioni innovative e si impegna
a elaborare una Raccomandazione sull'interoperabilità dei servizi
di e-health e una iniziativa sulla telemedicina; Studiare le possibilità
offerte dalle ICT per i giovani emarginati e i migranti a rischio di esclusione,
con una responsabilità primaria per imprese e autorità pubbliche
per l'istituzione di servizi innovativi con contenuti multilingue e adattati,
con il sostegno della Commissione nell'ambito del 7° PQ e dell'ICT-PSP.
Integrare
le azioni a favore dell'e-inclusion, ottimizzandone l'impatto a lungo
termine:
Rafforzare e sostenere l'impatto mediante la razionalizzazione e il coordinamento,
attraverso la costituzione di una partnership aperta tra imprese, organizzazioni
sociali e autorità pubbliche, l'impegno politico a tutti i livelli
a integrare l'e-inclusion in tutte le politiche pertinenti, il chiarimento
di diritti e obblighi dei consumatori in ambiente digitale da parte della
Commissione, che valuterà l'impatto delle misure per l'e-inclusion
alla luce dell'art. 13 Trattato UE (non discriminazione), in piena attuazione
della Convenzione ONU sui diritti dei disabili; Comprendere meglio l'e-inclusion
e confrontare i progressi compiuti, attraverso attività di analisi,
monitoraggio e follow up in relazione alla tabella di marcia definita
a Riga.
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Fatti
& Questioni
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Come ci spiega
Benedetta Rivetti - della PCM e referente per l'Italia sull'iniziativa
e-Inclusion - dalle riunioni tenutesi a Bruxelles per la definizione
delle aree di intervento, è risultato che mentre politiche
come la copertura territoriale erano già da tempo sull'agenda degli
Stati, meno attenzione è stata data, in particolare da alcuni Stati,
alle politiche di e-inclusion per categorie particolari, svantaggiate
e/o disabili. Del resto dagli studi di riferimento della Commissione
risulta che circa il 40% della società europea non gode appieno
delle opportunità della società dell'informazione. In particolare,
sono circa 200 milioni gli europei che non utilizzano internet, dato in
stretta relazione con dimensioni quali: istruzione (25% tra i lower
educated sono utenti di internet contro 77% tra gli higer educated),
età (10% tra gli over64, contro 73% del gruppo 16-24)
impiego (38% tra i disoccupati e 17% tra le persone economicamente inattive
contro 60% tra gli occupati e 84% tra studenti). Chiaramente -
riporta la Rivetti - queste disparità vanno affrontate in termini
di urgenza sociale, avendo una connessione di lungo termine con le disuguaglianze
e il benessere delle persone nella nostra società. Dagli
studi che la Commissione ha analizzato nella preparazione dei lavori
- continua - è stato evidenziato che l'Europa è un continente
ad alto tasso di anzianità e che dunque, in prospettiva, gli investimenti
in e-inclusion per gli anziani rappresentano una questione sociale strettamente
connessa agli obiettivi di crescita economica e innovazione di Lisbona,
non tralasciando l'esistenza di un rilevante e crescente "mercato
degli anziani" con annesse conseguenze e sviluppi.
Annunciando a breve un'indagine su approcci e iniziative intraprese in
Italia in risposta all'appello europeo, ci piace chiudere sollevando un'ultima
questione, sollevata a Bruxelles come a Riga e (assicura la Rivetti)
molto presente nei contesti nazionali: attenzione a che, in nome dell'e-inclusion,
le tecnologie non diventino paradossalmente una barriera alla fruizione
del servizio o all'esercizio del diritto. Sembra un principio ovvio
ma,
se ci sforzassimo, forse qualche esempio del contrario ci verrebbe
alla mente. Approfondiremo a breve.
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| Approfondimenti
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Le
pagine web della Commissione Europea dedicato all'iniziativa e-Inclusion
Le
pagine web della Commissione dedicate alla Conferenza di Riga ICT for
an Inclusive Society - 11-13 giugno 2006
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| appuntamenti |
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| news |
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