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Infomobilità a tutta priorità

del 19/12/2007

Il ministro Bersani dice che la questione mobilità è una priorità "1". All'incrocio di problemi stringenti su scala continentale: dall'inefficienza e congestione delle reti della logistica alla questione ambientale, la mobilità fa sempre più rima con connettività e sostenibilità. Il ministro Lanzillotta dice che l'infomobilità rappresenta un'area decisiva per la politica di innovazione, sospingendo la competitività con il non disprezzabile effetto collaterale di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Dunque, mentre sulle nostre teste sempre più spesso lampeggiano indicazioni su traffico e parcheggi, l'infomobilità diventa questione strategica e prioritaria. I tratti fondamentali di un ragionamento che coinvolge lo sviluppo economico, i trasporti e il sistema dei territori, con le Regioni al centro.
Al grido comune di innovazione.

Infomobilità chiama innovazione. E viceversa

Il Governo individua nell'infomobilità un settore di sviluppo altamente strategico. Diverse le prospettive adottate, pur integrate e concordi nel ritenere imprescindibili soluzioni di infomobilità innovative. Come il ministro Bersani ha ben spiegato - intervenendo al convegno Mobilità, Territori, Tecnologie. L'infomobilità come priorità del sistema Paese (Roma 13 dicembre u.s.) - il governo della mobilità tramite le nuove tecnologie è un elemento prioritario nel piano di politica industriale. Continuando ha spiegato che il Piano Industria 2015 si prefigge l'obiettivo di sviluppare il sistema produttivo attraverso la creazione di nuovi prodotti e servizi ad alto valore aggiunto e che la mobilità sostenibile rientra tra le aree individuate come prioritarie. I driver saranno la questione ambientale e della congestione. L'aspettativa è che il sistema produca un balzo notevole in termini di innovazione su questi temi. Entro gennaio si pubblicherà il bando relativo e la questione "eco" sarà tra gli obiettivi dei progetti di mobilità sostenibile da svilupparsi attraverso aggregazioni di imprese e soggetti innovatori. Una novità rilevante consiste nel metodo adottato nel nuovo regime di aiuti alle imprese, sulla base dell'approccio già utilizzato dall'UE: si finanzieranno le imprese che investono in innovazione e ricerca, su progetti in collaborazione con Università, laboratori di Ricerca e agenti di innovazione sul territorio. Si adotta in questo campo la misura più potente d'Europa , arrivando al 40% del credito di imposta per le imprese che investono in ricerca secondo le modalità illustrate e al 10% spesabile su spese proprie. Dal lato industriale si mira a creare strumenti automatici per sospingere gli investimenti e strumenti specifici per sviluppare prototipi nella progettazione di innovazione. Concludendo: è su queste basi che si farà il bilancio rispetto agli obiettivi di Lisbona il prossimo anno.

Strategie per italiani supermobili

E' da considerare, innanzitutto, che l'Unione Europea impone standardizzazioni sempre più stringenti su programmazione e politiche che riguardino da un lato Congestione e inefficienza della mobilità su scala continentale, con un focus esplicito sulle reti della logistica e sull'utilizzo di ICT; dall'altro Questione ambientale, con un focus sulle emissioni in stretta connessione con il traguardo del 20-20-20.
Riportando la questione entro i confini nazionali, verrebbe d'istinto e un po' prosaicamente da chiedersi se è più forte la propensione degli italiani a muoversi in automobile o l'inefficienza delle alternative. Per evitare di impostare una disputa sul modello uovo/gallina partiamo dai numeri, rilevando che negli ultimi 30 anni la mobilità in auto è aumentata in Italia del 214% (media europea: 140%), mentre più del 50% del totale degli spostamenti giornalieri avviene su distanza inferiore ai 5 km. Le conseguenze rilevate indicano congestione progressiva del traffico urbano e - soprattutto nelle grandi città - il superamento dei limiti delle emissioni di PM10. Sondaggi e studi di settore indicano nella mancanza di informazione un ulteriore elemento di criticità.
Dunque, urge una strategia per la mobilità che tenga conto delle questioni sollevate a livello UE e delle peculiarità italiane. La risposta del sistema Paese per l'infomobilità mette al centro le Regioni, ovviamente con l' obiettivo puntato su aree metropolitane e città.

Regioni al centro

Dunque, da dove si comincia a lavorare? Paolo Zocchi, consigliere del Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, indica come focale il livello delle città metropolitane, in una strategia che vede però il punto di snodo nelle Regioni, dove la maggior parte della programmazione territoriale si delinea. E' del 31 maggio 2007 l'Accordo tra Governo, Regioni e Autonomie locali in materia di infomobilità che prevede che Regioni e province autonome redigano entro il 31 dicembre 2007 Piani regionali di infomobilità, sulla base di Linee guida per lo sviluppo di servizi di infomobilità nelle regioni e enti locali, allegate all'Accordo stesso. Si esplicita inoltre la previsione di piani interregionali e la concertazione con le rappresentanze di EELL. La redazione del Piano regionale per l infomobilità prevede: analisi del territorio, necessità di pianificare le risorse organizzative ed economiche da destinarsi; scioglimento del nodo tra mobilità pubblica e privata, anche a fronte di scelte politiche non sempre popolari (si pensi alle circa 8 sterline per accedere al centro di Londra); impegno in ricerca e applicazione innovativa da parte delle imprese; assunzione da parte della PA del ruolo di gateway tra tecnologia, processi, servizi e cittadino; impatto potenziale sulla coesione sociale, laddove lo scambio informativo dal basso costituisce una chiave per la circolazione delle info. Alla base la convinzione che l'infomobilità è prima di tutto un'esperienza, secondo un approccio decisamente socio-tecnico che, attraverso azioni concrete, mira allo sviluppo di progetti di eccellenza del sistema sui tre punti della mobilità, connettività, sostenibilità. A questo approccio risponde lo stesso programma ELISA, in cui - attraverso una Linea di azione dedicata all'infomobilità - si è scelto di puntare su:
interventi non "a pioggia", ma orientati a progetti ben identificati e mirati
settori fertili per la competitività italiana (tra cui si ritiene appunto l'infomobilità)
ruolo del governo locale
best practice da trasformare in modelli nazionali
nuova domanda pubblica per alzare il livello dell'offerta
L'approccio di ELISA, spiega Zocchi, rappresenta un'azione concreta di sistema che risponde a una visione - se è vero che 1% inspiration + 99% traspiration = 100% VISION.
L'azione passa ora alle Regioni, che partono numerose sul fronte dell'infomobilità. Vediamo l'esperienza della Regione Toscana, che recentemente ha lanciato il sistema I-mobility.

I- Mobility Toscana...per esempio

Riccardo Conti, Assessore al territorio e alle infrastrutture della Regione Toscana ci ha presentato il progetto I-mobility, messo a punto dalla Regione Toscana e a regime nel 2008. Si tratta di un sistema che fornirà informazioni - via web, palmare e cellulare - sulla mobilità privata e pubblica: stato della rete viaria toscana e stato dei trasporti pubblici in tempo reale, reso possibile dai servizi di localizzazione e posizionamento offerti oggi dal GPS e in futuro dal sistema europeo "Galileo" e dalla preventiva georeferenziazione degli oggetti contenuti nelle banche dati. L'integrazione di informazioni diverse e l'utilizzo delle tecnologie wireless e gps renderà possibile attivare servizi di diffusione delle conoscenze e di implementare servizi a valore aggiunto come un sistema di autenticazione e pagamento per i trasporti e le strade della regione. Abbiamo chiesto all'assessore Conti di raccontarci l'esperienza regionale in materia di infomobilità, tra grandi entusiasmi, indicazioni e supporti dal livello centrale, esigenze dal territorio e aria di innovazione.

Approfondimenti

"Fare della Toscana una città delle città" un intervista con Riccardo Conti, Assessore al territorio e alle infrastrutture della Regione Toscana

Mobilità, Territori, Tecnologie, L'infomobilità come priorità del sistema Paese - 13 dicembre Roma - Atti del convegno

I- Mobility Toscana - presentazione del progetto

 
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