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Il nuovo mo(n)do dei flussi migratori

del 6/12/2007

Il nuovo decreto sui flussi migratori introduce novità importanti nelle modalità di ingresso per lavoro dei cittadini extracomunitari in Italia. Prima fra tutte l'invio telematico delle domande che eviterà code agli sportelli e minimizzerà le lungaggini burocratiche. Tre scaglioni per l'invio delle istanze ridurranno la possibilità di ingorghi telematici e l'interfaccia web promette un'informazione diretta e immediata verso il cittadino utente. Resta la regola del chi prima arriva...

Era di marzo

Qualcuno ricorderà le code con tanto di veglie notturne delle migliaia di immigrati che l'anno scorso presidiarono gli uffici postali di tutt'Italia. La speranza era essere tra i primi 170.000 a consegnare la domanda per assicurarsi un lavoro e una permanenza legale nel territorio italiano.
Era il 14 marzo del 2006 e quasi un mese prima era già polemica quando in pochissime ore venivano esauriti più di 1.500.000 di "kit" contenenti i moduli per la registrazione. Alcuni uffici postali furono presi d'assalto e in quello di Piazza Cordusio a Milano fu necessario l'intervento della polizia per evitare che la ressa sprigionata producesse feriti.
Non mancarono neanche le speculazioni sui moduli che venivano esauriti in poche ore dagli uffici postali per poi ricomparire sul mercato nero con prezzi dai 50 ai 300 euro per la versione base, fino a 1.000 euro per quelli già compilati e 5.000 euro per la "formula deluxe" con cui ci si aggiudicava in allegato anche un contratto di lavoro, presumibilmente falso.

La rivoluzione telematica e la nuova procedura

Il nuovo decreto flussi introduce una prima grande novità: niente più code agli sportelli, né kit di contrabbando perché le domande potranno pervenire esclusivamente per via telematica.
Come? Per prima cosa è necessario registrarsi, utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido e funzionante, sul sito del Ministero dell'Interno. Successivamente il sistema genererà automaticamente i moduli che andranno compilati con i dati del datore di lavoro e la località di impiego dell'aspirante dipendente per individuare lo Sportello Unico che successivamente rilascerà il nulla osta. Bisognerà poi installare sul proprio computer un programma per la compilazione dei moduli, che provvederà ad importare quelli già scaricati e ad inviarli al server del Ministero.
L'altra importante novità riguarda l'individuazione di tre date per l'invio delle domande secondo specifici criteri, utili - si spera - a scongiurare eventuali ingorghi informatici:
dalle 8.00 del 15 dicembre potranno essere presentate le domande per i lavoratori delle nazioni che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione (Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia), a prescindere dalla tipologia di lavoroER.
dalle 8.00 del 18 dicembre potranno essere presentate le domande relative ai lavoratori domestici e di assistenza alla persona di tutte le altre nazionalità non menzionate al primo punto.
dalle 8.00 del 21 dicembre potranno essere presentate le domande relative a tutte le restanti tipologie di lavori per le nazionalità non contemplate nel primo punto.

Non cambia invece il numero dei lavoratori che il decreto flussi prevede: 170mila assunzioni per "motivi di lavoro non stagionale". Di queste 47.100 sono riservate - precisa l'articolo 2 - ai cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione, mentre l'articolo 3 ripartisce la quota di 110.900 tra categorie richieste come le colf e badanti e gli addetti del settore edile (14.200); mille ingressi vanno ai dirigenti o personale altamente qualificato, 500 sono riservati, per la prima volta, ai conducenti di autotrasporto e 30mila ingressi per i restanti settori produttivi. Tremila lavoratori autonomi tra ricercatori, manager e liberi professionisti, potranno fare richiesta per entrare a lavorare in Italia, altrettanti potranno chiedere il permesso di soggiorno per studio.
"Il decreto flussi - precisa Mario Ciclosi, direttore centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo del Ministero dell'Interno - non è una regolarizzazione e pertanto definisce le modalità di ingresso per lavoro dei cittadini extracomunitari residenti all'estero che possono essere regolarmente ammessi nel rispetto delle norme vigenti", anche se non è da escludere che chi è già in Italia senza permesso di soggiorno cerchi di sfruttare l'occasione per una regolarizzazione ex-post.

La cooperazione e l'importanza della comunicazione

L'altra grande novità come spiega Mario Ciclosi nella nostra intervista è che "per la gestione delle domande il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione ha realizzato un sistema informatico che prevede la presentazione in via telematica di tutte le domande di competenza dello Sportello Unico e fornisce supporto informatico agli Sportelli unici e alle Direzioni Provinciali del lavoro per la gestione delle pratiche".
Questo sistema è in grado di gestire le comunicazioni con tutte le amministrazioni interessate nel processo di rilascio dei nulla osta (Agenzia delle Entrate, Questura, Direzione Provinciale del Lavoro, Ministero degli Esteri) attraverso un dialogo completamente automatizzato.
Grazie all'interfaccia web su cui poggia il sistema, la relazione con il cittadino è diretta e immediata: collegandosi infatti alla piattaforma l'utente potrà in qualunque momento essere aggiornato sull'andamento della propria istanza e ricevere un servizio efficiente che tiene conto del valore della trasparenza in una dimensione che non dimentica l'importanza della comunicazione.

Approfondimenti

Cooperazione e comunicazione al cittadino, intervista a Mario Ciclosi direttore centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione - Ministero dell’Interno

Il decreto flussi

La pagina per la compliazione e la presentazione delle domande

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