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SiRENA Energia

del 06/12/2007

Appelli e adesioni si moltiplicano nel Pianeta, quando in ballo c'è l'energia. Che sia da fonti alternative, nucleare, pulita, sostenibile o vicina a una crisi da fornitura, l'energia padroneggia nei dibattiti e negli studi istituzionali e mediatici. Proliferano i Piani per l'energia, le prese di posizione e le iniziative di sensibilizzazione. Recente è il Piano UE per ricerca e sviluppo nel settore energetico e il Position Paper del Governo italiano sull'energia. Cresce l'impegno delle Regioni, si sviluppa l'ottica di sistema nella strategia lombarda, con l'ausilio del Sistema Informativo Regionale ENergia Ambiente - SiRENA.
Sullo sfondo gli impegni di Kyoto, Agenda21, formula EU 20-20-20 e un dibattito aperto sulle competenze Stato- Regioni. Cosa può la PA regionale?

Valore dell'energia

Gli impegni per l'energia rispondono a due questioni rilevanti e urgenti per gli Stati: ambiente e sicurezza. Ferrara osservava recentemente su Il Foglio che la questione energetica è trattata come un capitolo del pensiero magico dal fior fiore delle classi dirigenti mondiali. Questo in pubblico, davanti alla folla in ardente attesa di sortilegi. Poi per via spiccia e riservata infuria la guerra energetica. E' chiaro che, parlando di energia il livello geopolitico della discussione è da tenere presente ma non è prettamente il nostro. C'è uno spazio per l'azione amministrativa al fine di rendere operativi gli sforzi dichiarati dai summit mondiali, europei e nazionali, per avvicinare la questione energetica al cittadino e consegnarla alle generazioni future in maggiore sicurezza. Su questo orizzonte si affaccia la nostra consueta finestra.

Impegni per l'energia

Tre i principali accordi internazionali di riferimento:
Protocollo di Kyoto, con cui paesi industrializzati e a economia in transizione si impegnano a ridurre le emissioni di gas serra complessivamente del 5.2% nel 2012 rispetto ai valori del 1990. Obiettivo di riduzione per l'Italia: - 6,5%
Agenda 21 (del 1992) con cui si definiscono obiettivi e strategie di riferimento verso la sostenibilità nel 21 secolo, riconoscendo l'urgenza, tra le altre, di integrare le considerazioni ambientali in tutte le strutture dei governi centrali e in tutti i livelli di governo. Al cap. 28 raccomanda l'azione dei governi locali per la realizzazione del piano, attraverso le Local Agenda 21.
Piano UE di azione per l'efficienza energetica (2007-2012), da cui parte la strategia europea del "20 - 20 - 20": ridurre le emissioni di CO2 del 20%, aumentare l'efficienza in campo energetico del 20%, portare la produzione di energia rinnovabile al 20% entro il 2020.
Del settembre 2007 è il Position Paper del Governo Italiano - Energia: temi e sfide per l'Europa e per l'Italia, che sottolinea le criticità in termini di rinnovabili e integrazione della governance multilivello in campo energetico, dato l'importante ruolo delle Regioni. Al fine di raggiungere un obiettivo nazionale ambizioso, sarà necessario un maggior livello di coordinamento tra le Regioni e tra queste e lo Stato. Le Regioni dovrebbero fissare i loro obiettivi e definire roadmap efficienti e chiare da qui al 2020. Sullo sfondo la consapevolezza di un Paese poco dotato di materie prime e fonti energetiche tradizionali, che ha rinunciato completamente al programma nucleare, dipendente dall'estero per l'84% del suo fabbisogno, 2° al mondo per importazione di elettricità.

Quale spazio per la Regione

Giuseppe Vatinno - Coordinamento Gruppo Energia e cambiamenti climatici dell'Unione, Consigliere del Ministro delle Infrastrutture - su Limes on line osserva che sarebbe necessario rivedere la riforma del Titolo V della Costituzione che definisce l'Energia "materia concorrente" tra Stato e Regioni, riequilibrando un po' il peso delle autonomie locali che non hanno una "visione d'insieme" della situazione nazionale. D'altro canto l'assessore a Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo sostenibile, della Regione Lombardia - decisamente attiva in tema di energia - Massimo Buscemi, sostiene che le competenze nazionali dovrebbero focalizzarsi fortemente sulla salvaguardia dell'approvvigionamento strategico delle fonti energetiche o su programmazione e sviluppo del trasporto e distribuzione dell'energia lungo le grandi strade energetiche, insieme a un forte impegno nel finanziamento a ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. E le Regioni? Le Regioni sono più vicine ai cittadini e correttamente possono giocare un ruolo importantissimo per la diffusione e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e sui programmi di efficienza energetica. Sostanzialmente si porta avanti la tesi per cui non è più pensabile che lo Stato finanzi i singoli cittadini o imprese quando la migliore interfaccia è la Regione. Allo stesso modo lo Stato, quando definisce un proprio Programma per raggiungere gli obiettivi di Kyoto o gli obiettivi di raggiungimento della politica 20/20/20 dell'UE, non può prescindere dalle attività programmatorie delle Regioni. In altre parole si chiede una programmazione nazionale che adotti un approccio bottom up, nel pieno rispetto delle più avanzate idee di federalismo e di sussidiarietà che dovrebbero essere fondamenti ormai costituenti di una nuova visione di governance pubblica, libera dal centralismo decisionista. Una proposta per concludere: lo Stato ripartisca le quote di riduzione di gas serra alle singole Regioni e quindi definisca anche la ripartizione dei fondi da destinare, in funzione della capacità di una Regione di attuare Programmi e Piani chiari, concreti e soprattutto efficaci.

SiRENA Regione Lombardia

La Regione Lombardia si dimostra decisamente attenta e attiva alla declinazione locale del tema energia. Un Piano d'Azione per l'Energia - PAE flessibile e aggiornato ogni anno. Obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2012. Lavori in corso per allinearsi agli obiettivi UE e alla strategia 20/20/20. Punti di forza: una visione integrata energia-ambiente e un Sistema Informativo Energetico Ambientale - SIRENA, grazie a cui ogni cittadino può conoscere quanto consuma il proprio territorio e quanti gas serra emette, fornendo alla Regione un sistema di supporto a decisioni e scelte politiche. Conoscenza e trasparenza: i fondamenti su cui costruire la nuova governance regionale, in cui la partecipazione sarà consapevole e non ideologica, il confronto sarà sui numeri e sulle scelte per migliorare la qualità dell'ambiente, riequilibrare il sistema energetico e aiutare il mercato ad essere strumento di sviluppo e competitività. Approfondiamo tecnicamente il sistema regionale per l'energia in Lombardia con Dino De Simone della Rete di Punti Energia della Lombardia, a partire da una chiara distinzione tra le competenze statali e regionali. Tra le proposte: un rilancio della Conferenza Stato-Regioni e un tavolo di coordinamento tecnico per l'integrazione tra le diverse pianificazioni energetiche regionali e relativi piani d'azione, costruendo di fatto un piano energetico nazionale a partire dal livello regionale.

Approfondimenti

"SiRENA: efficienza trasparente in energia" - un'intervista a Dino De Simone - Rete Punti Energia Regione Lombardia
La scheda informativa del Sistema Informativo Regionale ENergia Ambiente - SiRENA
La Rete di Punti Energia della Regione Lombardia

 
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