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PloneGov,
a Napoli si insegna l'open source alle PA
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del
06/12/2007
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Le
zone di eccellenza a livello mondiale nel nostro Paese sono tantissime,
ma così di nicchia che difficilmente se ne sente parlare. Scovarle
e valorizzarle è proprio il compito che da anni stiamo portando
avanti con la nostra newsletter, ed anche quello che si propone il FORUM
PA 2008. L'esperienza che vi presentiamo oggi parla napoletano: il 12
ottobre scorso, infatti, si è chiusa a Napoli la quinta conferenza
mondiale di Plone una piattaforma open source di content management, che
da qualche anno ha dato vita a PloneGov pensato per sviluppare e diffondere
alle amministrazioni pubbliche di tutto il mondo soluzioni di e-Gov aperte
e personalizzabili.
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Che
cos'è Plone
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Plone
è un software CMS. Un sistema per la gestione dei contenuti che
nasce nel 2001 come progetto open source dall'idea di due sviluppatori,
Alexander Limi ed Alan Runyan i quali, non soddisfatti delle piattaforme
sulle quali lavoravano, cominciarono a progettare un nuovo sistema utilizzando
modalità di lavoro open, ossia rendendo tutto il codice sorgente
pubblico e disponibile ad altri sviluppatori. Oggi Plone, giunto alla
sua terza versione, conta circa 600 sviluppatori, sparsi in 40 paesi in
tutto il mondo e migliaia di utilizzatori (Italia compresa) piccoli e
grandi fino ai grandissimi come Google, che lo ha scelto per gestire una
parte della propria rete intranet. Nel nostro paese molti sono i grandi
portali e le organizzazioni che lo utilizzano da tempo come altromercato.it,
diverse Camere di Commercio o il CNR di Napoli che lo ha usato per costruire
Octapy, un sistema di gestione dei contenuti che ha dato vita alla
Rete dei Musei Napoletani.
Plone ha assunto in brevissimo tempo un'importanza tale che già
nel 2004 viene istituita una fondazione internazionale per tutelarne il
marchio e vigilare sulla salvaguardia delle dinamiche "open"
del sistema.
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La
chiave del successo
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La
forza del progetto Plone risiede in alcune sue caratteristiche fondamentali:
innanzitutto l'accessibilità, ossia la piena rispondenza agli standard
W3C, in secondo luogo la forte usabilità, ma il vero valore aggiunto
risiede nella sua community così ampia, che sviluppa continuamente
nuove applicazioni e risolve i diversi problemi che, di volta in volta,
vengono sollevati. Plone è, infatti, una piattaforma estremamente
flessibile che consente di innestare sul nocciolo "base" moduli
aggiuntivi, pensati e sviluppati per esigenze che travalicano la sola
gestione dei contenuti. Il tutto sempre nell'ottica della condivisione
open che si può sintetizzare così: prendi un oggetto gratuitamente,
lo usi, lo modifichi e lo migliori a seconda delle tue esigenze e poi
lo condividi affinché gli altri possano fare altrettanto.
Come abbiamo ripetuto più volte l'ottica open non è una
questione solamente ideologica, ma coinvolge in maniera concreta lo sviluppo
economico di un territorio. Operando in questo campo, infatti, un'azienda
anche piccola ha la possibilità di mettere a frutto il proprio
know how e competere a livello internazionale con altre realtà
come dimostra il caso di Abstract Open Solution piccola società
che, nata come spin off dal CNR, è riuscita a portare a Napoli
la Plone Conference 2007,
giudicata dai partecipanti come la migliore in assoluto tra le 5 realizzate
finora.
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Da
Plone a PloneGov
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Gli
sviluppatori di tutto il mondo, quindi, supportati dalla natura aperta
ed accogliente di Plone, hanno scatenato la propria fantasia per sviluppare
applicazioni e moduli sempre nuovi. Essendo una comunità mondiale
il canale di comunicazione preferito è quello telematico, ma sin
dall'inizio si è colta l'importanza di incontri dal vivo che dessero
l'opportunità a piccoli gruppi programmatori di interagire concretamente
e sviluppare nuove funzionalità. In uno di questi incontri, che
prendono il nome di sprint, si sono incontrate alcune persone che stavano
lavorando, ciascuna per conto proprio, ad applicazioni per la pubblica
amministrazione. Pur provenendo da amministrazioni e da nazioni diverse
(Belgio, Francia e Svizzera) questi sviluppatori si sono accorti che le
esigenze che ciascuno di essi incontrava erano estremamente simili. È
così che nel 2005 è nato PloneGov pensato per far convergere
gli sforzi di singole amministrazioni in un progetto organico per condividere
le esperienze adottate a livello locale e gettare le basi per una collaborazione
internazionale, in grado di sviluppare al meglio soluzioni open source
per le esigenze del settore pubblico. Altri sprint incuriositi dal progetto
hanno aderito coinvolgendo sviluppatori del Sud Africa, dell'Argentina
e del Brasile. Attualmente PloneGov conta 55 organizzazioni.
PloneGov è stato uno dei 53 finalisti del premio eGovernment
Award 2007, il riconoscimento promosso dalla Commissione Europea
per lo sviluppo delle buone pratiche di e-Gov. Ciò che stato valutato
positivamente dagli esperti della commissione non è stato tanto
il software in sé, quanto, piuttosto, l'idea alla base del progetto
di collaborazione e, allo stesso tempo di massimizzazione degli investimenti.
Come spiega Xavier Heymans, patron per progetto PloneGov: "In tutto
il mondo milioni di organizzazioni pubbliche sono interessate dagli stessi
cambiamenti in direzione dell'e-Gov. Perché non unire questi sforzi?
Il modello di sviluppo di PloneGov consente di fare esattamente questo,
usando la globalizzazione come uno strumento al servizio del servizio
pubblico! Pensare locale, agire globale!"
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Plone
Conference a Napoli
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Oltre
agli sprint che sono eventi più o meno piccoli, ma comunque tutti
rivolti ad un obiettivo puntuale, ogni anno la Plone Foundation chiede
agli afferenti alla community di inviare le proposte per l'organizzazione
e la gestione in una grande conferenza. Nel 2007 la scelta è caduta
su Napoli, che è riuscita a superare le candidature di Amsterdam
e Liverpool e persino quella della città di Malaga la quale aveva
persino già trovato 80.000 euro di contributo pubblico offerti
dal governo dell'Andalusia. Il successo di Napoli è stato determinato
da due grandi fattori: la presenza di Abstract Open Solutions, giovane
società di information technology napoletana fondata nel 2005 da
due ricercatori del CNR, il cui amministratore Vincenzo Barone è
uno tra gli sviluppatori di Plone ed il contributo di Città
della Scienza, il "contenitore" di divulgazione scientifica
e di innovazione tecnologica, nato dalla riconversione di un'area industriale
fra la collina di Posillipo ed il Golfo di Pozzuoli. Ennesima dimostrazione
di come le sinergie tra territorio, istituzioni ed imprese, riescano a
far brillare le eccellenze italiane anche a livello internazionale.
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| Approfondimenti
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"L'eccellenza
raggiunta con pochi fondi e molta collaborazione" un'intrevista
con Xavier Heymans - Responsabile internazionale del progetto PloneGov
Il portale dedicato al progetto PloneGov
"L'Emilia
Romagna e l'Open Source", dossier Altra pa del 23/11/2007
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