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Wi-Max e UMTS, per capirci qualche cosa in più


Antonio Capone - Dipartimento di Elettronica e Informazione, Politecnico di Milano

del 23/11/2007

Uno dei più gradi interrogativi che restano aperti sulla tecnologia Wi-Max è che tipo di servizi consentirà. Sarà esclusivamente una rete dati o potrebbe consentire la nascita di nuovi operatori di telefonia?
Per rispondere correttamente occorre distinguere il piano tecnico da quello normativo che devono essere tenuti separati a causa di alcune discrepanze.
Sul piano tecnico è indubbio che il Wi-Max possa realmente diventare un sistema in grado di offrire dei servizi di telefonia del tutto equivalenti a quelle che sono oggi le reti cellulari, con in più un supporto ai servizi dati di qualità decisamente migliore di quella offerta oggi dalle reti di terza generazione. Dal punto di vista normativo, invece, non è ben chiaro se queste possibilità verranno consentite e, anzi, proprio su questo tema sono già state avviate delle iniziative di tipo legale, perché il bando sembrerebbe non prevedere la possibilità di offrire servizi in mobilità, che consentano all'utente di spostarsi liberamente senza perdere la connettività, ma le norme internazionali prescrivo che nelle gare per l'assegnazione delle frequenze non possono essere messi dei vincoli troppo restrittivi sulla tecnologia che verrà utilizzata dagli aggiudicatari. In sostanza quindi in questo momento sono in atto delle discussioni a livello normativo per capire se sia possibile o no bloccare giuridicamente l'utilizzo del sistema wi-mx mobile.
In alcuni articoli si legge che lo standard che viene messo all'asta non consentirebbe un segnale tale o un'ampiezza tale da garantire un servizio di telefonia.
Come dicevo si tratta di una sovrapposizione di piani. Se infatti di fatto la tecnologia Wi-Max permette, grazie al supporto del VOIP, di sviluppare applicazioni di comunicazione in mobilità ed anzi esistono già prodotti tecnici, disponibili con una certa facilità anche in Italia, che lo consentono, dall'altra parte è, invece, chiaro l'intento di impedire l'utilizzo di questa tecnologia per quanto riguarda il servizi di tipo mobile. Dato che la normativa internazionale prescrive che l'uso delle frequenze non possa essere vincolato ad una tecnologia, dire che il Wi-Max mobile non può essere utilizzato su quelle frequenze, ad alcuni sembra essere un "illecito". Al di là del lecito o dell'illecito però è indubbio che impedire lo sviluppo di una tecnologia sarebbe molto limitante per il futuro del Wi-Max in Italia e, più in generale, per l'innovazione del nostro Paese, soprattutto se tutto ciò viene fatto per salvaguardare l'interesse economico di qualche operatore a discapito di altri.
Il recente ricorso al TAR dovuto alla mancata esclusione dei 4 operatori mobili già in possesso di licenza UMTS mostra chiaramente quale sarà lo scenario competitivo del prossimo futuro tra UMTS e Wi-Max. In linea i principio dunque per garantire una sana competizione le due tecnologie dovrebbero avere operatori differenti?
Innanzitutto diciamo che in linea di principio il ricorso poggia su basi valide, ovviamente bisognerebbe vedere anche la base giuridica su cui è stato fondato nel dettaglio, ma dal punto di vista tecnico le obiezioni sollevate da chi sostiene che il bando non sia stato fatto in maniera completamente rispondente alle esigenze del mercato, e del Paese in generale, sono assolutamente fondate. Il punto fondamentale riguarda il fatto che se esiste una tecnologia in grado di sviluppare determinate applicazioni non si capisce bene in nome di che cosa possano essere vietati dei servizi che invece la tecnologia consentirebbe.
Il perché di questo divieto è abbastanza evidente e sono i quasi 4 miliardi di euro con cui sono state pagate le licenze UMTS!
Quindi per salvaguardare l'interesse economico di alcuni si impedisce la crescita del Paese… Non voglio fare discorsi che passino per semplicistici e capisco benissimo che ci sono tutte le ragioni economiche per sentirsi in dovere di tutelare chi, meno di cinque anni fa, ha investito un così cospicuo patrimonio, che tra l'altro è stato utilizzato per finanziare l'informatizzazione della PA, però da qui arrivare a castrare le prospettive di sviluppo di un tecnologia semplicemente per salvaguardare qualche cosa di vecchio non mi sembra un passaggio da poter prendere in considerazione in maniera seria. Comprendere un errore e voler porvi rimedio è senza dubbio un bene, ma quel rimedio non può essere un errore ancora maggiore. Cioè se è stato un errore far pagare così tanto le licenze UMTS, la soluzione non è certo "chiudere" le possibilità offerte dalla tecnologia innovativa. Intendiamoci, le dinamiche con cui si procederà non sono ancora chiare, ma se fosse davvero così sarebbe un modo come minimo miope di lavorare.
UMTS e Wi-Max. Cosa determinerà il successo dell'una o dell'altra tecnologia?
Le due tecnologie non sono assolutamente complementari, ma si sovrappongono quasi completamente. Purtroppo mi sembra una lotta abbastanza impari. Sono due tecnologie di cui una (Wi-Max) rappresenta, anche solo per motivi temporali, l'evoluzione dell'altra, anche se, oggettivamente, sono nate con finalità differenti. UMTS, infatti, è nato come sistema per la telefonia e grazie ad un servizio ad alta velocità chiamato HSDPA può essere usato, in aree ristrette, anche per i servizi dati. Mentre Wi-Max è nato principalmente per la larga banda di trasferimento dati, ma può esser usato anche per servizi di tipo telefonico sfruttando le applicazioni VOIP. In sostanza, quindi all'utente non cambia molto l'utilizzare l'una o l'altra tecnologia, se non nella velocità che, comunque, non è un fattore trascurabile soprattutto in prospettiva evolutiva. Tutto ciò sempre a patto che le norme (in Italia) non blocchino questa possibilità. Se così avverrà gli obiettivi saranno diversi ed una tecnologia verrà usata per la mobilità e l'altra per la copertura di aree soggette a digital divide, non raggiunte da ADSL o le zone ad elevata concorrenza come le grandi città.
Il Wi-Max potrebbe incidere anche su quella parte di digital divide non infrastrutturale ma culturale, magari con un abbassamento dei costi di accesso alla rete?

Ovviamente la gente che non si connette alla rete non lo fa solamente perché non è informata o non ha la linea, ma anche perché i suoi bisogni sono differenti. Se però chiamiamo in causa i costi non credo che l'avvento del Wi-Max porterà grandi cambiamenti per gli utenti. Anzi azzardando un'ipotesi direi che, considerati gli investimenti, i costi iniziali della connessione tramite Wi-Max dovrebbero essere anche superiori. Ovviamente per ragioni di mercato si tenderà ad allinearli al prezzo di servizi analoghi diluendo il più possibile il ritorno economico. Togliamoci, però, dalla testa che Wi-Max significhi accesso ad internet gratuito.
Un ulteriore precisazione da fare è che i terminali Wi-Max non sono disponibili sul mercato di largo consumo e i costi sono ancora abbastanza elevati. Per intenderci l'antenna wi-fi che ormai tutti i portatili hanno pre-installata non permette la connessione al Wi-Max e così i telefonini. Prima di arrivare ad influire sulla società, quindi, ci sarà bisogno di un notevole abbattimento dei costi dal punto di vista dei terminali.

In questo senso però è un po' contraddittorio voler lasciare i grossi player fuori da questo gioco. Chi meglio di loro potrebbe abbattere i costi di investimento e facilitare la diffusione di questo tipo di terminali?
Il nodo del problema sono gli investimenti pregressi. Cioè per salvaguardare il pregresso c'è il rischio che si propenda far morire la tecnologia concorrente. Non è un problema tecnico bensì di mercato. È certo che le grosse telecom, in linea teorica, potrebbero essere i migliori operatori di Wi-Max. Il punto è che non è detto che abbiano l'interesse a farlo.
L'Italia sul Wi-Max si è dimostrata tendenzialmente in linea con gli altri Paesi europei, ma qualcuno è decisamente in anticipo. Che tipo di segnali vengono da quei paesi dove la rete è già stata realizzata o è comunque in via di completamento?
A livello internazionale sono solo poco più avanti, tranne casi particolari, tipo l'India o altri Paesi in via di sviluppo, dove si punta molto sul Wi-Max per ovviare ad una carenza dell'infrastruttura cablata. Gli altri Paesi europei sono poco più avanti dell'Italia e quindi le dinamiche di mercato non sono ancora chiarissime. Si cominciano a vendere i servizi, ma per parlare degli orientamenti è ancora presto. Quello che senza dubbio si può dire è che l'ipotesi del Wi-Max mobile non viene assolutamente scartata. Il fatto di mettere vincoli sulla tecnologia che utilizza la banda è qualche cosa di abbastanza anomalo.
 
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